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A Coruña: la ‘Montagna Magica’ e l’architettura della simulazione
ARCHITETTURA

A Coruña: la ‘Montagna Magica’ e l’architettura della simulazione

di Cecilia Di Marzo

Opera in equilibrio tra immagine architettonica e paesaggistica

17/07/2012 - - Il Centro Socio Cultural Ágora, nella città spagnola di A Coruña, è stato progettato dallo studio Rojo/Fernández-Shaw come luogo accessibile e aperto a tutti i cittadini. Il suo carattere pubblico e collettivo affronta una doppia sfida architettonica legata da un lato alla complessità delle molteplici funzioni e dall'altro alle qualità del contesto in cui si inserisce.
 
Gli architetti hanno lavorato sul progetto di un'architettura costruita sui criteri della simulazione paesaggistica e iconografica per tutelare la memoria dell'ambiente naturale e rurale che oggi lo caratterizza, segno distintivo della Galizia.
 
“Proponiamo un’architettura integrata nella topografia naturale del terreno e in continuità con essa. Per questo motivo le coperture sono modellate e trattate come si trattasse del terreno, con sistemi a verde e idroponici, associando la finzione simulata e decorativa di un paesaggio rurale a quello reale. La Montagna Magica– denominata così dai progettisti – si offre come guscio vegetale e protettivo in cui l’architettura è camuffata per integrarsi nella città e nel suo contesto, per ricordarci la storia e la tradizione di una regione legata all'ambiente naturale e rurale e per promuovere un’idea di città basata sulla sostenibilità e sull'equilibrio”.
 
L’ordine formale del centro è il riflesso di due impulsi: uno spaziale, che cerca l’equilibrio tra la nuova architettura e il paesaggio in cui si deve integrare, uno funzionale che soddisfi le esigenze e il rapporto tra aree che ospitino 10.000 mq di funzioni correlate, ma differenti.
 
“Proponiamo, quindi, un'architettura che bilanci immagine architettonica e immagine paesaggistica, integrando forma volumetrica e ambiente circostante. Per questo proponiamo una struttura formale, spaziale e di sostegno densa, in cui si alternano e si integrano solidi geometrici e trasparenti con vuoti fluidi e continui che dialogano tra loro”.
 
Il risultato è un equilibrio tra interno ed esterno e tra compattezza e frammentazione, la cui porosità e trasparenza garantiscono l'accessibilità e il carattere pubblico, e la cui densità e compattezza assicurano la capacità dell'architettura di costruire un ambiente riconoscibile e protetto da quello urbano.
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