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Due nuove Linee Guida per l’Agibilità Sismica dei capannoni

Le nuove Linee Guida CSLLPP e le Linee di Indirizzo DPC tra luci ed ombre

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10/07/2012 - Con il DL74/2012 il quadro normativo per la certificazione dell’agibilità sismica dei capannoni nelle zone terremotate dell’Emilia, Lombardia e Veneto è da qualche settimana cristallizzato in una serie di Norme che, per passi successivi, conducono il tecnico alle verifiche di agibilità sismica e a quelle di Sicurezza sismica in ottemperanza alle NTC2008. La roadmap che porta il tecnico a certificare, in una strategia in due fasi, l’agibilità provvisoria e poi quella definitiva è delineato nei flow chart che è possibile scaricare a questo link [LINK al quadro normativo].

Se da un lato il DL 74/2012 ha il pregio di aver elencato tre criteri per certificare l’agibilità in via provvisoria dei capannoni, dall’altro non aiuta il tecnico visto l’ampio margine interpretativo dei criteri suddetti.

E’ così che l’Assemblea generale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (ConSup), nell’Adunanza del 22/6/2012, ha deliberato un progetto di Linee Guida (LG) atte a fornire utili indicazioni operative ai tecnici incaricati ed ai responsabili delle strutture produttive, per la "Valutazione della vulnerabilità e interventi per le costruzioni ad uso produttivo in zona sismica”, mentre un Gruppo di Lavoro, composto dal Consorzio Reluis, Dipartimento della Protezione Civile, CNI, Assobeton, ha presentato il 19/6/2012 una “bozza” di Linee di indirizzo per interventi locali e globali su edifici industriali monopiano non progettati con criteri antisismici (Ld’I) nel format di un manuale operativo che in circa 150 pagine illustra criteri generali e modalità di intervento mediante dettagliate di schede tecniche.

Perché delle Linee Guida?
Parlando di capannoni è doveroso ammettere la delicatezza di un problema che coinvolge un numero elevato di strutture, spesso di non trascurabile dimensione, presenti sia in zona terremotata che in zone limitrofe con equivalenti caratteristiche sismiche. Vi sono molti motivi per avere delle Linee Guida che aiutino il non facile compito di certificazione da parte dei tecnici. La tecnologia delle strutture, il calcestruzzo prefabbricato e precompresso, non è usuale per molti dei tecnici coinvolti nelle operazioni di agibilità. Il progetto, di fatto non sismico per costruzioni progettate entro la metà del 2009, rende delicato l’intervento sul patrimonio esistente che può causare, se non ben valutato, anche una maggiore vulnerabilità del manufatto.

In questo senso vanno lette le dichiarazioni dei Professori Diotallevi, Dolce e Manfredi, che alla presentazione a Bologna hanno sottolineato come la figura dell’ingegnere deve restare centrale e le Ld’I non debbano essere usate dai tecnici con un banale “copia e incolla”, con il tipico errore che potrebbe commettere il tecnico inesperto che basi il suo intervento solo su una manualistica esistente (e forse anche di coloro che a causa di parcelle sottostimate, siano spinti ad interventi più speditivi di quanto non sia necessario).

Le LG del ConSup presentano una metodologia per affrontare i tre quesiti posti dal DL74/2012 in tema di agibilità sismica. Il percorso viene affrontato con una serie di Tabelle che accompagnano il tecnico a valutare ciascuna parte della struttura, lasciando libertà sui metodi di intervento.

Le LG confermano il divieto di lasciare membrature collegate tra loro a solo attrito a gravità e introducono una classificazione delle scaffalature in funzione del grado di resistenza sismica. Una prima versione delle LG le rendeva valide anche per strutture al di fuori dei Comuni Terremotati, ma la versione definitiva appare limitata (almeno ad una prima interpretazione) solo alle zone colpite dal sisma.

Le Ld’I si prefiggono lo scopo di essere guida alle buone pratiche di esecuzione di interventi per ridurre la vulnerabilità sismica ed arrivare ad una certificazione di agibilità sismica dei capannoni prefabbricati in CA. Sebbene si concentri su interventi localizzati, proponendo anche metodi speditivi di predimensionamento, in vari punti del documento viene menzionata la necessità di effettuare una valutazione globale del fabbricato.
 
Cosa manca?

In effetti è proprio la seconda fase, quella della valutazione della Sicurezza Sismica ai sensi delle NTC2008, che ancora non è stata affrontata e che potrebbe dipendere in maniera importante dagli interventi eseguiti in prima fase. Applicare vincoli a strutture prefabbricate esistenti potrebbe portare a sorprese se non ben valutato.

Tra i vari punti delicati, si può ad esempio menzionare: l’applicazione del piano rigido che va ad impegnare colonne di angolo o di bordo generalmente meno resistenti, effetti di impedimento di dilatazioni termiche, travi precompresse che impegnandosi in accoppiamento di cinematismi dinamici (diventando bielle) possono ricevere azioni assiali inattese, travi impegnate a torsione per effetto del moto trasversale di tegoli di copertura, effetti amplificatori delle sollecitazioni sugli elementi di fissaggio a causa delle eccentricità tra gli assi delle membrature collegate, aumento delle frequenze proprie della struttura per interazione con le tamponature, realistica valutazione della duttilità e del fattore di struttura q, etc.

Quanto citato dovrebbe essere modellato correttamente nei modelli numerici: l’Autore ed al. hanno tentato di riassumere alcune buone pratiche di modellazione dei capannoni esistenti in un Documento - http://www.cspfea.net/scheda-documento-CSP00240.html - che mette in luce aspetti e problemi e propone soluzioni di modellazione ingegneristicamente ragionevoli.

È facile immaginare, oltre alla gran quantità di dispositivi metallici di fissaggio che troverà impiego negli interventi di messa in sicurezza, l’attenzione che verrà posta da parte delle Autorità competenti nel verificare la Certificazione dei materiali usati negli interventi, il loro appropriato dimensionamento per effetti locali e per effetti dinamici sismici, le valutazioni fatte dal tecnico circa la loro influenza sul modificare il comportamento dinamico della intera struttura. 

Cogenza delle Linee Guida
A pochi giorni dalla loro pubblicazione, val la pena di sottolineare i dubbi sulla effettiva cogenza dei due strumenti disponibili per i tecnici. Infatti le LG del ConSup non sembrano avere forza di cogenza: deliberati come “progetto di Linee Guida” dovranno probabilmente passare per un recepimento come Decreto per avere sufficiente forza normativa. Ancor più per le Ld’I, pubblicate in “bozza”, che pur recando il logo del Dipartimento della Protezione Civile, mancano di una forza che avrebbe potuto dar loro l’Ordinanza (come lo furono le OPCM e come lo sono ora le OCDPC che ne prendono il posto).

Per quest’ultime, il percorso verso una forma definitiva che le faccia uscire dallo status di “bozza” non sembra avere tempi certi, vista l’apertura di una sorta di inchiesta pubblica sulle pagine web di Reluis  alla quale ogni ingegnere può partecipare.
 
I costi delle verifiche tecniche
Il tema dei costi di servizi di ingegneria per il rilascio dell’agibilità sismica provvisoria e per la valutazione della sicurezza sismica non è facile. Al fine di orientare i titolari di Attività Produttive, alle prese con necessità di pianificazione degli investimenti, è possibile fare riferimento all’Ordinanza OPCM 3362/2004.

Per la Verifica della Sicurezza Sismica degli edifici (incluse le indagini), i costi vanno da 2,50€/mc fino a 10.000 mc, con un minimo di 3,000€, per scendere gradualmente sino a 0,30€/mc per le metrature eccedenti 100.000 mc.

Per la progettazione di interventi di miglioramento/adeguamento sismico che si rivelassero necessari, i costi dovrebbero essere proporzionali a quelli delle opere necessarie. La stessa OPCM stima, in via convenzionale, il costo degli interventi di adeguamento/miglioramento pari a 150€/mc.

Restano aperte la questione del costo dell’Agibilità Sismica provvisoria, nelle zone terremotate, e del check-up della struttura qualora i titolari delle Attività Produttive al di fuori delle aree terremotate, responsabili della sicurezza sui luoghi di lavoro, volessero richiedere per orientare gli investimenti nell’immediato futuro. Sia l’Agibilità provvisoria che un check-up della struttura dovrebbero essere offerte dai tecnici probabilmente a una frazione dei costi sopra menzionati.


CSPFea s.c. su Edilportale.com

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