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NORMATIVA

Operativo il decreto sui compensi professionali

di Paola Mammarella

Escluse spese, contributi e costi per gli eventuali ausiliari, obbligatorio il preventivo di massima

Vedi Aggiornamento del 22/01/2020
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28/08/2012 – È in vigore da giovedì scorso il DM 140/2012, che fissa i parametri per la definizione dei compensi dei professionisti da parte di un organo giurisdizionale.
 
Secondo il testo, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, la prestazione professionale si articola in quattro fasi: consulenza e studio di fattibilità, progettazione, direzione esecutiva e verifiche e collaudi.
 
Il compenso del professionista è dato dal valore dell’opera moltiplicato per il grado di complessità, la somma delle prestazioni eseguite e il costo economico dell’opera. Se la prestazione non rientra nelle categorie individuate dal decreto, il compenso è liquidato per analogia.

Il costo economico dell’opera è individuato in base al valore determinato dal mercato e al preventivo. Nel caso in cui i lavori siano già stati eseguiti, si fa riferimento anche al consuntivo lordo.

A sua volta, la complessità della prestazione è definita secondo la natura dell’opera, il pregio della prestazione, i risultati e i vantaggi per il cliente, ma anche in base all’urgenza.

Dopo aver determinato tutte queste variabili, l’organo giurisdizionale può aumentare o diminuire il compenso fino al 60 per cento rispetto a quello altrimenti liquidabile.
 
Tra i compensi del professionista non sono comprese le spese, comprese quelle concordate in modo forfettario, gli oneri e contributi dovuti a qualsiasi titolo, ma anche i costi degli ausiliari incaricati dal professionista stesso.

Il DM prevede inoltre l’obbligo per il professionista di presentare al cliente un preventivo di massima. In fase di liquidazione del compenso da parte di un organo giurisdizionale, non poter provare la presenza di un preventivo di massima costituisce infatti un elemento di valutazione negativa.

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