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Lecablocco Tagliafuoco di ANPEL: la risposta più affidabile alle maggiori responsabilità del progettista

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13/07/2012 - In seguito all’entrata in vigore del D.P.R. n. 151 del 1 agosto 2011, crescono le responsabilità dirette dei Progettisti abilitati per la prevenzione incendi che, quindi, esigono dagli elementi costruttivi prestazioni certe, affidabili e supportate dalla documentazione richiesta dal D.M. 16/02/2007 (per esempio il Fascicolo Tecnico del Produttore). Le pareti in Lecablocco Tagliafuoco di ANPEL, facciavista o intonacate, offrono ai progettisti la risposta più affidabile alla nuova normativa con le migliori prestazioni di resistenza al fuoco affiancate dalla documentazione tecnica aggiornata.

Il D.P.R. n.151 dell’1/08/2011 “Regolamento recante semplificazione della disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione degli incendi” ha modificato l’iter delle procedure di prevenzione incendi al fine di renderle più snelle e brevi. Alla luce del Decreto le attività soggette alla normativa di prevenzione incendi sono state suddivise in tre Categorie con diverse conseguenze sui compiti e responsabilità a carico del progettista e dei Vigili del Fuoco.

Le attività di Categoria A e B, che numericamente costituiscono la maggior parte di quelle soggette a prevenzione incendi, nonostante non siano più sottoposte al rilascio dei C.P.I. da parte dei Vigili del Fuoco, restano comunque soggette a tutte le disposizioni vigenti, sotto il controllo e la responsabilità del solo tecnico incaricato. Di conseguenza crescono le responsabilità dirette dei progettisti che, quindi, esigono dagli elementi costruttivi prestazioni certe, affidabili e supportate dalla documentazione richiesta dal D.M. 16/02/2007 “Classificazione di resistenza al fuoco di prodotti ed elementi costruttivi di opere da costruzione” (per esempio il Fascicolo Tecnico del Produttore).

Secondo il DM del 16/2/2007 le prestazioni di resistenza al fuoco degli elementi costruttivi possono essere determinate secondo tre modalità:
- Metodo analitico secondo gli Eurocodici e le relative Appendici Nazionali;
- Metodo tabellare secondo le tabelle contenute nel decreto e nella circolare n. 1968  del 15/02/2008;
- Metodo sperimentale con prove in laboratorio condotte secondo le Norme Europee.

I prodotti della famiglia Lecablocco Tagliafuoco, da oltre 40 anni, offrono la migliore soluzione in tutti quegli impieghi in cui è necessario l’utilizzo di pareti resistenti al fuoco. Lo dimostrano le innumerevoli prove di resistenza al fuoco realizzate presso i migliori Laboratori italiani e lo confermano anche le tabelle del Decreto Ministeriale del 16/2/2007. Si riportano, a titolo d’esempio, le prestazioni per blocchi di spessore 12 cm in calcestruzzo leggero, in calcestruzzo normale e in laterizio.

Si noti come i blocchi in calcestruzzo leggero abbiano già con metodo tabellare un valore di 30 minuti superiore agli analoghi in altri materiali. Il valore di EI di questo blocco è ancora superiore se si considera il metodo sperimentale. Nonostante il vantaggio delle prestazioni del calcestruzzo alleggerito con argilla espansa Leca sia confermato e ribadito anche dalle tabelle allegate al DM 16/02/2007, ANPEL (Associazione Nazionale Produttori Elementi in Leca) ha svolto un’importante campagna di prove di resistenza al fuoco presso Laboratori accreditati per offrire ai progettisti la documentazione aggiornata per i singoli blocchi di produzione.

I produttori di Lecablocco sono tra i primi, in Italia, ad avere i Fascicoli Tecnici per i prodotti provati in Laboratorio, documento che attribuisce caratteristiche di resistenza al fuoco a pareti "reali" applicando i criteri ed i limiti espressi dalle norme di riferimento, a partire dai riscontri di prove sperimentali appositamente condotte. Il Fascicolo tecnico è a disposizione del professionista che se ne avvale per le certificazioni di sua competenza. Il DM 16/2/2007 prevede anche che la correttezza delle valutazioni riportate nel fascicolo tecnico sia accertata dallo stesso Laboratorio di Prova che ha eseguito la sperimentazione di cui si estendono i risultati.

Questa validazione, espressa mediante un parere tecnico positivo allegato al fascicolo tecnico stesso, si pone, specie per il professionista, a garanzia del fatto che l’estensione dei risultati sperimentali alla parete “reale” sia effettivamente conforme ai criteri delle norme e ne rispetti i limiti.


ANPEL - Ass. Naz. Produttori Elementi Leca su Edilportale.com

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