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NORMATIVA

Partite Iva, pubblicata in Gazzetta Ufficiale la riforma del lavoro

di Paola Mammarella

È il tempo indeterminato la formula contrattuale prevalente, tra gli obiettivi distribuzione più equa delle tutele e formazione permanente

Vedi Aggiornamento del 17/10/2014
Commenti 17921
05/07/2012 – È legge la riforma del lavoro. Il testo, pubblicato in Gazzetta Ufficiale dopo l’approvazione con fiducia della scorsa settimana, entra in vigore mercoledì 18 luglio e conferma misure morbide nella lotta alle finte Partite Iva.
 
Partite Iva, come cambiano le regole
Saranno considerati rapporti di lavoro, da regolarizzare con un contratto di collaborazione coordinata e continuativa, le collaborazioni di durata superiore agli otto mesi annui, svolte in una postazione fissa presso una delle sedi del committente, grazie alle quali il collaboratore incameri un fatturato superiore all’80% dei corrispettivi complessivamente percepiti.
 
Allo stesso tempo, però, esistono rapporti di lavoro autonomo che non rappresentano una impropria sostituzione dei contratti di lavoro subordinato. Si tratta dei soggetti con alte competenze teoriche e tecniche, che fatturano non meno di 18 mila euro annui o che per esercitare la propria professione devono essere iscritti ad un albo, che possono essere considerate vere Partite Iva.
 
Le altre misure della riforma
Come si legge nel comunicato diramato dal Ministero del Lavoro, la legge cerca di raggiungere una distribuzione più equa delle tutele attraverso il contenimento dei margini di flessibilità progressivamente introdotti negli ultimi vent’anni e l’adeguamento all’attuale contesto economico della disciplina del licenziamento individuale. Allo stesso modo, la norma mira a un uso più coerente degli ammortizzatori sociali e all’instaurazione di rapporti di lavoro più stabili, tanto che il tempo indeterminato diventa la formula contrattuale prevalente e sono previste premialità per la stabilizzazione dei contratti di apprendistato e a termine.
 
In base alla legge approvata, gli obiettivi saranno attuati attraverso varie aree di intervento, rappresentate da razionalizzazione degli istituti contrattuali, tutele dei lavoratori in caso di licenziamento illegittimo, collegamento con altri aspetti che gravitano intorno al mercato del lavoro, come sostegno del reddito, formazione, riqualificazione professionale e incentivi alle assunzioni, equità di genere.
 
Per quanto riguarda l’entrata nel mercato del lavoro, le forme contrattuali previste dalla riforma, oltre a tempo indeterminato, partite iva e apprendistato sono part time, lavoro accessorio, lavoro a progetto, tirocinio, associazione in partecipazione, lavoro intermittente e somministrazione.
 
Tra le novità dal punto di vista dell’uscita dal mercato del lavoro, dal 2017 la cassa integrazione straordinaria e le indennità di mobilità saranno sostituite dall’Aspi, assicurazione sociale per l’impiego. Per finanziarla, le imprese che utilizzano lavoratori a termine dovranno versare un contributo dell’1,4%.
 
In linea con le indicazione dell’Unione Europea, la riforma regola l’apprendimento permanente, così come l’introduzione di regole certe e il monitoraggio della loro attuazione, che consente la definizione di piani di controllo ed eventuali azioni correttive, in coerenza con le dinamiche economiche e sociali del Paese.
 
Ministro Fornero: “riforma in progress”
Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il Ministro del Lavoro Elsa Fornero ha affermato che c’è ancora da fare per un mercato del lavoro dinamico e inclusivo. In particolare, sono in fase di studio molte deleghe per la formazione permanente e i servizi per il lavoro.
 
D’altra parte, però, il Ministro ha annunciato che il grado di efficacia della riforma sarà monitorato per essere eventualmente rivisto. Al momento, secondo il Ministro, la riforma non è facile da accettare, ma permette di dare una prospettiva ai giovani.

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Altri commenti
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Emanuele

qui il problema non sta nella riforma... sta semplicemente sul fatto che le imprese sono strozzate dalle tasse E CERCANO SEMPRE IL MODO DI RISPARMIARE EVADENDO IL PIU POSSIBILE e chi ci rimette non sono di certo loro...io sono a tutti gli effetti a FALSA PARTITA IVA e sono stufo di essere trattato cosi da datori di lavoro che oltretutto si approfittano della situazione.... o cosi o stai a casa....e dato che il lavoro ormai è una cosa per pochi fortunati devi solo star zitto! tirare avanti una famiglia con la paura di rimanere senza lavoro da un giorno all altro pensate sia meglio? essere sfruttato in certi modi credete sia giusto?? lavorare 12 ore al giorno per avere 1000 euro e sentirsi insulti gratuiti al quale dover solo stare zitti perche non si ha la minima tutela...vale la pena vivere cosi???senza sperare che qualcosa inizi a cambiare nell ambito non solo lavorativo ma anche in quello UMANO? ho 27 anni...cerco casa e desidero una famiglia con una casa e un figlio... e quando ti senti dire tutti i giorni che facilmente "qualcuno andra a casa"... bè... ti toglie solo sogni e speranze. io sono favorevole alla riforma, anzi, pregavo solo perche passasse...certo insieme a lei dovrebbero anche diminuire tasse alle aziende...ma intanto iniziamo a far abbassare la cresta a chi ci marcia e pensa solamente ai propri profitti, che tanto poi chi vive male siamo noi, poveri disgraziati sottopagati e sfruttati a causa di uno stato che logora le imprese con tasse e spese... era ora che qualcosa iniziasse a muoversi...

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Carlo

Hahahaha si vede che chi ha fatto la legge non hai mai avuto una partita IVA ! Basta far fatturare una parte del lavoro direttamente al giovane dipendente e non risulta più dipendente dello studio, a questo punto la legge è aggirata in un secondo, basta giocare con le fatture. Supponiamo che il mio principale riceve un incarico per fare un progetto per 10.000 euro e mi vuole dare 1.000 euro , lui fatturerà 5.000 per la progettazione e al dipendente farà fatturare direttamente al cliente 5.000 euro per aver fatto i disegni. Poi il dipendente incassa 5.000 e ne restituisce 4.000 al datore di lavoro. Il gioco è fatto. SVEGLIATEVI !!


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