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Partite IVA: oltre 18.000 euro annui sono considerate ‘vere’

di Rossella Calabrese

La Commissione Lavoro del Senato modifica il testo della Riforma del lavoro

Vedi Aggiornamento del 31/12/2012
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21/05/2012 - È stato approvato in Commissione Lavoro del Senato un emendamento al disegno di legge per la Riforma del lavoro che restringe il campo di applicazione dell’obbligo, per i datori di lavoro, di assumere le ‘finte Partite IVA”.
 
L’emendamento, proposto dai relatori del disegno di legge, Tiziano Treu (PD) e Maurizio Castro (PdL), esclude dall’obbligo di assunzione i titolari di Partita IVA con un reddito annuo da lavoro autonomo non inferiore a circa 18.000 euro.
 
Nel testo si parla di “reddito non inferiore a 1,25 volte il livello minimo imponibile ai fini del versamento dei contributi previdenziali di cui all’articolo 1, comma 3, della legge 233/1990”. Tale livello minimo imponibile si ottiene moltiplicando per 312 il minimale giornaliero stabilito per gli operai del settore artigianato e commercio, che per il 2012 l’INPS fissa a 45,70 euro.

L’emendamento approvato esclude, inoltre, le prestazioni lavorative svolte nell’esercizio di attività professionali per le quali è richiesta l’iscrizione ad un ordine professionale, o registri, albi, ruoli o elenchi. La ricognizione di queste attività è demandata ad un Decreto del Ministero del Lavoro, da emanarsi entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della Riforma del Lavoro, sentite le parti sociali.
 
L’emendamento modifica anche i presupposti in presenza dei quali (almeno due) le prestazioni lavorative rese da titolari di Partita Iva sono da considerare collaborazioni coordinate e continuative:
a) che la collaborazione duri più di 8 mesi nell’arco di un anno (erano 6 mesi nel testo Fornero);
b) che il corrispettivo derivante dalla collaborazione costituisca più dell’80% del reddito del collaboratore nell’arco dello stesso anno (75% nel testo Fornero);
c) che il collaboratore disponga di una postazione fissa di lavoro presso la sede del committente (il testo Fornero parlava solo di ‘postazione’).

Saranno esclusi dall’obbligo di assunzione anche i collaboratori le cui prestazioni lavorative siano caratterizzate da competenze teoriche di grado elevato, acquisite attraverso significativi percorsi formativi, o da capacità tecnico-pratiche acquisite attraverso rilevanti esperienze maturate nell'esercizio concreto di attività.

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