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NORMATIVA

Via libera della Camera al decreto per la ricostruzione in Emilia

di Rossella Calabrese

Stato di emergenza fino al 31 maggio 2013, Fondo da 2,5 miliardi di euro

Vedi Aggiornamento del 27/07/2012
13/07/2012 - La Camera dei Deputati ha approvato il disegno di legge di conversione del DL 74 del 6 giugno 2012, recante interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici in Emilia, Lombardia e Veneto il 20 e 29 maggio.
 
Il provvedimento proroga lo stato di emergenza fino al 31 maggio 2013 e affida il coordinamento degli interventi per la ricostruzione ai Presidenti delle Regioni in qualità di Commissari delegati.

Istituisce il Fondo per la ricostruzione delle aree colpite dal sisma da 2,5 miliardi di euro per il periodo 2012-2014, che sarà alimentato dall’aumento dell’accisa sui carburanti, da risorse europee e dalla riduzione dei contributi pubblici ai partiti politici. I critieri di ripartizione del Fondo per la ricostruzione sono stati definiti con il DPCM 4 luglio 2012 (leggi tutto).
 
Sono fissati i criteri per la concessione di contributi per la ricostruzione o riparazione delle abitazioni private o di immobili ad uso non abitativo, e di quelli a favore delle imprese, la disciplina per l’accertamento dei danni e per la delocalizzazione delle attività produttive e la ricostruzione degli immobili industriali o artigianali. Le indicazioni operative sono arrivate con il suddetto DPCM 4 luglio 2012 che prevede la possibilità di ripartire le risorse per le abitazioni private fino ad un massimo dell’80% del costo per riparare i danni.

Per ottenere contributi per le attività produttive, industriali, agricole, zootecniche, commerciali, artigianali, turistiche, professionali è invece necessario presentare una perizia giurata a firma del professionista abilitato incaricato della progettazione degli interventi di ricostruzione e di ripristino degli edifici. Nella perizia saranno dichiarati i danni subiti dalle costruzioni esistenti od in corso di realizzazione al momento del sisma.
 
Il saldo dei contributi, per la parte riguardante la ricostruzione degli immobili distrutti e la riparazione di quelli dichiarati inagibili, è vincolato all'attestazione che gli interventi sono realizzati nel rispetto delle NTC (DM 14 gennaio 2008). Nelle more della definizione della procedura di verifica di agibilità, è possibile effettuare il ripristino della agibilità degli edifici e delle strutture mediante perizia e asseverazione da parte di un professionista abilitato.
 
Per semplificare la realizzazione degli interventi, sono previste deroghe alla normativa edilizia nazionale (Dpr 380/2001, legge 241/1990. Dlgs 42/2004) e a leggi regionali delle Regioni interessate.
 
Per poter procedere agli interventi, occorre inoltrare al Comune una comunicazione di avvio dei lavori di ripristino; i lavori dovranno rispettare il piano urbanistico comunale e i vincoli paesaggistici, fatta eccezione per i fabbricati rurali, per la riproposizione dell’originaria sagoma e per la possibile riduzione della precedente volumetria. Nella comunicazione dovrà essere indicato il progettista abilitato responsabile della progettazione e della direzione lavori e l’impresa esecutrice.
 
Per favorire la ripresa delle attività produttive, il titolare deve acquisire la certificazione di agibilità sismica rilasciata a seguito di verifica di sicurezza effettuata da un professionista abilitato, e depositarla al Comune territorialmente competente.
 
La certificazione di agibilità sismica deve essere acquisita in assenza di gravi carenze strutturali sotto elencate, o eventuali altre carenze prodotte dai danneggiamenti e individuate dal tecnico incaricato:
- mancanza di collegamenti tra elementi strutturali verticali e elementi strutturali orizzontali e tra questi ultimi;
- presenza di elementi di tamponatura prefabbricati non adeguatamente ancorati alle strutture principali;
- presenza di scaffalature non controventate portanti materiali pesanti che possano, nel loro collasso, coinvolgere la struttura principale causandone il danneggiamento e il collasso.
 
Nelle more dell'esecuzione della verifica di sicurezza effettuata ai sensi delle norme tecniche vigenti, in via provvisoria, il certificato di agibilità sismica può essere rilasciato dal tecnico incaricato, in assenza delle suddette carenze o dopo che esse siano state adeguatamente risolte
 
Solo per magazzini, capannoni, stalle ed altre strutture (esclusi i prefabbricati), adibite alla lavorazione e alla conservazione di prodotti deperibili o alla cura degli animali, è necessaria e sufficiente l’acquisizione della certificazione dell’agibilità ordinaria. In ogni caso la verifica di sicurezza dovrà essere effettuata entro 6 mesi dalla data di entrata in vigore del decreto-legge, cioè entro l’8 dicembre 2012.
 
Il livello di sicurezza di ogni costruzione non potrà essere inferiore al 60% della sicurezza richiesta ad un edificio nuovo. In caso contrario, qualora tale valore non venga raggiunto, sono richiesti interventi di miglioramento sismico per raggiungere la citata soglia di sicurezza.
 
Gli interventi di miglioramento sismico andranno effettuati:
- entro 4 anni (cioè entro l’8 dicembre 2016), se la sicurezza sismica risulta essere pari o inferiore al 30% della sicurezza richiesta ad un edificio nuovo;
- entro 8 anni (cioè entro l’8 dicembre 2020), se la sicurezza sismica risulta essere superiore al 50% della sicurezza richiesta ad un edificio nuovo;
- entro un numero di anni ottenuto per interpolazione lineare tra quattro e otto in base al valore percentuale di livello di sicurezza (Ls) compreso tra il 30% e il 50%, secondo l’equazione 4+ (Ls-30)/5.
 
I Comuni possono concedere un bonus volumetrico massimo del 20% della superficie utile, per la ricostruzione degli immobili industriali o artigianali, anche a seguito di delocalizzazione, nel rispetto delle norme di tutela ambientale, culturale e paesaggistica.
 
I successivi articoli riguardano la ricostruzione degli edifici pubblici e gli interventi sul patrimonio artistico e culturale e sulle scuole, la sospensione delle scadenze fiscali, gli aiuti alle imprese e alla ricerca industriale, il sostegno ai reddito dei lavoratori, la promozione turistica. E ancora le semplificazioni per la gestione del materiale derivante dai crolli, per le autorizzazioni ambientali alle imprese, le Zone a burocrazia zero.

Il provvedimento passa ora all'esame del Senato.
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