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Rinnovabili e quinto Conto Energia, Italia bacchettata dall’Ue

di Paola Mammarella

Troppi oneri burocratici e difficoltà nell’accesso ai finanziamenti, lettera di richiamo al Mise dal Commissario europeo all’energia

Vedi Aggiornamento del 29/08/2012
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06/06/2012 – Atteso per oggi il parere della Conferenza Unificata su Quinto Conto Energia e decreto per gli incentivi alle rinnovabili elettriche, che prima di vedere definitivamente la luce hanno già incassato la bocciatura dell’Unione Europea.
 
Il Commissario all'Energia Guenther Oettinger ha inviato una lettera di richiamo al capo dipartimento per l'Energia del Ministero per lo Sviluppo economico, Leonardo Senni.
 
Ad essere contestate sarebbero in particolare l’aumento degli oneri burocratici e la difficoltà di accesso ai finanziamenti per la realizzazione di impianti per la produzione di energia alimentati da fonti rinnovabili. A detta di Bruxelles, la riduzione delle tariffe dovrebbe essere differenziata in base alla maturità delle diverse tecnologie e sarebbe inoltre necessario predisporre nuovi sistemi di sostegno per le rinnovabili nei settori del riscaldamento e del raffreddamento.

La lettera sottolinea che l'introduzione del meccanismo dei registri per i nuovi progetti di energia rinnovabile potrebbero aumentare l'onere burocratico per gli operatori di mercato e diminuire la sicurezza degli investitori sul fatto che i progetti si qualifichino per il sostegno finanziario. Allo stesso tempo, l'obbligo di registrare i progetti con una capacità superiore ai 12 kw per il fotovoltaico e ai 50 kw per altri progetti di tecnologie di produzione di elettricità rinnovabile potrebbe funzionare come un deterrente proprio per gli impianti di piccola taglia.
 
Le critiche della Commissione Europea hanno spinto vari gruppi politici a chiedere la modifica dei decreti. Per i senatori del Pd la bocciatura è clamorosa, ma del tutto logica e condivisibile. Il Governo dovrebbe quindi rivedere l’impianto dei decreti e il meccanismo dei registri.
 
Secondo Stefano Saglia, capogruppo Pdl in Commissione Attività Produttive alla Camera dei Deputati, il monito dell’Unione Europea rende urgente la revisione dei decreti con le proposte avanzate durante le riunioni tecniche della Conferenza Stato Regioni. In caso contrario, l’elevato livello di burocrazia potrebbe mettere a rischio la grid parity.
 
Ricordiamo che le due bozze hanno da subito suscitato le proteste degli operatori.
Per il fotovoltaico, la bozza del quinto Conto Energia taglia gli incentivi del 35%, ne subordina l’assegnazione all’iscrizione in appositi registri e prevede l’entrata in vigore delle nuove tariffe il 1° luglio 2012 (leggi tutto). Anche per le altre rinnovabili, la bozza del decreto riduce gli incentivi e introduce l’obbligo di iscrizione al registro e procedura d’asta al ribasso. Le nuove regole entrerebbero in vigore il 1° gennaio 2013 (leggi tutto).

Lo scorso 10 maggio la Conferenza delle Regioni aveva rinviato il via libera ai due provvedimenti condizionandolo all'accettazione da parte del Governo di una serie di richieste. Tra le proposte avanzate, l’aumento del tetto economico da 500 milioni a un miliardo, ma anche l’esclusione dagli impianti soggetti a registro quelli di potenza inferiore a 20 kW, quelli pubblici di qualsiasi potenza, quelli con caratteristiche innovative e quelli a concentrazione(Leggi Tutto).  
 
Una settimana dopo, il Senato ha accolto le mozioni per aprire un tavolo di confronto e rivedere i meccanismi incentivanti, con un sistema che garantisca nel Paese una prospettiva di crescita di lungo termine, la trasparenza sull'impatto che le agevolazioni hanno sui costi dell'energia elettrica di famiglie e imprese e la tutela degli investimenti effettuati (Leggi Tutto).
Analoghe le posizioni della Camera, secondo la quale il quinto Conto Energia è “un deciso passo indietro rispetto al quarto” (Leggi Tutto).

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