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NORMATIVA

Classificazione acustica degli edifici, novità con la UNI11444

di Paola Mammarella
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Rispetto alla norma del 2010 vengono corrette le criticità riscontrate negli edifici non seriali

Vedi Aggiornamento del 13/11/2014
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20/06/12 – Completati i criteri per la classificazione acustica degli edifici. La norma UNI 11444 integra la precedente UNI 11367 del 2010, cercando di correggere le difficoltà riscontrate negli ultimi due anni per gli edifici non seriali.
 
Nel 2010 la UNI 11367 ha messo a disposizione una classificazione basata su misure effettuate al termine dell’opera per informare gli acquirenti sulle caratteristiche acustiche dell’immobile e mettere al riparo le imprese da possibili contestazioni.
 
Nei due anni successivi si è però capito che il sistema generava qualche difficoltà negli edifici non seriali, che presentano cioè elementi molto diversi tra loro, con conseguenti difficoltà di classificazione che invece non si riscontrano negli edifici seriali, strutturati con elementi che si ripetono secondo schemi che dipendono da caratteristiche distributive, organizzative e funzionali, come accade in condomini, ospedali e alberghi.
 
Secondo il presidente della Commissione acustica e vibrazioni dell’Uni, Giuseppe D’Elia, con la nuova norma viene introdotto un approccio semplificato in base al quale nell’edificio vengono scelte le unità immobiliari più critiche dal punto di vista delle prestazioni acustiche, su effettuare i test previsti dalla UNI 11367. Sulla base di questi dati, il responsabile della classificazione acustica può effettuare le valutazioni anche sulle altre unità immobiliari.
 
Ai sensi della nuova norma UNI 11444, tra gli elementi critici per l’isolamento acustico che i tecnici prendono in considerazione spiccano i serramenti, le pareti divisorie e i pavimenti, ma anche gli impianti, che con il loro funzionamento possono produrre rumore.
 
Come si apprende da fonti di agenzia, la UNI 11367 individua quattro classi di prestazione acustica. Nonostante il livello di base sia costituito dalla terza classe, sembra che la maggior parte degli edifici italiani non arrivi neanche alla quarta.
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