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NORMATIVA

Appalti, dal 2014 in gara il 60% dei lavori autostradali

di Paola Mammarella

Ddl sviluppo: pesano sull’aggiudicatore i rischi per eventuali ritardi nelle autorizzazioni

Vedi Aggiornamento del 12/11/2012
18/07/2012 – Prendono forma le azioni per rendere più aperti e meno rischiosi gli appalti e gli investimenti in infrastrutture in modo da attrarre capitali privati e far ripartire il sistema economico. Sono stati approvati alla Camera, in Commissioni riunite Finanze e Attività produttive, una serie di emendamenti che integrano il ddl per la conversione del DL sviluppo e crescita 83/2012.
 
Liberalizzazione degli appalti
Per stimolare la partecipazione alle gare d’appalto, sono state ampliate le previsioni del decreto sulle liberalizzazioni, prevedendo che dal 2014 i concessionari autostradali siano tenuti ad affidare a terzi il 60% dei lavori. Si tratta di una ulteriore liberalizzazione rispetto alla normativa precedente, che aveva innalzato la soglia dal 40% al 50%, fissando però dal 2015 l’inizio del nuovo sistema.
 
La disposizione incide soprattutto sulle concessioni del settore autostradale, affidate senza confronto concorrenziale. In questo modo il mercato si avvicina quindi al contesto normativo europeo e favorisce una maggiore partecipazione degli operatori economici, anche di medie e piccole dimensioni, nella realizzazione degli interventi presenti nel piano degli investimenti previsti dalle concessioni.
 
Sulla questione si è pronunciata anche l’Ance, che durante l’assemblea annuale di venerdì scorso ha proposto, a partire dal 2013, la messa in gara di tutti i lavori di competenza delle concessionarie (Leggi tutto).

Ripartizione dei rischi nella realizzazione dei lavori
Un altro modo per rendere più sicuri e convenienti gli investimenti in infrastrutture è rappresentato dalla modalità di ripartizione dei rischi dovuti a cambiamenti che implicano variazioni dei corrispettivi.

Secondo l’emendamento al ddl sviluppo, che modifica le disposizioni sul contratto di disponibilità contenute nel Codice Appalti, il contratto deve indicare come suddividere i rischi connessi al sopravvenire di norme o provvedimenti cogenti di pubbliche autorità che implicano variazioni dei corrispettivi dovuti per gli eventi incidenti sul progetto, sulla realizzazione o sulla gestione tecnica dell'opera.

Ai sensi dell’emendamento approvato, inoltre, a meno che il contratto non preveda diversamente, sono a carico del soggetto aggiudicatore i rischi sulla costruzione e gestione tecnica dell'opera, derivanti dal mancato o ritardato rilascio di autorizzazioni, pareri, nulla osta e altri atti amministrativi.
 
46 miliardi entro fine anno
Oltre a queste misure, il viceministro alle Infrastrutture Ciaccia ha annunciato che, entro la fine di luglio, una riunione del Cipe sbloccherà 18 miliardi di euro per la realizzazione di grandi e piccole opere.
 
Secondo quanto riferito da Ciaccia, l’obiettivo del Governo è mobilitare 46 miliardi di euro entro la fine dell’anno. Una cifra che comprende i 27,7 miliardi già sbloccati nelle prime quattro riunioni Cipe del 2012.
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