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PNRR, assegnati alle Regioni 7,5 miliardi di euro per infrastrutture ed edilizia
LAVORI PUBBLICI PNRR, assegnati alle Regioni 7,5 miliardi di euro per infrastrutture ed edilizia
AMBIENTE

Sentenza L’Aquila: progettisti solidali con i sismologi condannati

di Rossella Calabrese

Per ingegneri e architetti è più che mai urgente mettere in sicurezza il territorio e l'edilizia esistente

Vedi Aggiornamento del 16/04/2013
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26/10/2012 - “Non hanno allertato” la popolazione, anzi hanno “minimizzato” i rischi del terremoto, che poi è arrivato causando la morte di oltre 300 persone. Per questi motivi il Tribunale dell’Aquila ha condannato a sei anni di reclusione i membri della Commissione Grandi Rischi che parteciparono alla riunione del 31 marzo 2009, pochi giorni prima del terribile sisma del 6 aprile.
 
I sette componenti - Franco Barberi, Enzo Boschi, Mauro Dolce, Bernardo De Bernardinis, Giulio Selvaggi, Claudio Eva e Gianmichele Calvi - sono stati giudicati colpevoli di omicidio colposo plurimo e lesioni colpose e condannati a sei anni di carcere, interdizione perpetua dai pubblici uffici e 7,8 milioni di euro il risarcimento.
 
“Hanno ragione quelli che dicono che l’unico precedente a questa sentenza è quello di Galileo Galilei” è stato il commento del Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini. “In questa vicenda - ha aggiunto - è stata attribuita ad una valutazione scientifica un valore ordinativo. Questo è assurdo”. Clini poi si è augurato che la sentenza “venga ribaltata in appello”. Il Ministro ha spiegato di non voler polemizzare con la magistratura, ma “esiste un pericolo concreto di vedere condannate tutte le previsioni avanzate da parte degli scienziati”.
 
Solidarietà ai colleghi e ai professori della Commissione Grandi Rischi per la sentenza de L’Aquila è stata espressa da Armando Zambrano, Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri. Secondo Zambrano, “la sentenza apre scenari molto critici, per non dire drammatici, per tutto il sistema di coloro che, a vario titolo a livello istituzionale e non, si assumono continuamente forti responsabilità in tema di sicurezza. Ciò che è accaduto nel territorio aquilano va addebitato a chi ha ostacolato l'introduzione del certificato di vulnerabilità sismica dei fabbricati, la microzonizzazione idrogeologica e sismica del territorio e, più in generale, a chi, tacendo, si è di fatto opposto ad un processo di conoscenza della vulnerabilità in senso lato di edifici ed infrastrutture”.
 
Da tanto tempo - ha ricordato Zambrano - gli ingegneri italiani stanno lanciando un grido d’allarme sulla necessità di mettere in sicurezza il patrimonio edilizio esistente. Un patrimonio che risale, per oltre il 64%, agli anni 70 e quindi costruito non sulla base delle nuove norme antisismiche. Il CNI rilancia dunque sull’urgenza di avviare un piano di prevenzione e “messa in sicurezza” nazionale, che passi per l’obbligatorietà del certificato di vulnerabilità sismica dei fabbricati, la defiscalizzazione degli interventi di miglioramento o adeguamento sismico, per la stipula di polizze assicurative contro il rischio sismico.
 
Anche Inarsind, il Sindacato Nazionale Ingegneri e Architetti liberi professionisti, esprime solidarietà alla Commissione Grandi Rischi, composta da “esperti di fama internazionale dell’ingegneria sismica”. In attesa di conoscere le motivazioni della sentenza, per il Presidente di Inarsind, Salvo Garofalo “la decisione del Tribunale dell’Aquila, alla luce delle conoscenze tecniche e scientifiche attuali, appare incomprensibile, visto che nessuno al mondo è in grado di prevedere gli eventi sismici”. Da oggi in poi - prosegue il Sindacato - “scienziati e tecnici avranno serie difficoltà ad operare, compressi fra il procurato allarme e l’omissione dell’‘avviso di pericoli imminenti’” e non potranno più svolgere serenamente ed efficacemente compiti che implicano grandi responsabilità nel campo della sicurezza del territorio e delle costruzioni.
 
Inarsind punta il dito contro l’immobilismo della classe politica che, nonostante le leggi vigenti, non ha attivato una vera politica di prevenzione che tenga conto che in Italia il 44% del territorio, il 36% dei Comuni, 21.8 milioni di persone, 5.4 milioni di edifici, 10.7 milioni di abitazioni, 26 mila edifici pubblici strategici (prefetture, ospedali e scuole), 95 mila capannoni produttivi sono ad elevato rischio sismico.

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