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Infrastrutture, saranno più convenienti gli investimenti privati

di Paola Mammarella

Nel ddl urgente del Min Infrastrutture rilancio con project bond, defiscalizzazione e procedure più spedite

Vedi Aggiornamento del 16/07/2014
28/05/2012 – Sostegno al settore costruzioni e alla realizzazione di opere grazie all’attrazione dei capitali privati. È l’obiettivo della bozza di decreto urgente, predisposto dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti per favorire la ripresa, che sarà discusso nei prossimi giorni.
 
Project bond
Il decreto mira ad agevolare l’emissione e il collocamento di obbligazioni da parte di società di progetto, rendendole appetibili per gli investitori. L’obiettivo si inserisce nell’iniziativa  Project bond 2020, promossa dalla Commissione europea con lo scopo di orientare gli investitori istituzionali verso il finanziamento a lungo termine di progetti infrastrutturali rilevanti.
Al momento la formulazione del Codice Appalti potrebbe non rendere possibile l’emissione di obbligazioni di progetto per rifinanziare un debito già contratto dalla società per la realizzazione dell’opera. Circostanza che non invoglia gli investitori a sottoscrivere questo tipo di obbligazioni.
Al contrario, la bozza introduce un incentivo fiscale alla sottoscrizione di obbligazioni di progetto, riconoscendo l’aliquota di ritenuta sugli interessi al 12,50%, come per i titoli di Stato. Si evita così che l’applicazione dell’ordinario regime di imposizione indiretta alle operazioni di emissione di project bond possa rendere troppo oneroso il prestito obbligazionario.
 
Infrastrutture e defiscalizzazione
Secondo la bozza, le infrastrutture possono essere finanziate anche grazie alla defiscalizzazione. Come si legge nella relazione, per il privato non è conveniente l’impiego del proprio capitale non legato alla defiscalizzazione perché l’operazione avrebbe un rischio indefinito. Il decreto ipotizza misure a favore delle società di progetto o dei soggetti interessati, come il rimborso di un terzo delle nuove entrate fiscali generate dalle opere e, per le opere superiori ai 500 milioni di euro, una detrazione pari all’IVA corrisposta per la realizzazione dell’opera.
 
Infrastrutture e credito di imposta
La bozza propone di consentire ai Comuni l’utilizzo del credito di imposta per il finanziamento delle opere infrastrutturali.
Come spiegato nella relazione, il Dpr 917/1986 prevedeva per i Comuni la possibilità di utilizzare in compensazione il credito d’imposta sui dividendi ad essi distribuiti dalle società che gestivano servizi pubblici locali. Secondo la Legge 338/2000 il limite dei crediti di imposta compensabili è 516.456,90 euro per ciascuna annualità. Per i Comuni che, per effetto di tale limite, hanno ancora consistenti crediti d’imposta in ragione soprattutto di dividendi distribuiti dalle ex aziende municipalizzate trasformate in società per azioni, si riduce quindi la possibilità di utilizzare dette risorse per investimenti in infrastrutture.
 
Realizzazione più spedita delle opere
Per superare i problemi derivanti dalle richieste di modifica dei progetti, da parte delle amministrazioni competenti al rilascio delle autorizzazioni, ed evitare i rischi in termini di bancabilità dell’opera, il decreto propone di rendere obbligatoria la Conferenza di servizi preliminare, che prende decisioni vincolanti per la Pubblica Amministrazione. In questo modo, le successive fasi progettuali dovrebbero risultare più snelle.
 
Percentuale minima affidamento lavori a terzi
La bozza eleva al 60% la quota di lavori che i concessionari autostradali titolari di concessioni assentite prima del 30 giugno 2002, sono tenuti ad affidare a terzi. Viene quindi rafforzato quanto stabilito col decreto liberalizzazioni, che aveva già elevato la quota dal 40 al 50%.

Il testo del decreto dovrebbe essere varato dal Consiglio dei Ministri di venerdì. Durante l’assemblea generale di Confindustria, il neopresidente Giorgio Squinzi ha chiesto che gli obiettivi di rilancio contenuti nel testo si trasformino presto in realtà.

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