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Governo del territorio, come innovarlo senza ridurre la complessità
URBANISTICA Governo del territorio, come innovarlo senza ridurre la complessità
AMBIENTE

Detrazione 55%, Ance: estenderla alla sicurezza antisismica

di Paola Mammarella

Rapporto Ance – Cresme: per la mancata prevenzione dal 1944 al 2012 danni pari a 242,5 miliardi di euro

Vedi Aggiornamento del 08/05/2013
10/10/2012 - Destinare parte dei proventi Imu alla soluzione del rischio sismico e idrogeologico, ma anche inserire il costo degli interventi per la sicurezza sismica tra quelli che usufruiscono del 55%. È la proposta dell’Ance, presentate ieri al convegno sugli effetti del rischio sismico e idrogeologico e basate su un rapporto redatto in collaborazione con il Cresme.
 
Le proposte dell’Ance
Come emerge dal rapporto Ance - Cresme, in Italia è mancata finora una seria politica di tutela del territorio, dovuta anche all’abusivismo e all’atteggiamento delle amministrazioni locali, che hanno visto nell’edilizia un sistema per fare cassa.
 
Uno dei problemi che impatta sulle politiche di prevenzione è la mancanza di risorse. Gli stanziamenti per il ministero dell’Ambiente finalizzati alla tutela del territorio sono diminuiti del 91% negli ultimi 5 anni e dei 2 miliardi di euro stanziati tre anni fa dal Cipe per la riduzione del rischio idrogeologico sono stati impegnati meno del 10% dei fondi. La stessa situazione è stata riscontrata per gli 800 milioni destinati alla messa in sicurezza delle scuole.
 
Per convogliare risorse, l’Ance ha quindi proposto la devoluzione di una percentuale dell’Imu, l’efficientamento dei tributi incassati dai Consorzi di bonifica e la finanza di progetto.
 
Per le situazioni maggiormente compromesse le risorse andrebbero impiegate per interventi di delocalizzazione urbana, che prevedano anche la demolizione e il trasferimento di volumetria. Gli interventi devono inoltre prevedere l’integrazione tra le varie tipologie di piano (urbanistico, paesaggistico, commercio) e tra i differenti livelli decisionali (comunale, provinciale, regionale).
 
Ance propone anche di inserire il costo degli interventi per la sicurezza sismica tra quelli incentivati dalla detrazione del 55%, oggi in vigore per il risparmio energetico, senza alcun limite massimo d’importo di spesa. Lo sgravio potrebbe essere utilizzato per un periodo di prova (dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2015) e poi prorogato dopo un’attenta valutazione degli effetti prodotti.
 
Ma non solo, perché l’Ance propone di escludere dal patto di stabilità interno gli enti locali che sostengono spese per la messa in sicurezza di scuole e territori.
 
I costi della mancata prevenzione
Se le risorse per la messa in sicurezza sembrano elevate, Ance sottolinea i costi della mancata prevenzione. Il costo complessivodei danni provocati in Italia da terremoti, frane e alluvioni,dal 1944 al 2012, è pari a 242,5 miliardi di euro, circa 3,5 miliardi all’anno.
 
I costi comprendono gli oneri statali per la realizzazione delle opere di ricostruzione, i contributi finalizzati alla ripresa economica e le agevolazioni di carattere fiscale e contributivo.
 
In base al rapporto Ance - Cresme, le aree a elevato rischio sismico sono circa il 44% della superficie nazionale. Le aree a elevata criticità idrogeologicarappresentano invece il 10%della superficie italiana.
 
Nelle aree ad elevato rischio sismico vivono 21,8 milioni di personee si trovano circa 5,5 milioni di edifici. Nelle aree ad elevato rischio idrogeologico, si trovano oltre 1,2 milioni di edifici. Tra questi particolarmente esposti al rischio sono i capannoni.

I commenti
Positivo il riscontro del Consiglio nazionale dei Geologi, che chiede al Governo le condizioni per la costituzione di una nuova Commissione di difesa del suolo e il varo di una nuova legge di governo del territorio.

Dello stesso avviso il Cnappc, Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, che propone di perimetrare come "zone zero" le aree a grave rischio idrogeologico o sismico, nelle quali  la situazione di degrado del patrimonio edilizio si accompagni a quella sociale, e creare un masterplan che abbia il compito di definirne esclusivamente le volumetrie ed i profili, indipendentemente dalla pianificazione già approvata, lasciando che le uniche regole siano: il consumo del suolo a zero, la sicurezza sismica, la passivazione degli edifici, il ciclo dei rifiuti risolto alla fonte, una mobilità alternativa, il risparmio idrico, il rispetto dei vincoli monumentali. In questa visione, gli oneri dovuti ai Comuni per gli interventi sarebbero destinati, in via esclusiva e fuori dal Patto di Stabilità, a risolvere le cause del dissesto idrogeologico e a ridisegnare gli spazi pubblici.

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