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NORMATIVA

Appalti, agevolare i professionisti locali vìola la concorrenza

di Paola Mammarella

CdS: non si può chiedere che il professionista o la società abbiano la sede in un determinato Comune

Vedi Aggiornamento del 21/01/2014
27/06/2012 – L’invito a una procedura negoziata senza bando non può essere rivolto solo ai professionisti operanti sul territorio del Comune perché verrebbero violate le regole della concorrenza. È giunto a queste conclusioni il Consiglio di Stato con la sentenza 3469/2012.
 
Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di un Comune contro la precedente sentenza del Tar Basilicata che aveva accolto il ricorso presentato dai Consigli degli ingegneri, degli architetti e dei geologi per le modalità con cui era stato affidato l’incarico.
 
La Stazione Appaltante aveva infatti invitato alla gara con procedura negoziata senza bando solo i professionisti operanti nel territorio. L’unica eccezione era invece costituita da una società, risultata in seguito l’aggiudicataria dell’incarico.
 
Il CdS ha quindi bocciato la condotta della Stazione Appaltante e confermato la precedente sentenza del Tar affermando che secondo al principio di non discriminazione, tra i concorrenti non può essere effettuata una differenza “razione loci”, cioè basata sul fatto che il professionista o la società abbiano la sede in un determinato territorio.
 
Il limite territoriale a detta del Consiglio di Stato viola anche le norme comunitarie, che mirano invece a eliminare le restrizioni basate sulla nazionalità e a favorire la concorrenza e l’apertura dei mercati.
 
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