Network
Pubblica i tuoi prodotti
Vai al prossimo articolo
Sismabonus acquisto, spetta anche quando si demolisce un immobile e se ne ricostruiscono tre
NORMATIVA Sismabonus acquisto, spetta anche quando si demolisce un immobile e se ne ricostruiscono tre
TECNOLOGIE

Terremoto in Emilia, ecco perché i capannoni sono crollati

di Rossella Calabrese

Gli ingegneri sismici di ReLUIS: stabilimenti costruiti senza dettagli sismici, non richiesti dalla normativa all’epoca della costruzione

Vedi Aggiornamento del 22/10/2013
Commenti 60557
31/05/2012 - Edifici sbriciolati, chiese sventrate, capannoni crollati. Questo il desolante quadro lasciato dal terremoto in Emilia, dopo le due serie di forti scosse del 20 e del 29 maggio.
 
Mentre prosegue la fase dell’emergenza, non si può fare a meno di notare che il sisma ha abbattuto moltissimi capannoni industriali, come fossero di carta, uccidendo alcuni operai che vi lavoravano.
 
Edilportale ha intervistato Gaetano Manfredi, Professore Ordinario di Tecnica delle Costruzioni presso l’Università degli Studi Federico II di Napoli e Presidente della Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica (ReLUIS), che sta collaborando con la Protezione Civile alle attività di supporto all’emergenza in Emilia ed è già operativa sul campo nelle zone colpite (Vedi il Report fotografico).
 
Edilportale: Le scosse del 20 e 29 maggio hanno causato il crollo di moltissimi capannoni industriali e commerciali, con la perdita di vite umane. La causa dei collassi è riconducibile alla magnitudo del sisma?
Gaetano Manfredi: Sicuramente l’intensità del sisma è un fattore importante nel crollo di una struttura, ma in questo caso ha avuto un ruolo determinante la grande vulnerabilità di questa tipologia strutturale.
 
Dai sopralluoghi emergono, a vostro parere, particolari inadeguatezze dei sistemi costruttivi o dei materiali utilizzati?
I capannoni nella maggior parte dei casi sono stati costruiti senza dettagli sismici, peraltro non richiesti dalla normativa dell’epoca di costruzione. Quindi nodi tra travi e colonne senza connessioni meccaniche e piccoli appoggi. Tegoli di copertura semplicemente appoggiati. La maggior parte dei collassi è dovuta alla caduta delle travi dagli appoggi per limite di spostamento.

Lei ha parlato di travi semplicemente appoggiate. Può spiegarci meglio il metodo di costruzione? È una prassi normale per questo tipo di edifici assemblare gli elementi strutturali a secco?
Le travi sono appoggiate sui pilastri ed i tegoli di copertura sono appoggiati a loro volta sulle travi. Il solo attrito garantisce il collegamento. Per questo motivo sopportano bene i carichi verticali, mentre non sono capaci sopportare le azioni orizzontali dovute al terremoto. In Italia è prassi comune realizzare i nodi a secco.

Come si dovrebbero realizzare i capannoni industriali, per impedirne il crollo in caso di sisma?
È necessario introdurre delle connessioni meccaniche in corrispondenza degli appoggi. In questo caso è possibile per la struttura sopportare le azioni sismiche.
 
La zona colpita era considerata, fino a poco tempo fa, a basso rischio sismico: questo ha fatto sì che non si siano applicati sistemi costruttivi antisismici?
Il problema è stato il ritardo dell’adozione della nuova mappa sismica che è avvenuta solo nel 2003. Tutte le costruzioni realizzate nella zona epicentrale prima di questa data non hanno nessuna capacità di resistere alle azioni sismiche. Oggi in quelle zone basta costruire seguendo la nuova norma tecnica e le mappe di pericolosità esistenti per essere sicuri. Il grande problema sono le costruzioni esistenti, costruite con regole vecchie e spesso senza regole sismiche.
 
Le caratteristiche geologiche e geotecniche dei siti colpiti possono aver amplificato o ridotto gli effetti del sisma?
Le caratteristiche del suolo sono estremamente importanti. La conformazione della zona padana, con grandi depositi alluvionali, determina amplificazioni o deamplificazioni locali. Questi effetti si sono sicuramente verificati ed hanno inciso sulle forme spettrali e quindi sulle sollecitazioni delle strutture.
 
Quanto tempo potrebbe durare lo sciame sismico?
Potrebbe durare anche molti mesi considerando i pochi precedenti storici.

Il Consorzio ReLUIS ha pubblicato un Report fotografico realizzato il 29 maggio a Mirandola, che illustra i danni causati dalle scosse.

Ricordiamo che ieri il Governo ha deciso di concedere contributi a fondo perduto per la ricostruzione e crediti agevolati per le imprese, sospendere le rate dei mutui, gli adempimenti processuali e i termini per i versamenti tributari e previdenziali, concedere ai Comuni una deroga al Patto di Stabilità, per le spese per la ricostruzione. Il tutto finanziato con l’aumento di 2 centesimi dell’accisa sui carburanti per autotrasporto e con fondi resi disponibili dalla spending review (leggi tutto).

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui
Altri commenti
thumb profile
Matteo P.

Risposte lampo ai due soggetti che commentano a sproposito qui sotto: - A Daniele C. Dico che sono stato più volte a valutare i danneggiamenti in Abruzzo e posso rassicurarti sul fatto che non ho mai visto una muratura più scadente nei centri storici come in quei posti. Pietrame irregolare, pezzatura microscopica (a volta ciottoli di fiume tondeggianti) malta polverulenta quando andava bene. Manutenzione zero: anzi mi guardo bene dallo scrivere ulteriori commenti su questo argomento, che potrebbero risultare quanto meno spiacevoli. Per quanto riguarda l'ambito normativo, la nuova normativa ha coesistito con la vecchia fino a pochissimo tempo fa. E non è detto che progetti realizzati dopo il 2003, siano in realtà stati depositati anche tempo prima. - A Francesco C. Ma scusa, se tu fai una cerniera-carrello, senza che il carrello abbia un qualche ritegno, la trave con il sisma rischia di sfilarsi ugualmente.....o no? Qui più che di normativa e metodologie di calcolo bisogna ritornare al dettaglio costruttivo. E alla scienza delle costruzioni. Ahimè.

thumb profile
Vito

Sembra che la tipologia costruttiva dei capannoni sia sostanzialzialmente uniforme: tutti "copiati" da analoghi modelli, molto in voga nella Francia degli anni 70. Da vaghe reminiscenze scolastiche, non mi risulta che le Istruzioni CSTB francesi di quegli anni prescrivessero vincoli unilaterali in prossimità dei nodi pannello-solaio o trave-pilastro.

thumb profile
Daniele C.

In Emilia sono crollati capannoni realizzati anche dopo il 2003. Questo è stato minimizzato per motivi "ovvi" . E' stato detto che a L'Aquila si costruivano le case con la sabbia di mare, che il calcestruzzo non era conforme, poi sono state fatte le prove ed il calcestruzzo era buono e la sabbia di mare non c'era, ma questo non è stato detto. I mass media veicolano l'informazione a loro piacimento travisando sempre la realtà delle cose. Si poteva dire che i capannoni erano stati costruiti con la sabbia di mare , invece si sta dicendo che sono stati realizzati prima del 2003. Non si è detto che in un capannone chee è crollato parzialmente non si può entrare senza il benestare della protezione civile. Ogni terremoto ha la sua storia. A l'Aquila c'è stata una macchina efficientissima che però è stata denigrata. In Emilia , mi sembra che c'è una macchina zoppicante ma oltremodo esaltata.

thumb profile
Francesco C.

Sono stupito dalla vs. intervista. Il docente parla di "connessioni meccaniche in corrispondenza degli appoggi". E' chiaro e limpido indipendentemente dalla normativa applicata che se definisco una trave isostatica per es. da una parte ci sarà un carrello e dall'altra una cerniera. Caro Prof. il problema vero è che i prefabbricatori dell'epoca non hanno rispettato i dettami del progetto strutturale e basta. Se una trave invece di essere carrello-cerniera (isostatica) è messa in opera come se fosse carrello-carrello (labile per vincoli mal disposti) questa scorre sotto l'azione di una forza assiale (es. sisma). Non centra la normativa; anzi era più chiara la normativa dell'epoca perchè semplice e facilmente "verificabile" rispetto al casino che c'è attualmente con le note NTC 2008. Tra gli anni '80 e gli anni 2000 sarebbe bello vedere quante ditte di prefabbricati sono nate e sparite in poco tempo... Questo è il vero problema; solo adesso con il sisma ci rendiamo conto di cosa significa costruire bene. Grazie per l'attenzione.