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PROFESSIONE

Riforma professioni, gli ingegneri chiedono di prorogarla a fine 2012

di Rossella Calabrese
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Chiesto un anno di tempo in più anche per l’obbligo di polizza assicurativa. Ministero aperto alle modifiche

Vedi Aggiornamento del 21/05/2013
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26/07/2012 - Prorogare al 31 dicembre 2012, rispetto alla data ad oggi prevista del 13 agosto 2012, la scadenza per l’emanazione del Regolamento per la riforma delle professioni.
 
È questa la richiesta che il Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha portato all’attenzione della Commissione Giustizia della Camera nel corso dell’audizione del 24 luglio dedicata all’esame dello schema di Dpr per la riforma degli ordinamenti professionali.
 
La necessità di ulteriori 4 mesi è motivata dai numerosi punti critici dello schema di Regolamento. Secondo Armando Zambrano, coordinatore del PAT (organizzazione che rappresenta le Professioni dell’Area Tecnica) e Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, lo schema di Dpr non è idoneo ad attuare i principi sanciti dall’art. 3 del (DL 138/2011 (convertito nella Legge 148/2011), come sottolineato anche dal Consiglio di Stato (leggi tutto).
 
“La norma va assolutamente rivista - ha detto Zambrano. In particolare per quello che riguarda i tirocini formativi, siamo in completa violazione della legge di delega. L’obbligatorietà degli stessi andrebbe infatti contemplata nei soli casi espressamente previsti dalle singole discipline professionali. Il rischio altrimenti è quello di creare gravi impedimenti ai giovani ingegneri nell’inserimento nel mercato del lavoro in una fase particolarmente complicata per il Paese”.
 
Tra gli aspetti contestati ci sono anche le disposizioni sul procedimento disciplinare e la formazione continua che, secondo Zambrano, “va pienamente attribuita ai Consigli nazionali degli ordini o collegi con propri regolamenti e non già al Ministro vigilante. Solo in questo modo si consentirà una risposta immediata ed efficace all'aggiornamento continuo”.
 
Infine la copertura assicurativa: “non esiste ad oggi un quadro di riferimento chiaro  e, come già previsto per la categoria dei medici, chiediamo di poter prorogare il provvedimento di un anno, al 13 agosto 2013”.

Ieri l’incontro al Ministero della Giustizia
Dopo l’audizione alla Camera, le categorie tecniche sono state ricevute ieri al Ministero della Giustizia. Dal confronto - spiega il CNI in un comunicato - “è emersa la disponibilità del Ministero di Giustizia ad accogliere le istanze avanzate dalle categorie tecniche”. “Abbiamo riscontrato la disponibilità da parte del Ministero ad accogliere molte delle proposte di rettifica - afferma Armando Zambrano -, nel rispetto anche del parere del Consiglio di Stato, relative alle questioni più delicate del dpr che avevamo evidenziato in sede di audizione”.
 
Una serie di modifiche che dovrebbero essere accolte in sede di esame del decreto in un prossimo Consiglio dei Ministri. Un segnale di attenzione da parte del Ministero rispetto alle perplessità sollevate dai professionisti e alle difficoltà a dar seguito ad alcuni aspetti della norma.
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