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Condono e tutela del territorio, doppia partita in Senato

Condono e tutela del territorio, doppia partita in Senato

Riapertura della sanatoria edilizia fino al 31 dicembre 2012 e prevenzione del rischio idrogeologico in Commissione Territorio e Ambiente

Vedi Aggiornamento del 25/03/2015
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 25/03/2015
30/10/2012 - Condono e prevenzione del rischio idrogeologico. Su questi argomenti diametralmente opposti si aprono oggi i lavori della Commissione Territorio, ambiente e beni ambientali del Senato.
 
La Commissione è infatti impegnata da una parte nell’esame del ddl 3134 presentato dal senatore Nitto Palma, che propone la riapertura del condono 2003 fino al 31 dicembre 2012, in modo da sbloccare la situazione della Campania (Leggi Tutto).
 
Sul versante opposto si pone l’esame del ddl 2644 per la messa in sicurezza del territorio nazionale.
 
Riapertura del condono
Il disegno di legge allo studio della Commissione Territorio propone la modifica del DL 269/2003, riaprendo fino al 31 dicembre 2012 i termini del condono edilizio per gli abusi commessi fino al 31 dicembre 2003 ed estendendo la sanatoria agli abusi sui beni ambientali e paesistici.
 
Secondo il primo firmatario, Nitto Palma, la norma risolverebbe la situazione creata in Campania dalla sentenza 49/2006 della Corte Costituzionale che, annullando la LR10/2004, ha reso inapplicabile nella regione il condono del 2003, consentendo la demolizione di poche costruzioni, mentre la maggior parte degli edifici abusivi è rimasto in piedi.
 
La proposta ha già destato un’ondata di proteste (leggi tutto). In particolare, Legambiente ha avviato una raccolta firme per fermare l’iter del disegno di legge, che può essere sottoscritta sul sito dell’associazione o su twitter (#nocondonoedilizio). Per il presidente Vittorio Cogliati Dezza, “il Paese ha bisogno di interventi di messa in sicurezza del territorio, di risanamento ambientale, di riqualificazione del patrimonio edilizio, il contrario della politica dei condoni, che ogni volta produce nuovo abusivismo, moltiplica i cantieri illegali, saccheggia ed espone a nuovi rischi i territori”.

Secondo il Cnappc, “la sola ipotesi di ricorrere ad un nuovo condono edilizio appare semplicemente scellerata - mentre “la strada da intraprendere è un vero e proprio progetto di salvaguardia ambientale e paesaggistica, basato sul principio imprescindibile che la cultura ed il paesaggio sono delle risorse fondamentali”. Per questo motivo il Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, auspica che “Parlamento e Governo impediscano iniziative contraddizione con il diffuso bisogno di legalità e con la qualità dell’ambiente”.
 
Prevenzione del rischio idrogeologico
Punta invece sugli incentivi alla riqualificazione e alla messa in sicurezza il disegno di legge per la prevenzione del rischio idrogeologico.
 
Il testo prevede infatti una detrazione Irpef del 41% sulle spese di ristrutturazione edilizia, nel limite di 78 mila euro, sostenute per l’adozione di misure antisismiche e di mitigazione del rischio da frana e da alluvione nelle aree a rischio idrogeologico e idraulico elevato e molto elevato.
 
Nelle aree diverse da quelle a rischio idrogeologico e idraulico elevato e molto elevato, i bonus fiscali seguirebbero invece quelli delle ristrutturazioni edilizie. Agli interventi di messa in sicurezza entro i 48 mila euro verrebbe quindi riconosciuta una detrazione del 36%.
 
L’attenzione alla messa in sicurezza del territorio è stata recentemente confermata dal Governo. Il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini a fine settembre ha annunciato la presentazione del Piano nazionale per la manutenzione e la messa in sicurezza del territorio dai rischi idrogeologici e sismici”, che individuerà anche gli strumenti finanziari per far sì che la prevenzione possa prendere il posto della logica dell’emergenza (Leggi Tutto).
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