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ARCHITETTURA

Théâtre Saint-Nazaire: una storia raccontata con l'Architettura

di Mauro Lazzarotto

Superfici di cemento scolpite e "tatuate" dal tempo e da K-architectures

08/10/2012 - Lo studio parigino K-architectures sta rapidamente guadagnando la ribalta internazionale e il Théâtre Saint-Nazaire, inaugurato lo scorso 8 settembre nell'omonima città sull'Atlantico, non potrà che velocizzare questo processo. Gli elementi distintivi dello studio fondato da Karine Herman e Jérôme Sigwalt vi si ritrovano tutti: una progettazione che punta a ridare all'Architettura il suo potere narrativo, partendo dall'incontro con un luogo, un territorio o, come in questo caso, un edificio.

A volte gli incontri sono particolarmente interessanti e l'edificio che accoglie questo teatro ha molto da offire, avendo vissuto davvero un periodo sfavillante. Si tratta di una vecchia stazione ferroviaria che ha ospitato alcuni dei commercianti più ricchi del mondo e i passeggeri dei grandi transatlantici. Durante la seconda guerra mondiale, l'edificio ha subito il pesante bombardamento che ha distrutto i due terzi della città, perdendo la grande galleria vetrata che accoglieva i visitatori.

Questo vuoto rimane anche nel restauro il principale vettore della storia del luogo. Per quanto riguarda le due ali superstiti, esse rimangono a segnare il fronte del nuovo spazio dedicato alla cultura ma mantengono la loro indipendenza. I progettisti non hanno mirato a "richiudere il cerchio" ma si sono mossi all'interno dello spazio riconoscendone le potenzialita e la storia, anzi le storie che era capace di raccontare. Il vuoto davanti al teatro diventa così a tutti gli effetti il primo spazio teatrale, con tanto di sipario (gli archi dell'ingresso) e di fondale (la nuova pelle del teatro).

Non è un caso che gli stessi elementi che "segnano" i pannelli di cemento all'esterno si ritrovino anche all'interno della sala pricipale, declinati e riletti in vari modi ma con un senso di grande continuità e unità. Forse una nuova concezione di "teatro totale" che non è tale perchè ogni elemento è progettato con una funzione precisa ma perchè ogni elemento, anche esistente, è riletto e reinterpretato per essere parte della narrazione.

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