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NORMATIVA

Regione Veneto, nuova legge per l’edilizia residenziale pubblica

di Rossella Calabrese
Commenti 5467

Politiche della casa e vendita di alloggi Ater completeranno la riforma

Vedi Aggiornamento del 25/07/2013
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03/07/2012 - È stato approvato nei giorni scorsi dalla Giunta regionale veneta il Progetto di legge “Norme in materia di edilizia residenziale pubblica”.
 
Si tratta di un testo unico che raccoglie e coordina disposizioni originariamente comprese in varie leggi e che, insieme ad altri due strumenti che la Giunta ha varato e sta per varare, cioè il Piano straordinario di vendita degli alloggi Ater e il Piano strategico delle politiche della casa, rappresenta di fatto la riforma del sistema regionale dell’edilizia pubblica.
 
“Una vera e propria riforma dell’Edilizia Residenziale Pubblica, una riorganizzazione attenta, ponderata e soprattutto rispondente alle esigenze di ammodernamento del patrimonio, di arricchimento delle funzioni svolte dagli Ater, di semplificazione delle procedure, di snellimento delle strutture operative, di contenimento dei costi, di reperimento di risorse - ha detto l’assessore ai Lavori Pubblici,Massimo Giorgetti -, per fare in modo che l’azione della Regione sul fronte del ‘bene casa’ sia ancora più efficace e produttiva e garantisca un aiuto concreto, in un contesto di equità sociale, per quei nuclei familiari che ne hanno davvero bisogno”.
 
Il Disegno di legge approvato dall’esecutivo di Palazzo Balbi e che passa ora all’esame della competente Commissione consiliare e poi del Consiglio regionale, affronta sostanzialmente tre temi: il mutato assetto delle Aziende e la governance; le innovazioni in materia di funzioni e attività svolte dalle Ater; le nuove regole per gli affitti.
 
Per quanto riguarda l’assetto, rimangono le sette Ater territoriali quali Enti di diritto pubblico ed economico, i cui organi gestionali però vengono numericamente ridotti.
 
La seconda novità riguarda l’implementazione delle attività delle Ater: confermati gli interventi nel campo dell’edilizia sociale tradizionale, è previsto un più forte impegno  nell’ambito del ‘social housing’, cioè degli alloggi a “canone concordato”, per fornire una soluzione abitativa a quei nuclei familiari che non sono in possesso dei requisiti d’accesso per l’assegnazione di alloggi popolari, ma sono nel contempo impossibilitati a far fronte economicamente ai canoni di affitto proposti dal mercato libero.
 
Gli Ater, potranno anche occuparsi di edilizia universitaria e di gestire i patrimoni pubblici di altri Enti, come quelli delle Ulss e dei Comuni, “e non necessariamente solo quelli destinati all’abitazione” ha precisato l’assessore.
 
Inoltre, secondo quanto previsto dal Codice degli appalti, è prevista la possibilità per gli Ater di fungere da stazione appaltante unica: “Ciò significa che i Comuni o le loro unioni - ha fatto l’esempio Giorgetti - potranno avvalersi delle Aziende per realizzare le proprie opere pubbliche, dalla progettazione alla gara”.
 
Il terzo elemento di innovazione riguarda le nuove regole per gli affitti e in particolare il passaggio, nello stabilire i limiti per l’attribuzione degli alloggi e i canoni, da un sistema basato esclusivamente sulla denuncia dei redditi all’ISEE ERP, cioè a una valutazione che tiene conto, oltre al reddito, anche della situazione patrimoniale del richiedente.
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