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AMBIENTE

Terremoto Emilia, Assobeton: ‘‘capannoni erano a norma’’

di Rossella Calabrese

La maggioranza delle strutture è ante-2003, quando l’area era classificata a rischio sismico nullo

Vedi Aggiornamento del 13/11/2012
Commenti 14881
01/06/2012 - La procura di Modena ha aperto un’inchiesta sui crolli causati dal terremoto, che hanno provocato la morte di diversi operai; le ipotesi di reato sono omicidio colposo e lesioni colpose.
 
Il procuratore capo Vito Zincani è alla ricerca delle cause che hanno portato al collasso dei capannoni industriali, per verificare che siano state rispettate le norme antisismiche previste dalla normativa regionale del 2003 e che non vi siano state negligenze nella progettazione e nella realizzazione degli edifici.
 
A difesa delle imprese è intervenuto il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, secondo cui i capannoni crollati per il terremoto “erano nell’assoluta normalità e la zona non era classificata come particolarmente sismica”. Squinzi ha detto di “escludere malafede soprattutto da parte imprenditoriale. Non dimenticate che sono morti anche degli imprenditori anche direttamente nel crollo”. “Sarei portato ad attribuirlo alla tragica fatalità” - ha concluso.
 
In accordo con le dichiarazioni di Squinzi, interviene Assobeton, l’Associazione Nazionale Industrie Manufatti Cementizi, aderente a Confindustria, per puntualizzare alcuni aspetti relativi alle strutture realizzate negli ultimi decenni nell’area colpita dal sisma. Assobeton ricorda che fino al 2003 il territorio dei comuni colpiti dal terremoto non era ritenuto a potenziale rischio sismico e, quindi, non vi era l’obbligo di adottare sistemi antisismici. Nel 2003, a seguito degli eventi in Molise, il Governo ha imposto una profonda revisione della classificazione nazionale delle aree sismiche.
 
Il profilo di rischio dei comuni interessati oggi dal sisma è cambiato - continua l’Associazione, passando ad un livello pari a 3, in una scala che va da 4 a 1, in cui 1 rappresenta il tetto massimo di pericolosità. Il terremoto degli scorsi giorni in Emilia - sottolinea Assobeton - ha, viceversa, registrato accelerazioni che lo classificano di diritto nei gradini più alti della suddetta scala. Ma è solo con l’entrata in vigore (1° luglio 2009) delle Norme Tecniche delle Costruzioni (DM 14 gennaio 2008) che la normativa nazionale ha imposto una risposta ingegneristica più attuale alle sollecitazioni sismiche.
 
Il presidente di ASSOBETON, Renzo Bullo, sostiene che “i prefabbricatori italiani sono tra i migliori progettisti e costruttori di strutture antisismiche” e che “si tratta di applicare quanto il legislatore ha previsto con le apposite normative nel corso del tempo”.
 
La redazione di Edilportale ha chiesto a Renzo Bullo di spiegare meglio come sono stati costruiti quei capannoni.
 
Edilportale: I capannoni crollati in Emilia sono tutti antecedenti al 2003?
Renzo Bullo: “La reale mappatura delle strutture è attualmente in corso da parte della Protezione Civile. Tra gli specialisti che stanno effettuando i sopralluoghi è presente, in qualità di esperta di progettazione sismica l’Ing. Antonella Colombo, nostra collaboratrice da molti anni. La lunga storia manifatturiera di questo territorio lascia però presupporre che la maggioranza delle strutture presenti siano antecedenti al 2003. Teniamo però presente che in Italia l’avvio della costruzione di un edificio parte con il deposito del progetto presso gli uffici del Genio Civile e la progettazione fa riferimento alle norme vigenti in quel preciso momento. Da quella data parte l’iter dell’approvazione che può durare, purtroppo, anche dei mesi o più. Questo fa sì che possano esistere edifici concretamente realizzati dopo il 2003 ma la cui progettazione fa riferimento alla data di deposito”.
 
Se sono stati costruiti tutti prima del 2003, presupponendo un bassissimo rischio sismico, ritiene che siano stati realizzati a regola d’arte?
“Precisiamo innanzitutto che prima del 2003 l’area oggi interessata dal sisma era classificata a rischio sismico nullo e quindi, dal punto di vista progettuale, non erano da prendere in considerazione sollecitazioni orizzontali di questo tipo”.
 
Come sono costruiti i capannoni?
“Gli edifici industriali realizzati dai nostri associati hanno caratteristiche diverse dal punto di vista architettonico ma, come detto prima, tutti rispecchiano le norme vigenti di livello nazionale e locale come, ad esempio, la classificazione sismica delle aree che, come noto, è di competenza regionale. Desidero sottolineare che le caratteristiche di un edificio progettato e realizzato in area sismica sono del tutto diverse da quelle di un altro che non deve resistere alle sollecitazioni tipiche del sisma. Così come, ricordiamolo, esistono differenze non da poco tra due edifici posti entrambi in aree sismiche, ma con diversi gradi di rischio e quindi di sollecitazioni di progetto.
 
Queste differenze si esplicano in un dimensionamento dei componenti strutturali notevolmente diverso per quanto riguarda sia la parte interrata, quali le fondazioni, sia le parti fuori terra. I terremoti più recenti, da quello dell'Irpinia a quello di L’Aquila, hanno dimostrato che quando si opera, dal punto di vista ingegneristico, sulla base degli input di calcolo previsti - quali sono i parametri di sollecitazioni di progetto - le strutture si comportano in modo egregio e le conoscenze dei progettisti italiani sono più che adeguate a fronteggiare un evento, qual è il terremoto, impossibile da standardizzare dal punto di vista dell'entità e delle caratteristiche (orizzontali o verticali), delle accelerazioni in gioco e dei diversi comportamenti in fondazione, quale il fenomeno della liquefazione del terreno a cui si è assistito in Emilia”.


Foto tratta da Youreporter.it

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Altri commenti
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Francesco

le affermazioni del Presidente di Assobeton, ancorchè formalmente corrette e leggittime, sono le ragioni per cui poi ci si chiede "com'è possibile che crollino strutture nuove o recenti?". i crolli del terremoto emiliano, ancor più di alcuni casi particolari come il grave danneggiamento della nuova ala dell'Ospedale a l'Aquila, dovrebbero far riflettere quanti credono che la progettazione strutturale, o la progettazione in assoluto, sia o si riduca al far "girare" un software (che sicuramente rispetta, o meglio, è pensato nel rispetto delle norme vigenti). nulla sostituisce il pensiero ed il buon senso, quindi ben vengano progettisti come Daniele, ma soprattutto guardiamoci dai luoghi comuni come quello citato da Marco da Como. il buon senso non è burocrazia!!! firmato: un funzionario pubblico, progettista e direttore dei lavori, stipendiato dallo Stato e non a tariffa! e se anche alla morte si può dare un costo... qual'è il prezzo che si è disposti a pagare?

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Daniele

No, caro presidente di Assobeton, non è assolutamente vero che le caratteristiche di un edificio progettato in zona sismica siano DEL TUTTO DIVERSE da quelle di un edificio simile progettato in zona non sismica. Certamente ci sono differenze, ma qui non si tratta solo di normative: SI TRATTA DI REGOLE DEL BUON COSTRUIRE, di applicazione del SANO PRINCIPIO DI PRUDENZA, per cui un edificio può, anzi DEVE essere essere progettato e realizzato con tutte le attenzioni possibili, e non solo con il semplicistico rispetto di quelle norme CHE VOI STESSI AVETE A LUNGO IMPEDITO CHE ENTRASSERO IN VIGORE, visto che in Italia pare che non esista proprio un'area in cui, storicamente, non ci siano stati assolutamente terremoti. E ricordiamo che in quella zona di terremoti ce ne sono stati, eccome!!! Firmato: un ingegnere strutturista, che prima di tutto ha sempre cercato di capire come si comporta la struttura nelle diverse situazioni di sollecitazione allo scopo di renderla quanto più sicura possibile, compatibilmente con esigenze e costi, e poi ha applicato le norme, ma SOLTANTO PER AFFINARE il risultato, perchè LE REGOLE DEL BUON COSTRUIRE e LA CURA DEL DETTAGLIO NON SONO PREVISTE DALLE LEGGI: IL PROGETTO DI UNA STRUTTURA PUO' BENISSIMO RISPONDERE ALLE NORME, MA LA SUA IMPOSTAZIONE E LA SUA ESECUZIONE POSSONO ESSERE DEL TUTTO IRRAZIONALI!!!

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Gavelli Gabriele, ingegnere

Il commento di Marco da Come è incommentabile. Stupisce che in rete finiscano commenti di qualsiasi genere compreso quello di chi straparla su argomenti di cui nulla sa.

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Marco da Como

imprenditori in qualità di committenti e prefabbricatori sul banco degli imputati? ma allora è proprio vero che progettisti, direttori dei lavori, collaudatori sono solo un inutile e costoso fardello in questo paese di burocrati!!