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Appartamenti e uffici a Sète: un futuro per 'l'isola singolare'
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Appartamenti e uffici a Sète: un futuro per 'l'isola singolare'

di Mauro Lazzarotto

Colboc e Franzen propongono la loro ricetta per inserirsi nella Città mediterranea

15/06/2012 - A Sète, nel sud della Francia, lo studio parigino Colboc, Franzen & associés ha realizzato un intervento di edilizia sociale, Residenze e uffici particolarmenti integrati nel paesaggio. L'intervento è situato sulla stretta striscia di terra tra il lago salato di Thau e il Mar Mediterraneo, all'ingresso nord del centro storico e vicino al porto commerciale e alle sue gigantesche strutture industriali.

Sète è il secondo porto sul Mediterraneo della Francia, situato in una posizione strategica, su una sottile lingua di terra a pochi chilometri da Montpellier. Per questo è conosciuta anche come "l'isola singolare", definizione dovuta al suo cittadino più illustre, lo scrittore Paul Valéry. Anche il celebre chansonnier Georges Brassens era di Sète e con Valéry condivideva anche le origini italiane. La città fin dall'ottocento è stata infatti meta di un'importante immigrazione dal nostro paese e dalla Corsica.

Il progetto si compone di tre edifici interamente rivestiti di brise soleil, dall'aspetto scultoreo, appoggiati su una piattaforma che ospita negozi e un parcheggio. I tre giganteschi "bozzoli d'acciaio" si inseriscono nel paesaggio specifico del porto commerciale, e dai balconi si può godere di una vista senza ostacoli sul mare e sulla città storica.

Questi blocchi rappresentano anche una reinterpretazione dell'"architettura mediterranea", in sintonia con i modi di vita peculiari di questo clima, primo fra tutti l'abitudine di vivere all'aperto, con la conseguente necessità di proteggersi dal caldo. I brise soleil rispondono a questa necessità e permettono in ultima analisi di utilizzare il proprio balcone senza disturbare, anche visivamente, i vicini. Con il loro materiale evocano il mondo marittimo, per la loro forma lo scafo delle barche e per il suono che produce il vento che vi si infila, lo sferragliare dei piloni del porto.
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