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APPALTI

Aspetti sociali negli appalti pubblici, una Guida per le P.A.

Indicazioni per garantire la sostenibilità ambientale, sociale ed economica negli appalti di lavori e di acquisto di beni e servizi

Vedi Aggiornamento del 15/04/2013
14/08/2012 - È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la “Guida per l’integrazione degli aspetti sociali negli appalti pubblici” (Decreto 6 giugno 2012) del Ministero dell’Ambiente, che fornisce indicazioni operative sugli aspetti sociali nella definizione dei bandi di gara della Pubblica Amministrazione, per l’acquisto di beni e servizi e per l’esecuzioni di lavori.
 
L’attenzione agli aspetti sociali è indispensabile per poter garantire un concetto di “sostenibilità” che comprenda oltre alla sfera ambientale, quella sociale e quella economica, come richiamato in numerosi documenti dell’ Unione europea.
 
L’applicazione della Guida potrà essere valutata dalle stazioni appaltanti anche in ragione del “grado di rischio” di violazione dei diritti umani che si possono verificare nelle diverse catene di fornitura delle merceologie oggetto dell’appalto (tra i settori maggiormente a rischio il tessile e l’agro-alimentare).
 
Nel documento, per “criteri sociali” si intendono i criteri tesi a promuovere l’applicazione, lungo la catena di fornitura, degli standard sociali riguardanti i diritti umani e le condizioni di lavoro, riconosciuti a livello internazionale (ad esempio dalle Convenzioni dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro - ILO, su salute e sicurezza dei luoghi di lavoro, definizione del salario minimo, lavoro minorile, ecc.).
 
Le Pubbliche Amministrazioni, integrando i criteri sociali negli appalti pubblici, possono contribuire a migliorare il soddisfacimento dei diritti umani e le condizioni di lavoro lungo tutta la catena della fornitura, favorendo al contempo lo sviluppo del mercato dei prodotti realizzati rispettando tali diritti.
 
Trasparenza e tracciabilità della catena sono l’approccio indicato dalla Guida: tale approccio prevede la costruzione di un “dialogo strutturato” tra le Amministrazioni aggiudicatici e i relativi fornitori, attraverso il quale si sviluppa la dimensione della responsabilità sociale nell’ambito del settore degli approvvigionamenti pubblici.
 
Il dialogo strutturato ha gli obiettivi di migliorare la conoscenza relativa alle condizioni di lavoro e al rispetto dei diritti umani lungo la catena di fornitura e di permettere il monitoraggio dell’applicazione dei criteri sociali dell’appalto, compresa l’attivazione di eventuali meccanismi correttivi in caso di mancato rispetto degli stessi.
 
Inoltre, il quadro normativo vigente degli appalti pubblici prevede varie misure relative alla protezione sociale e alle condizioni di lavoro, come quelle relative alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e alla valutazione dell’adeguatezza del valore economico delle offerte rispetto al costo del lavoro . Il quadro normativo consente inoltre alle stazioni appaltanti la possibilità di chiedere particolari condizioni di esecuzione contrattuale che possono attenere ad esigenze di carattere sociale.
 
IL DIALOGO STRUTTURATO TRA AMMINISTRAZIONI E FORNITORI
 
Il dialogo si sviluppa attraverso varie attività, tra cui:
 
- informazione agli operatori economici: l’Amministrazione aggiudicatrice, con adeguato anticipo rispetto alla prevista prima applicazione dei criteri sociali, informa gli operatori economici circa la volonta’ di integrare i criteri sociali nelle proprie attivita’ contrattuali;
 
- inserimento di clausole contrattuali relative alla conformità a standard sociali minimi tra le condizioni di esecuzione contrattuale: l’Amministrazione aggiudicatrice inserisce specifiche clausole nel capitolato speciale e nel contratto di fornitura che riguardano gli impegni assunti dall’aggiudicatario relativi sia alla conformità agli standard sociali minimi lungo la catena di fornitura, sia al monitoraggio degli stessi;
 
- sottoscrizione di una “Dichiarazione di conformità a standard sociali minimi”: la dichiarazione (da allegare al capitolato e al contratto di fornitura) riporta l’assunzione di impegni dell’aggiudicatario verso il rispetto di standard sociali minimi lungo la catena di fornitura, e la collaborazione con l’Amministrazione aggiudicatrice per il monitoraggio degli impegni assunti;
 
- compilazione di un questionario di monitoraggio della conformità agli standard sociali minimi: nel corso della durata del contratto, l’Amministrazione invia all’aggiudicatario un questionario relativo al monitoraggio della conformità agli standard sociali minimi che è tenuto a compilare ed inviare all’Amministrazione entro congrui termini stabiliti dalla stessa;
 
- verifiche ispettive: l’Amministrazione effettua verifiche ispettive, o fa effettuare per proprio conto da soggetti specificatamente incaricati, finalizzate a monitorare il rispetto delle clausole contrattuali;
 
- azioni correttive: l’aggiudicatario potrà essere tenuto ad effettuare adeguate azioni correttive, che possono coinvolgere i sub-fornitori, di cui l’Amministrazione aggiudicatrice potrà chiederne l’attuazione entro i termini stabiliti dalla stessa; sarà tenuto a dimostrare che le clausole sono rispettate e a documentare l’esito delle eventuali azioni correttive effettuate;
 
- penalità: l’Amministrazione stabilisce penalità proporzionali alla gravità delle violazioni contrattuali inerenti la non conformità agli standard sociali minimi lungo la catena di fornitura, fino alla risoluzione del contratto.
 
 
Fonte: Governo.it
© Riproduzione riservata

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