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Atapuerca: Il Centro de Recepción de Visitantes
ARCHITETTURA

Atapuerca: Il Centro de Recepción de Visitantes

di Valentina Ieva

Mata y Asociados e A3gm intervengono nei pressi del parco archeologico

25/09/2012 - Il Centro per l’accoglienza dei Visitatori realizzato dagli studi Mata y Asociados e A3gm si trova ad un chilometro dal paese di Atapuerca, nei pressi del famoso Parco Archeologico, riconosciuto patrimonio UNESCO nel 2000. Obiettivo principale del progetto è stato, pertanto, quello di creare un sistema di relazioni tra il complesso e l’ambiente circostante.

I progettisti hanno voluto attribuire a questa architettura una duplice lettura, a partire dalla sua presenza nel paesaggio fino alle funzioni destinate agli ambienti interni. Dall’accesso principale della struttura lo spazio si espande fino alle aree espositive e alla zona ristoro, rivelando uno scambio continuo tra nucleo interno dell’edificio e involucro esterno.

L’immagine che il volume realizzato suggerisce è la chiara manifestazione di una presenza monumentale che fa riferimento al paesaggio circostante e alle rovine del vicino parco archeologico, ma al tempo stesso è allusione all’intervento dell’uomo sugli elementi della natura. L’immagine che si percepisce, invece, all’interno dell’edificio è legata al movimento del flusso dei visitatori e degli scambi culturali.

La struttura, realizzata in cemento armato munita di grandi lucernari, dispone di una seconda pelle esterna in metallo, che avvolge il volume in calcestruzzo a mò di recinzione dalla trama irregolare: l’involucro metallico alleggerisce l’ingombro massivo interrompendosi in prossinità di spazi aperti, aperture e terrazze.

Per risolvere il problema dell’esigenza di parcheggio è stata creata un’area apposita che mimetizza l’ambiente naturale con elementi metallici metafora degli alberi, all’interno della quale la crescita di viti rampicanti andrà a mascherare sempre di più lo spazio.

Un sistema di purificazione biotecnologica delle acque è stato realizzato, in linea con i criteri di risparmio energetico e sviluppo sostenibile, nel letto di uno stagno poco distante dal Centro per l’accoglienza dei Visitatori, imitando il processo naturale di autopurificazione che avviene nei luoghi paludosi, attraverso il comportamento delle piante e di piccoli organismi. Il sistema è diventato anche parte integratante dell'intero percorso di visita del Centro.
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