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Sisma Emilia, Cnappc: ‘occorre mettere in sicurezza il territorio’

Sisma Emilia, Cnappc: ‘occorre mettere in sicurezza il territorio’

E i geologi chiedono di essere ascoltati da chi legifera in materia di edilizia

Vedi Aggiornamento del 23/07/2012
di Rossella Calabrese
Vedi Aggiornamento del 23/07/2012
31/05/2012 - Dopo le nuove forti scosse del 29 maggio, che hanno aggravato la situazione in Emilia, già critica dopo il terremoto del 20 maggio, il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori interviene sul sisma dicendo basta alla politica dell’emergenza, e affermando che “ora occorre mettere in sicurezza il territorio italiano”.
 
“Gli effetti del sisma che ha colpito l’Emilia Romagna sono eventi annunciati, così come lo sono stati quelli causati dal terremoto dell’Aquila, e così come lo erano tanti altri che hanno causato dall’inizio del secolo scorso 4 mila morti e oltre 200 miliardi di euro di danni, solo dal 1949” spiega il CNAPPC in una nota.
 
“Il primo obiettivo - continua - deve essere la salvaguardia della vita dei cittadini e dei lavoratori che deve essere perseguito rendendo obbligatorio, a partire dalle scuole, l’addestramento sul comportamento da tenere in caso di terremoto. Dobbiamo renderci conto, poi, del pessimo stato in cui si trova il nostro patrimonio edilizio: l’Italia è stata per lo più urbanizzata dal dopoguerra agli anni 80 con tecniche costruttive che rendono le abitazioni avviate al fine vita, non in grado di reggere un terremoto e che  consumano  energia quanto otto centrali nucleari.”
 
Tra le misure proposte dagli architetti italiani, rendere subito obbligatorio il ‘libretto dell’edificio’, connesso a un database nazionale, in modo che ogni cittadino italiano conosca il livello di sicurezza delle abitazioni in cui vive e quello dei luoghi in cui lavora. Al censimento dello stato di sicurezza deve seguire un programma, almeno ventennale, di rigenerazione degli abitati, con incentivi e contributi per renderli sicuri e, allo stesso tempo, capaci di risparmiare energia.
 
Il Consiglio Nazionale dei Geologi riflette sui fenomeni sismici: “I terremoti - spiega il CNG -, al contrario di altri catastrofici eventi naturali, sono al momento del tutto imprevedibili e la scienza, che pure ne conosce la genesi, non è in grado di prevederne l’accadimento, né tantomeno di assicurare le popolazioni sul loro sviluppo e protrarsi nel tempo”.
 
Il Consiglio Nazionale Geologi auspica per l’Emilia un rapido ritorno alla normalità, che lasci spazio “ad una profonda riflessione su questa Italia a rischio: oggi quello sismico, ieri quello idrogeologico, idraulico o geomorfologico”.
 
E chiede alle istituzioni di modificare le norme che hanno portato alla chiusura di tutti i dipartimenti di Scienze della Terra dell’Emilia Romagna, che garantiscono la preparazione di tecnici all’altezza di affrontare lo studio, la previsione e la gestione dei rischi naturali, e di “poter rivedere la zonazione sismica italiana, senza dover sottostare a pressioni, se non quella della corrispondenza con le conoscenze scientifiche”.
 
Ultima richiesta, che negli organismi tecnici dello Stato, che esprimono il parere sulle norme tecniche predisposte in attuazione del Testo Unico dell’Edilizia “possa finalmente tenersi nel debito conto la voce dei Geologi, superando l’ostracismo culturale fino ad oggi dimostrato”.
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