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Sistemi per finestre Schüco per il Beda Weber di Merano

Stratificazione dei volumi architettonici e design ricercato per il più antico istituto superiore dell’Alto Adige

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09/10/2012 - Grazie ai sistemi per finestre Schüco il richiamo della tradizione si fonde con la contemporaneità, per un edificio all’avanguardia che valorizza allo stesso tempo la storia e la memoria del territorio altoatesino.

Fondato nel 1724, il Liceo Classico in lingua tedesca Beda Weber è il più antico istituto superiore dell’Alto Adige. In seguito all’ampliamento commissionato dalla Provincia Autonoma di Bolzano, è ora anche l’istituto scolastico che può vantare l’edificio più innovativo di tutta la regione, personificazione reale di un dialogo continuo tra antico e moderno.

Storia e architettura, tradizione e innovazione, passato e futuro si incontrano infatti nel Beda Weber di Merano, il cui ampliamento risponde a una fame di spazi che pressa l’istituto da diversi anni. In seguito all’annessione del liceo linguistico a quello classico infatti, il numero degli studenti del Beda Weber è raddoppiato e l’esigenza di spazi più idonei si è fatta sempre più incalzante. Il liceo necessitava quindi di una struttura più ampia e confortevole, in grado di assicurare spazi appropriati per favorire l’apprendimento, la maturazione psicologica e la socializzazione. Progettare un edificio scolastico è però un processo complesso, dove non si deve tener conto solamente dei volumi architettonici ma anche dei coefficienti illuminotecnici, particolarmente determinanti per lo speciale profilo di utenza a cui la struttura è destinata.

Il progetto, firmato dagli architetti Unterberger e Palla, riguarda la realizzazione di un nuovo edificio scolastico adiacente alla struttura già esistente che attualmente ospita l’Istituto Tecnico Industriale. A questa fase ormai conclusa, fruibile già dall’anno scolastico 2011/2012, ne segue una seconda che prevede invece la ristrutturazione dell’istituto tecnico.

Le forme architettoniche della nuova realizzazione si sviluppano su quattro piani, a cui vanno aggiunti altri tre livelli interrati per una cubatura complessiva di 20.722 m3. Oltre alle nuove aule per le lezioni, sono state realizzate anche alcune classi di sostegno, un’aula magna, una sala polifunzionale, una palestra interrata doppia e una galleria di collegamento tra la il nuovo edificio e quello che ospita l’istituto tecnico.

Complessivamente, la struttura fuori terra è composta da tre volumi: uno cristallino interpretato come base (piano terra e primo piano), uno compatto e regolare inframmezzato da elementi trasparenti e, infine, uno verticale traslucente destinato al corpo scala, che fa da collegamento agli altri due volumi. 

L’accesso alla palestra è stato reso indipendente per consentirne l’utilizzo da parte di associazioni sportive esterne anche in orario extra-scolastico. A questo fine sono state installate delle attrezzature degne di un vero e proprio fitness center, le quali consentono di valorizzare l’edificio non solo dal punto di vista architettonico ma anche dal punto di vista sportivo. La diversità stilistica dei due edifici, allineati a formare un tutt’uno ideale, diventa in questo caso variazione sul tema e il carattere di continuità con cui l’ampliamento è stato eseguito viene ulteriormente rafforzato dal dialogo che si instaura tra la nuova e la vecchia struttura grazie alla galleria di collegamento.

L’involucro esterno della realizzazione si fonde in maniera armoniosa con la natura, la cultura e la storia del territorio: materiali tradizionali come il calcestruzzo vengono infatti affiancati ad elementi più moderni, come il vetro e il fibrocemento. In questo modo si crea un gioco di spazi e di luci, dove la cristallina trasparenza del vetro si alterna con la traslucenza del fibrocemento e la solidità del calcestruzzo.

La stratificazione dei volumi, sia orizzontale che verticale, presenta inoltre un carattere innovativo con cifre stilistiche di rilievo tecnologico. Le forme sobrie e allo stesso tempo rigorose lasciano spazio infatti ad ampie vetrate continue, in grado di trasformare la luce naturale in elemento architettonico. L’armonioso equilibrio tra illuminazione naturale esterna e illuminazione artificiale interna consente così di assaporare la mutevolezza del tempo, rifuggendo ambienti anonimi e socialmente debilitanti.

Nell’edificio il richiamo all’intorno si fonde con la contemporaneità: il fronte rivolto verso la strada principale lascia intuire la compenetrazione dei volumi geometrici ed enfatizza la simmetria delle componenti finestrate Schüco, l’azienda leader nei sistemi per facciate scelta dai progettisti per questa realizzazione.

I sistemi per finestre Schüco sono perfetti in tutte le situazioni in cui si prospettano particolari esigenze di design. Grazie alle loro caratteristiche, la luce naturale diviene protagonista della struttura occupando un ruolo primario nell’intera progettazione. Le fonti luminose si fondono infatti con armonia ed eleganza, consentendo una compenetrazione tra architettura e territorio, mentre i diversi scorci prospettici mettono in rilievo i tagli architettonici e i giochi di volume, scoprendo asimmetrie e sequenze particolari.

Tutto lo spazio è misurato con classica eleganza e le linee, leggere ma allo stesso tempo austere, creano un senso di appartenenza e partecipazione, per un eco vagamente post-moderno che non scade nell’eccesso di figurazione storica ma, al contrario, esalta la valenza architettonica della struttura.

I sistemi Schuco: facciate FW 50+.HI, apribili AWS 102 PAF, finestre a battente AWS 70 BS.HI, finestre a bilico AWS 70.HI, porte ADS 70.HI sono stati scrupolosamente installati dalla ditta Kaser di Varna, BZ.


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