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Sismabonus acquisto, spetta anche quando si demolisce un immobile e se ne ricostruiscono tre
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AMBIENTE

Terremoto in Emilia, 7 morti, 50 feriti e danni agli edifici storici

di Rossella Calabrese

Con il DL sulla Protezione civile stop ai risarcimenti. I progettisti ripropongono il Fascicolo del Fabbricato

Vedi Aggiornamento del 20/05/2013
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21/05/2012 - È di 7 morti, 50 feriti, 4000 sfollati e danni per milioni di euro agli edifici e al patrimonio storico il bilancio del sisma di magnitudo 6 che ha colpito nelle ultime ore le province di Ferrara, Modena e Bologna.
 
Il crollo dei capannoni industriali della Ceramiche Sant’Agostino e della Tecopress di Dosso ha provocato la morte di tre operai; a Bondeno il sisma ha ucciso un altro operaio nella sede di Ursa Italia. Altre tre persone sono rimaste uccise dal crollo delle proprie case e da malori.
 
I danni maggiori agli edifici si sono avuti nei territori di Sant’Agostino, Finale Emilia, Mirandola, Massa Finalese, San Felice: a Sant’Agostino è crollata un’intera facciata del municipio, a Finale Emilia è andata distrutta la trecentesca Torre dei Modenesi, a San Felice sul Panaro la Rocca Estense e la Torre dell’Orologio sono gravemente danneggiate. Numerosi gli edifici storici danneggiati anche a Ferrara: il Teatro Nuovo, edificato negli anni Venti del secolo scorso è devastato, mentre a Poggio Renatico è in parte crollato il Castello Lambertini.
 
Dalla mezzanotte di oggi sono state 24 le repliche del terremoto registrate; di queste, 4 hanno avuto una magnitudo superiore a 3. Gradualmente l’intensità delle repliche si va riducendo ma non si escludono altre forti scosse.
 
E mentre si prestano i soccorsi alle persone colpite dal sisma e si allestiscono le tendopoli per ospitare chi non può rientrare nelle case danneggiate dalle scosse, la Protezione Civile è già a lavoro per effettuare le verifiche strutturali dei fabbricati, e predisporre le prime misure d’emergenza, dalla sospensione dei pagamenti delle tasse agli ammortizzatori in deroga.
 
Domani il Consiglio dei Ministri, presieduto da Mario Monti rientrato in anticipo dagli Stati Uniti, dichiarerà lo stato di emergenza.

 
Ma non è sfuggita la coincidenza del terremoto in Emilia con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, avvenuta il 16 maggio scorso, del DL 59 del 15 maggio 2012 per il riordino della Protezione Civile, nel quale si prevede che lo Stato non risarcirà più i cittadini per i danni causati da calamità naturali; sarà quindi necessario stipulare una polizza assicurativa che copra gli edifici contro terremoti, frane e alluvioni.
 
Il Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Armando Zambrano, esprimendo la vicinanza di tutti gli iscritti alla popolazione dell’Emilia Romagna, ha ribadito le proposte della categoria sul fronte antisismico, proposte che fanno leva principalmente sulla prevenzione, a partire dal Fascicolo del Fabbricato.
 
“Dobbiamo rendere pienamente visibile e riconoscibile la qualità strutturale degli edifici - ha detto Zambrano -, varando finalmente il Fascicolo di fabbricato, una sorta di carta d’identità delle strutture, a costo zero per lo Stato, in grado di stabilire il grado effettivo di affidabilità e sicurezza degli edifici in tema di vulnerabilità sismica e che consentirebbe di  ragionare meglio in un’ottica, ormai strettamente necessaria, di priorità degli interventi”.
 
E sul decreto legge per la Protezione Civile si è espresso il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, con un comunicato diramato venerdì 18 maggio, quindi prima che il sisma sconvolgesse l’Emilia Romagna. “Il nuovo decreto legge sulla Protezione civile, secondo il quale non sarà più lo Stato a pagare i danni causati agli edifici privati dalle calamità naturali - scrive il Cnappc -, rende ormai improcrastinabile l’obbligatorietà di un tagliando decennale dei fabbricati che ne certifichi le condizioni statiche, della sicurezza degli impianti, delle condizioni energetiche e di inquinamento”.
 
Anche gli Architetti propongono quindi l’istituzione del Fascicolo del fabbricato “che consenta, attraverso un  monitoraggio costante, di tenere sempre alta la vigilanza e l’attività di prevenzione sul patrimonio edilizio delle nostre città”. Entro i prossimi 10 anni - segnala il Cnappc - l’85% dell’edificato urbano avrà più di 40 anni, oltre 6 milioni di edifici sono esposti a gravi rischi sismici e 1 milione e 300mila a quelli idrogeologici.
 
“Prevedere poi - continua il comunicato del Cnappc - l’estensione ai rischi derivanti da calamità naturali di tutte le polizze assicurative, che sono su base volontaria, a qualsiasi tipo di danno a fabbricati di proprietà di privati, oltre a creare condizioni di  disparità tra cittadini, conferma ancora una volta, la scelta di una politica dell’emergenza rispetto a quella della prevenzione e della manutenzione del nostro patrimonio edilizio”.
 
Anche per i Geologi, il forte terremoto avvenuto in Emilia Romagna ripropone all’attenzione l’annosa questione dell’adeguamento sismico degli edifici, soprattutto di quelli strategici, per i quali occorre adesso più che mai un censimento aggiornato a livello nazionale”. Lo ha detto Emanuele Doria, presidente dell’Ordine regionale dei geologi di Sicilia.


Foto tratta da Youreporter.it

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