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Superbonus e bonus edilizi, i crediti saranno cedibili una sola volta
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Fuori dal Dl Crescita l’esenzione Imu per gli immobili invenduti

di Paola Mammarella

Ance: bene Piano città e project bond per la riqualificazione urbana e la rivitalizzazione dell’edilizia con un’iniezione di capitali privati

Vedi Aggiornamento del 10/08/2012
19/06/2012 – Marcia indietro sull’esenzione triennale dall’Imu a favore degli immobili appartenenti alle imprese e rimasti invenduti. Secondo quanto emerge da fonti di agenzia, la misura sarebbe rimasta fuori dal decreto per la crescita del Paese, approvato venerdì scorso dal Consiglio dei Ministri. Dell’agevolazione per le imprese di costruzione non c’è traccia nemmeno nel documento riassuntivo diramato dal Governo al termine del CdM.
 
Come riportato dall’Asca, il Presidente della Sezione Edilizia di Ance Cosenza, Natale Mazzuca, avrebbe espresso preoccupazione per la mancata attivazione della norma, studiata per non appesantire ulteriormente il settore edile, già gravato dalla crisi, che rallenta il ritmo delle compravendite.
 
Complessivamente, però, è positivo il giudizio sul decreto. Secondo l’Ance nazionale, il Piano città rappresenta infatti un segnale concreto per la crescita e il sostegno di tutta l’economia.
 
Per rilanciare il settore costruzioni, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti predispone un piano nazionale per le città, dedicato alla riqualificazione delle aree urbane degradate e istituisce con decreto una cabina di regia per l’analisi delle proposte di Contratti di valorizzazione urbana inviate dai Comuni.
 
Le proposte dei Comuni devono indicare le caratteristiche e l’ambito urbano oggetto di trasformazione e valorizzazione, gli investimenti ed i finanziamenti necessari, i soggetti interessati, le eventuali premialità, il programma temporale e la fattibilità tecnico-amministrativa.
 
La Cabina di regia seleziona le proposte in base alla immediata cantierabilità delle opere, alla capacità di coinvolgimento di soggetti e finanziamenti pubblici e privati e alle possibilità di miglioramento urbano.
 
Successivamente, la Cabina di regia definisce gli investimenti attivabili e propone al Ministero delle infrastrutture la destinazione delle risorse del Fondo istituito per l’attuazione degli interventi a decorrere dall’esercizio finanziario 2012 fino al 31 dicembre 2017. Nel fondo confluiscono le risorse non utilizzate o provenienti da revoche, derivanti dai programmi di edilizia di competenza del Ministero delle infrastrutture.
 
Il sostegno all’edilizia arriva anche dai project bond, il cui obiettivo è l’attrazione dei capitali privati per la realizzazione di infrastrutture. Si tratta di obbligazioni emesse dalle società di progetto, che diventano appetibili per gli investitori dal momento che il trattamento fiscale degli interessi pagati dal concessionario sui project bond è equiparato a quello degli interessi pagati sui finanziamenti bancari. Allo stesso tempo, l’aliquotadi ritenuta sugli interessi percepiti dal sottoscrittore è equiparataa quella attualmente prevista per i titoli di Stato, parial12,50%.
Al momento i project bond sono previsti dalla normativa vigente, ma non sono diffusi sul
Mercato perché mancano adeguati incentivi che compensino il rischio legato alla realizzazione delle infrastrutture cui l’obbligazione è connessa.

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Altri commenti
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andrea

Certo perchè chi se ne frega se intanto l'impresa soffoca schiacciata da mutui assurdi delle banche, debiti verso fornitori e tasse pari ad almeno il 50% contando un po' tutto.... Deve pagare anche l'imu (come seconda casa!!) e non vendere niente... Non tutte le imprese di costruzioni sono grosse società cha costruiscono 200-500-1000 appartamenti. Ci sono anche quelle piccole che ne costruiscono 5-10 ogni due anni se va bene!!! E vendere il 10% degli appartamenti significa averne li 9... Non entra nulla e devi pagare gli operai, altrimenti li devi lasciare a casa perchè non puoi iniziare un lavoro nuovo... Però sono tutti speculatori pieni di soldi, quindi lasciamoli morire.... E' colpa loro che non abbassano i prezzi.... Che ragionamenti ignoranti privi di alcuna conoscenza reale di come funziona. C'è gente che in questo periodo è scesa, vende anche quasi al costo (che forse si pensa che sia 700-800 €/mq evidentemente.. ma tra terreno, oneri assurdi, spese professionali ecc ecc in una zona media dove si vende a circa 2000 €/mq se va bene il costo è di 1500-1600 €/mq. Solo che se per l'abbigliamento e altro si fanno utili del 200% va bene, se uno che costruisce e vende case fa un 20 % di utile SCARILEGIO. Perchè si ragiona in valore assoluto. Ma l'impegno per costruire una casa, oltre a quello economico di milioni di euro, è anche quello legato a condizioni di lavoro difficili, rischiose con miriadi di leggi da rispettare e ritmi forsennati!! Allora mettiamo a sto punto la tassa su i vestiti invenduti in negozio o sulle scatole di caffè in magazzino del bar... Non cambia nulla, sempre di un bene di scambio si tratta!! Al sig.re che ha scritto, pensi prima di dare sentenze!!

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M.G.Bernieri

concordo con Angelo Pirovano. Non tassare le case invendute incoraggia le imprese ( e le grandi società) a mantenerle tali anziché adeguare il prezzo alle mutate concizioni economiche del Paese.

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M.G.Bernieri

Concordo con Angelo Pirovano. Non tassare le case invendute incoraggia le imprese ( e le grandi società) a mantenerle tali anzichè adeguare il prezzo alle mutate condizioni economiche del Paese.


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