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LAVORI PUBBLICI

Crisi costruzioni, i sindacati dal Ministro Passera

di Rossella Calabrese

Gli edili rilanciano su infrastrutture, Piano Città, incentivi risparmio energetico

Vedi Aggiornamento del 07/11/2013
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17/07/2012 - “Il viceministro delle Infrastrutture, Mario Ciaccia, ha riconosciuto l’importanza strategica del settore delle costruzioni e si è detto disponibile ad interventi per il suo rilancio, a cominciare da legalità, appalti e infrastrutture”.
 
Lo hanno dichiarato i segretari generali di Feneal-Uil, Antonio Correale, Filca-Cisl, Domenico Pesenti, e Fillea-Cgil, Walter Schiavella, al termine del vertice con il viceministro Ciaccia, nel giorno in cui oltre 400 lavoratori giunti da tutta Italia hanno partecipato a Roma al presidio davanti al ministero dello Sviluppo Economico, organizzato dalle tre sigle per chiedere l’apertura di un tavolo di confronto e l’avvio di misure per il rilancio del settore.
 
“Le aperture del ministero e del governo costituiscono sicuramente una buona premessa - hanno detto i tre segretari generali - ma se non arriveranno subito i primi risultati da settembre siamo pronti a nuove mobilitazioni su tutto il territorio nazionale”. L’iniziativa di protesta di oggi - ricordiamo - segue di circa 4 mesi la grande manifestazione unitaria del 3 marzo a Roma cui parteciparono 30mila lavoratori (leggi tutto).
 
“Nei prossimi giorni - hanno proseguito i sindacati - consegneremo ai ministeri interessati le nostre proposte, che sono alla base della manifestazione nazionale del 3 marzo scorso e comprendono, tra le altre cose, il Durc per congruità, la Patente a punti e l’allargamento degli sgravi fiscali per interventi per la messa in sicurezza dal rischio sismico e l’allentamento selettivo del Patto di stabilità, per consentire ai Comuni virtuosi di fare investimenti e ridare fiato alle piccole e medie imprese. Si tratta di proposte serie e fattibili - hanno aggiunto Correale, Pesenti e Schiavella - con le quali non chiediamo nuove cementificazioni ma uno sviluppo sostenibile e un lavoro regolare e di qualità, per rimettere in moto il settore che dall’inizio della crisi ha perso 400mila addetti, mezzo milione se si considera l’indotto”.
 
Ieri i sindacati ricordavano che il settore edile continua a soccombere sotto il peso di una crisi senza precedenti che ha spazzato via 400mila posti di lavoro, che salgono a mezzo milione se si considera l'indotto. La mobilitazione di oggi è stata decisa “perché in questi mesi il Governo non ha dato risposte, mentre la crisi si è ulteriormente aggravata e le misure in corso di approvazione non sembrano efficaci a garantire la crescita né a fornire adeguate protezioni sociali in termini previdenziali e di ammortizzatori sociali e l’ulteriore innalzamento dell’età pensionabile, che penalizza e aggrava la situazione di chi svolge lavori fisicamente pesanti e usuranti, ne è la dimostrazione”.

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