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Incentivi per 60.000 assunzioni nella green economy

Incentivi per 60.000 assunzioni nella green economy

La proposta del Ministro Clini: credito di imposta alle imprese che assumono giovani under 35

Vedi Aggiornamento del 28/01/2014
di Rossella Calabrese
Vedi Aggiornamento del 28/01/2014
12/06/2012 - Incentivi fiscali per l’assunzione di almeno 60.000 giovani nei settori avanzati della green economy e della protezione del territorio. È la proposta avanzata dal Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, e annunciata ieri nel corso della conferenza del PD sull’economia verde.
 
La misura - contenuta in un provvedimento già trasmesso da Clini al Consiglio dei Ministri - prevede un credito di imposta per le imprese che assumono a tempo indeterminato giovani di età inferiore ai 35 anni, (con una riserva del 30% a giovani di età inferiore a 28 anni) da impiegare nei  seguenti settori:
- protezione del territorio, per la prevenzione del rischio idrogeologico e sismico;
- ricerca, sviluppo e produzione di biocarburanti di seconda e terza  generazione;
- ricerca, sviluppo e produzione di tecnologie innovative nel solare fotovoltaico, nel solare a concentrazione, nel solare termodinamico e nella geotermia.
 
Le nuove assunzioni dovranno essere aggiuntive rispetto alla media totale degli addetti degli ultimi 12 mesi. Il credito di imposta copre il 40% del costo lordo salariale di ogni singolo nuovo addetto. La stima delle minori entrate è pari a 360 milioni negli anni 2013,2014,2015. La copertura del costo è assicurata dalla rimodulazione di risorse disponibili e non impiegate.
 
Il Ministro Clini ha spiegato che, sulla base delle valutazioni del Ministero, la misura tende a ripagarsi nel breve-medio periodo e a generare successivi effetti positivi sulla finanza pubblica.
 
In particolare, anche limitandosi a considerare il solo impatto diretto della misura:
- il saldo per la finanza pubblica rimane negativo per i primi due anni ma migliora sensibilmente, attestandosi su di una media di circa -100 milioni/anno;
- dal terzo anno il saldo pubblico diventa positivo e a regime si avvicina +420 milioni/anno;
- ragionando in termini cumulati, l’esborso complessivo è azzerato dopo appena tre anni dal lancio della misura.
 
Questi numeri migliorano ancora se si includono gli effetti indotti: in particolare il saldo negativo del primo anno scende sotto agli 85 milioni e i tempi di recupero si accelerano ulteriormente.
 
Secondo Clini questa misura deve essere adottata come “pilota” per altre misure analoghe finalizzate alla crescita ed alla competitività dell’economia italiana.
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