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AZIENDE

Il brevetto MULTIRESINE® di Kappazeta nei lavori di consolidamento delle residenze Napoleoniche di Villa San Martino

Commenti 2453
07/06/2012 - Il Museo Nazionale delle residenze Napoleoniche di Villa San Martino è stato sottoposto a lavori di consolidamento del nodo terreno-fondazione mediante iniezioni di resine a lenta espansione con brevetto MULTIRESINE® di KAPPAZETA .

L’EDIFICIO:
Si tratta di una delle proprietà che Napoleone poco dopo il suo sbarco all’Isola d’Elba nel 1814,  acquistò con l’intento di trasformarla in una dimora estiva, confortevole e raffinata, che non avesse nulla da invidiare, per comodità e finiture, alle dimore parigine. I lavori procedettero alacremente e compresero l’ampliamento dell’edificio, la ristrutturazione del prospetto, con la sistemazione di un arioso giardino pensile prospiciente la rada di Portoferraio, e la decorazione degli interni, affidata al piemontese Antonio Vincenzo Revelli.

A causa della fuga precipitosa la residenza rimase inabitata e fu in seguito acquisita dal principe Anatolio Demidoff (erede Bonaparte per matrimonio) che non si limitò a risistemare la villa ma progettò anche di costruire un grande museo destinato ad accogliere i numerosi cimeli napoleonici raccolti; per questo commissionò la costruzione di una galleria che tuttora porta il suo nome.

I suggestivi locali della Galleria Demidoff, oltre a mostre temporanee, ospitano una notevole collezione di stampe, proponendosi come luogo di raccolta di testimonianze iconografiche non solo napoleoniche ma anche degli aspetti più significativi dell’isola.

LA PROBLEMATICA AFFRONTATA:
Il dissesto riguardava un annesso adibito a biglietteria e recentemente dichiarato inagibile, proprio a causa dei cedimenti in fondazione e delle numerose crepe e fessurazioni che questi hanno determinato sui lati nord-est e sud-est dell’edificio. Si tratta di un edificio interamente in muratura portante di spessore 45 cm circa, costituito da due piani fuori terra.

I cedimenti differenziali, iniziati diversi anni fa, hanno progressivamente interessato due lati della struttura, con il massimo abbassamento in corrispondenza dell’angolo Est, punto più a valle dell’immobile.

L’ing. Elvio Bolano, progettista incaricato di studiare il problema ed individuare la soluzione più idonea si è occupato a partire dal 2007 di monitorare l’evolvere del quadro fessurativo e di progettare un intervento di consolidamento, arrivando a proporre un opera di palificazione tradizionale. Tale intervento, seppur ritenuto idoneo, è stato giudicato troppo invasivo dalla Soprintendenza ai Beni Culturali e quindi accantonato fino ai primi giorni del 2012; in tale periodo infatti il progredire del dissesto ha richiesto un intervento di somma urgenza.

Considerata l’esigenza impellente e la necessità di garantire la stabilità del terreno di fondazione con un intervento a bassa invasività l’Ing. Bolano ha ritenuto di procedere con un opera di consolidamento tramite il Sistema MULTIRESINE brevettato da KAPPAZETA e già impiegato con successo su altri fabbricati adibiti a civile abitazione sull’isola.

L’INTERVENTO:
Le resine sono state iniettate su due lati perimetrali dell’edificio e su alcuni tratti dei muri di spina, migliorando le caratteristiche fisico-meccaniche del terreno di fondazione dell'edificio, costituito nei primi metri da terreni prevalentemente coesivi di tipo argilloso.

Il dissesto era infatti imputabile proprio a questi primi livelli di terreno con caratteristiche geomeccaniche mediocri e sensibili alle variazioni di umidità che ne determinavano alterazioni volumetriche e movimenti stagionali. Tale situazione probabilmente aggravata dalla mancata regimazione delle acque meteoriche e dei pluviali, dalla presenza di piante ad alto fusto e dagli ultimi mesi siccitosi. A partire dalla profondità di circa 3,8 metri dal piano campagna, le indagini geologiche hanno individuato il substrato roccioso.

La metodologia a bassa invasività utilizzata ha permesso di intervenire solamente sulle porzioni della struttura interessate dal problema, senza necessità si scavi o demolizioni, ma semplicemente attraverso fori di piccolo diametro. Inoltre la tecnologia Multiresine è risultata particolarmente indicata in questo situazione geotecnica, caratterizzata da:
- di terreni eterogenei
- probabile presenza di vuoti
- terreni argillosi e generalmente coesivi, sensibili alle variazioni di umidità.

Il brevetto esclusivo di KAPPAZETA ha permesso, attraverso l’impiego alternato di resine ad alta espansione e resine ad alta densità, di ottenere risultati non raggiungibili con tradizionali iniezioni monoresina ed in particolare:
- altissima diffusione della resina in ogni condizione;
- elevatissimo grado di compattazione, anche in terreni coesivi a bassa permeabilità;
- massima riduzione dell’indice dei vuoti e quindi della compressibilità in qualsiasi condizione geotecnica;
- valori ottimali di resistenza meccanica finale della resina anche in presenza di cavità macroscopiche;
- resistenza meccanica omogenea delle resine in ogni condizione geotecnica.

Tali risultati sono stati verificati con idonee indagini pre e post iniezione che hanno evidenziato un incremento di resistenza medio del 75% circa.
 

KAPPAZETA su Edilportale.com

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Altri commenti
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Nicola

Ma mi pare geniale questo Ing Bolano! Complimenti a lui e a Kappazeta


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