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PROFESSIONE

Iscritti all’ordine solo i liberi professionisti, la riforma per Inarsind

di Paola Mammarella
Commenti 12723

Tirocinio fuori dalle Università retribuito in credito di imposta per la struttura ospitante

Vedi Aggiornamento del 22/06/2012
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11/06/2012 – Iscrizione all’Ordine solo per i liberi professionisti, snellimento della burocrazia e regole chiare per tutte le professioni. Sono gli obiettivi cui, secondo Inarsind, dovrebbe puntare la riforma delle professioni, che in base al Dl 138/2011 - Manovra bis, e alla Legge di Stabilità per il 2012, deve essere varata con un Dpr entro il 13 agosto 2012 con l'obiettivo di liberalizzare la concorrenza e creare una pluralità di offerta sul territorio.
 
Secondo il sindacato degli Architetti e degli Ingegneri liberi professionisti, sarebbero circolate delle indiscrezioni in base alle quali il Ministero della Giustizia avrebbe proposto l’emanazione di un decreto che detti solo alcuni parametri generali. A detta di Inarsind, però, demandare tutto agli Ordini “sembra un’occasione sprecata”.
 
La riforma secondo Inasind
Nella situazione attuale, caratterizzata da un alto livello di concorrenza e in cui Inarsind lamenta “la possibilità data ai professionisti di poter avere due, tre lavori contemporaneamente, la libera professione rappresenterà sempre di più non uno spazio di impresa e crescita, ma il rifugio obbligato di una condizione di precarietà intellettuale drasticamente in aumento”.
 
Nella sua proposta di riforma della professione, Inarsind propone quindi di riservare l’iscrizione all’Ordine solo ai liberi professionisti e di inserire in un elenco separato, previa autorizzazione del datore di lavoro, dipendenti pubblici e insegnanti.
 
Inarsind sostiene inoltre che dovrebbe essere creato un Ordine unico regionale di architetti e ingegneri con diversi compiti, tra cui quello di valutare e validare i programmi di formazione, che dovrebbero però essere tenuti da enti terzi.
 
Dovrebbero inoltre essere aperte Commissioni deontologiche alle società per il controllo degli iscritti, composte da 1/3 dei membri nominato dagli Ordini, 1/3 dalle Associazioni sindacali di categoria e 1/3 dalle associazioni dei consumatori, dalla Autorità di Vigilanza sui lavori pubblici e dalle associazioni dei costruttori nonché dal Ministero di giustizia scegliendoli fra avvocati e giudici in pensione o funzionari del ministero.
 
L’assicurazione professionale dovrebbe essere obbligatoria per chiunque svolge atti di libera professione, così come il tirocinio, da farsi esclusivamente al di fuori dell’Università, pagato ma in credito di imposta per la struttura che ospita il tirocinante.
 
Nello scenario ipotizzato da Inarsind, l’iscrizione ai sindacati avverrà solo su base volontaria. I professionisti potranno poi certificare la loro qualità iscrivendosi ad Associazioni di tipo tecnico-culturale relative alle varie specializzazioni dell’architettura dell’ingegneria.
© Riproduzione riservata

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Altri commenti
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Luigi Marino

Ma dove vivete? Lo sapete che la tassazione per un docente che esercita la libera professione (solo come IRPEF e INPS, gestione separata, senza considerare contributi, IVA, ordini,cassa, addizzionali e cosi via) arriva al 60% del reddito professionale? Ma perchè non vi impegnate per un corretta politica di tassazione, per una vera svolta di liberalizzazione invece di intraprendere squallide operazioni di facciata per qualche iscritto in più? Lo sapete che, in particolare al Sud, la libera professione per i giovani è ormai un'eridità trasmessa dal padre al figlio e che è diventato impossibile cominciare un'attività con questo ginepraio di normative, regole, obblighi e carichi fiscali? Tutto ciò senza considerare la grande valenza didattica dei docenti liberi professionisti che insegnano nelle scuole o università, in quanto quasi sempre essi rappresentano l'unico anello di collegamento tra il mondo scolastico e la realtà della società contemporanea.

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Giacomo Pinto

I dirigenti dell’ U.T.C. o di altro Ente , incaricati alla assegnazione d' incarichi di progettazione , devono tenere presente che i tecnici scelti ,se dipendenti pubblici devono presentare l’ autorizzazione per esercitare la libera professione che va comunicata anche all’ Ordine professionale di appartenenza ,caso contrario il corrispettivo , salvo eventuali altri sanzioni va al proprio Ente di appartenenza. Ai tecnici liberi professionisti e nel contempo dipendenti di Enti locai lpart-time , possono essere affidati incarichi solo su base concorsuale e non diretti, altrimenti si costituisce altra casta . Di solito i tecnici presentano una dichiarazione che non vi sono motivi ostativi alla libera professione , questa è falsa poiché non dicono la verità. Nei bandi pubblici ,i tecnici dovrebbero compilare un questionari e rispondere in maniera univoca a iutti i quesiti sopra descritti ed anche ad altri che non sto ad elencare . Questa non lo fanno per non crearsi nemici e per avere corrisposti favori di ritorno. Nei bandi i tecnici dovrebbero