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NORMATIVA

Piano Casa Lazio, sotto accusa la nuova legge

di Paola Mammarella
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Avviato il contraddittorio con la Regione, Inu: mancati gli obiettivi per il rilancio e l’edilizia sociale

Vedi Aggiornamento del 31/03/2014
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25/09/2012 – Nuovi ostacoli per il Piano casa del Lazio. Dopo l’approvazione della Legge Regionale 12/2012, che proroga gli interventi fino al 31 gennaio 2015 e introduce modifiche alla versione del 2011, il Ministero dei Beni Culturali e l’Istituto nazionale di urbanistica muovono accuse di incostituzionalità al nuovo testo.
 
Dopo i rilievi pervenuti dall'Ufficio legislativo del Ministero per i Beni e le attività culturali, il Dipartimento per gli Affari regionali ha avviato il contraddittorio con la Regione Lazio. Una volta ricevute le argomentazioni della Regione, il Dipartimento sottoporrà una proposta di delibera al Consiglio dei Ministri.
 
Secondo quanto si apprende da fonti di agenzia, ad essere contestato sarebbe il consumo di suolo, ma anche la cancellazione della copianificazione tra Regione e Soprintendenze, l’abolizione della cabine di regia in collaborazione con il Ministero e i cambi di destinazione d’uso in deroga.
 
L’Inu, Istituto nazionale di urbanistica, in un comunicato ha espresso apprezzamento per la notizia della possibile impugnativa davanti alla Corte Costituzionale.
 
A detta dell’Inu, gli obiettivi del Piano Casa, in nome dei quali introdurre deroghe alle regole urbanistiche e paesistiche, erano la realizzazione attraverso l'iniziativa privata di interventi di edilizia sociale e il rilancio dell’attività edilizia. Al momento però, sottolinea l’Istituto nazionale di urbanistica, non sarebbe stato ancora adottato il regolamento che dovrebbe permettere gli interventi ai privati e non si conoscono i criteri per determinare i canoni. Allo stesso tempo, continua l’Inu, in deroga a piani e regole urbanistiche vigenti si può demolire un capannone di 15 mila metri quadri per farne abitazioni.
 
Per l’Inu, infine, dopo essere stata costretta a modificare la versione precedente della legge, la Regione avrebbe dimenticato il rispetto dei limiti di densità e superato le competenze dei Comuni.
 
Per conoscere le sorti della nuova legge regionale si dovrà quindi attendere l’esito del contraddittorio e la decisione del CdM.

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