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MERCATI

Costruzioni, Ance: Italia al riparo da bolla immobiliare

di Paola Mammarella
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Tra i motivi mancata caduta dei prezzi, nessun aumento del tasso di insolvenza e domanda stabile

Vedi Aggiornamento del 29/05/2013
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11/09/2012 – L’Italia non rischia nessuna bolla immobiliare. È quanto afferma la Direzione Affari Economici e Centro studi dell’Ance. Secondo il presidente Paolo Buzzetti, che ha riassunto i dati dello studio, il motivo sarebbe una domanda di abitazioni che non riesce ad essere soddisfatta per le condizioni restrittive di accesso al credito.  
 
Secondo i dati raccolti dallo studio dell’Ance, in Italia la crescita della popolazione e delle famiglie contribuisce a sostenere la domanda potenziale, evitando così l’abbassamento dei prezzi.
 
Allo stesso tempo, in Italia il livello di indebitamento delle famiglie è tra i più bassi. Ciò nonostante, sono sottoposte a un severo credit crunch, mentre il tasso di insolvenza è rimasto stabile rispetto al passato.
 
In base ad una stima Ance, nel 2011, solo il 27,1% degli scambi complessivi riguarda immobili di nuova costruzione. Il peso preponderante delle compravendite, cioè il 72,9%, è attribuibile ad abitazioni già in uso.  In una simile prospettiva, una eventuale ulteriore riduzione dei prezzi, generalizzata e non selettiva, potrebbe non essere risolutiva per una ripresa delle compravendite e ostacolare, addirittura, il processo di innovazione avviato da una parte significativa di imprese, che ha portato, in pochi anni, ad un notevole miglioramento qualitativo del costruito, dal punto di vista energetico, acustico e antisismico.
 
Un rischio che l’Italia non correrebbe perché, come si legge nello studio, a fronte dell’aumento dei nuclei familiari, si è assistito a una progressiva riduzione della produzione di nuove abitazioni. Più in generale, per quanto riguarda il problema dell’invenduto, in Italia tale fenomeno non risulta generalizzato ma caratterizza singole e ben definite realtà locali.
Confrontando il mercato italiano con quello di altri Paesi si vede inoltre che il problema dell’invenduto non è determinato dal default sui mutui.
 
Secondo l’Ance, però, il settore delle costruzioni ha comunque bisogno di misure in grado di garantirne la ripresa. Per questo ha proposto una serie di iniziative, come l’istituzione di un fondo di garanzia dello Stato per l’erogazione dei mutui, l’alleggerimento del costo fiscale nella fase di acquisto di aree e fabbricati destinati a nuova edificazione o a progetti di recupero, la riduzione del carico fiscale sulle compravendite, il riconoscimento integrale della detraibilità degli interessi passivi relativi al mutuo contratto dai contribuenti per l’acquisto dell’abitazione principale e la detassazione dell’Imu, per almeno per 3 anni dall’ultimazione della costruzione, sui fabbricati invenduti.
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