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Un reportage dagli stadi di Euro 2012, in Polonia e Ucraina
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Un reportage dagli stadi di Euro 2012, in Polonia e Ucraina

di Mauro Lazzarotto
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Europei 2012 finalmente al via venerdì: scopriamo dove si giocherà

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06/06/2012 - Nonostante le tante polemiche, fuori e dentro il mondo dello Sport, la 14a edizione degli Europei di Calcio prenderà il via ufficialmente venerdì, in Polonia e Ucraina. Ciascuna nazione ha dovuto preparare 4 strutture in grado di ospitare le fasi finali della competizione continentale. Le 16 nazionali qualificate, raggruppate in 4 gironi, si divideranno gli 8 Stadi realizzati per l'occasione o profondamente rimaneggiati.

La nostra nazionale in particolare giocherà le partite del suo girone in Polonia. Debutterà domenica 10 giugno con la Spagna alla PGE Arena di Danzica, accreditata dalla stampa sportiva come uno degli stadi più belli e moderni d'Europa e progettata apposta per l'Europeo dallo studio tedesco RKW. La forma e il colore dorato della copertura ricordano i cristalli d’ambra, per la quale tutta la Polonia è famosa, mentre gli elementi della sua struttura fanno pensare alle gru dei cantieri navali, uno dei simboli della Città.

L'Italia giocherà le altre partite con Irlanda e Croazia al Miejski Stadium di Poznań, uno stadio totalmente riprogettato sul sito dov'era già presente uno stadio degli anni 70. Lo studio Modern Construction Design, con sede proprio a Poznań, ha progettato una copertura speciale per gli spalti, una membrana che sembra di seta naturale e che avvolge l'intera struttura donandole una piacevole plasticità. 

Nel caso il cammino degli azzurri dovesse proseguire, i quarti di finale si svolgeranno, oltre che nella PGE Arena di Danzica, in altre tre strutture: la Donbass Arena di Donetsk, in Ucraina, progettata da Arup, lo Stadio nazionale Narodowy di Varsavia e lo Stadio Olimpico di Kiev, entrambi ricostruiti dallo studio tedesco gmp Architekten.

Le semifinali saranno ospitate di nuovo a Donetsk e Varsavia, mentre sarà Kiev ad avere l'onore di ospitare la grande finale del 1 luglio. Questo nonostante la UEFA avesse manifestato non poche perplessità sulle strutture (e infrastrutture) ucraine, tanto che i quattro stadi ucraini (Donetsk, Leopoli e Charkiv oltre a quello di Kiev) sono stati confermati "con rierva".

D'altra parte la candidatura stessa di Polonia e Ucraina era stata ostacolata fin dall'inizio da numerose carenze infrastrutturali. Ad eccezione di Varsavia, Kiev, ed eventualmente Cracovia, nessuna delle altre città proposte vantava esperienza nell'accogliere grandi masse di visitatori per un lungo periodo. Dopo la loro visita, gli stessi delegati UEFA si lamentarono pubblicamente del cattivo stato dei collegamenti, bisogna infatti anche considerare le vaste distanze geografiche, che sfiorano i 2000 km, fra le città proposte dai due paesi est-europei.

Eppure se pensiamo alla storia di questi paesi ci accorgiamo dello sforzo eccezionale fatto per portare in questo pezzo d'Europa il più importante appuntamento calcistico continentale. Una curiosità sullo stadio della finale, lo  Stadio Olimpico di Kiev, esemplifica bene il lungo cammino percorso: alla sua fondazione, nel 1923, lo stadio venne dedicato a Trotzky, l'anno prima infatti l'Ucraina, dopo anni di lotte, era stata annessa all'Urss. Ora l'Europa è cambiata e nonostante la crisi (che peraltro qui si sente un po' meno) ci si può fortunatamente occupare anche di un gioco, come quello del calcio, al ritmo un po' surreale dell'Inno di Euro 2012.
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