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AMBIENTE

Calamità naturali, arriva la polizza assicurativa

di Rossella Calabrese

L’assicurazione è volontaria ma lo Stato non risarcirà i danni

Vedi Aggiornamento del 30/10/2017
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24/05/2012 - Le polizze assicurative contro qualsiasi tipo di danno a fabbricati di proprietà di privati potranno essere estese ai rischi derivanti da calamità naturali.
 
Lo scopo è quello di avviare un un regime assicurativo per la copertura dei rischi derivanti da calamità naturali sui fabbricati e di garantire adeguati, tempestivi ed uniformi risarcimenti per la riparazione e ricostruzione di immobili privati danneggiati o distrutti da calamità naturali.
 
È quanto prevede l’articolo 2 del DL 59 del 15 maggio 2012 per il riordino della Protezione Civile. E fin qui sembra una dichiarazione di intenti dello Stato di favorire la stipula - volontaria - di polizze assicurative che coprano non solo i normali danni cui sono soggetti gli edifici, ma anche quelli causati da eventi naturali.
 
Leggendo però il comma 2 del’articolo 2, si scopre che, entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del DL, dovrà essere predisposto un Regolamento che definisca modalità e termini per l’attuazione del nuovo regime assicurativo, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
 
E tra i criteri di cui il Regolamento dovrà tener conto vi è l’esclusione, anche parziale, dell’intervento statale per i danni subiti dai fabbricati. Un’ipotesi che sta allarmando chi è stato colpito da eventi calamitosi o risiede in zone ad alto rischio. Ricordiamo che, secondo una ricerca di Legambiente, vi sono aree a rischio nell’85% dei Comuni italiani (leggi tutto).
 
Per redigere il Regolamento, i Ministeri acquisiranno gli elementi necessari a valutare gli effetti del nuovo regime assicurativo, cioè: la mappatura del territorio per grado di rischio; la stima della platea dei soggetti interessati; i dati sull’entità dei contributi pubblici finora concessi in caso di emergenza; una simulazione dei premi, suddivisi per tipologia di copertura assicurativa.
 
Il nuovo Decreto è in vigore dal 17 maggio scorso, ma è salito agli onori della cronaca tre giorni dopo, in concomitanza con il terremoto che ha colpito l’Emilia Romagna. L’evento sismico di questi giorni sarà il primo banco di prova per le novità che il Decreto introduce relativamente alle procedure di gestione delle situazioni di emergenza (leggi tutto).
 
Per quanto riguarda, invece, la disciplina delle polizze anti-calamità occorrerà aspettare il varo del Regolamento attuativo.
 
I COMMENTI
“Crediamo che il Decreto del Governo sulla Protezione Civile che solleva lo Stato dal pagare i danni causati dagli eventi sismici, rinviando ad una assicurazione volontaria, sia da riformulare perché è stato approvato senza tenere conto del quadro complessivo della situazione italiana, così drammaticamente evidente, ancora una volta, dopo il terremoto in Emilia Romagna”. Così il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori in una lettera aperta inviata al Presidente del Consiglio e ai Ministri Cancellieri e Passera.

Il Cnappc chiede quindi di “riconsiderare la recente decisione sull’intervento economico dello Stato, nel non poter rifondere più i danni agli edifici causati dai terremoti, introducendo almeno una norma progressiva decennale, collegata al libretto dell’edificio, alle incentivazioni e creando un fondo pubblico attingendo ad una quota dell’Imu”.

Foto tratta da Youreporter.it

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