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NORMATIVA

Condono edilizio, la maggioranza riprova a riaprire i termini

di Rossella Calabrese
Commenti 20507

La proposta di Nitto Palma PdL: riaprire fino al 31 dicembre 2012 il condono 2003 per sbloccare la situazione della Campania

Vedi Aggiornamento del 23/01/2014
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26/10/2012 - In Commissione Territorio e Ambiente del Senato si torna a discutere di condono edilizio.
 
Nella seduta di mercoledì scorso è stato presentato un nuovo disegno di legge, il ddl 3134 proposto dal senatore PdL Nitto Palma, che va a sostituire il ddl 2020, presentato nel 2010 dai senatori PdL Carlo Sarro e Vincenzo Nespoli (leggi tutto), nel frattempo ritirato.
 
Cambiano i testi delle proposte di legge ma il contenuto è sempre lo stesso: si chiede di modificare il DL 269/2003 sul condono edilizio riaprendo fino al 31 dicembre 2012 i termini - scaduti il 10 dicembre 2004 - per la presentazione delle domande di sanatoria degli abusi commessi fino al 31 dicembre 2003, ed estendendo la possibilità di condono alle violazioni sui beni ambientali e paesistici.
 
Come accaduto per le precedenti proposte di legge, anche questa volta l’obiettivo è quello di risolvere il blocco del condono edilizio del 2003 in Campania, determinatosi a seguito della sentenza 49/2006 con cui la Corte Costituzionale ha bocciato la LR 10/2004 della Campania, rendendo inapplicabile in tale Regione il DL 269/2003, che avrebbero permesso la sanatoria edilizia delle abitazioni abusive.
 
“Il Parlamento - ha affermato il senatore Nitto Palma - non può ignorare le dimensioni rivestite dal fenomeno dei manufatti abusivi che si ritengono da abbattere, pari a quasi 60.000. Tanto più che questo fenomeno è stato sinora affrontato in modo ipocrita demolendo qualche costruzione all’anno e lasciando in piedi tutte le altre in violazione dei più elementari principi di giustizia e di pari trattamento”.
 
“La sanatoria edilizia - ha aggiunto il senatore PdL Franco Orsi - farebbe affluire risorse alle casse pubbliche per un importo stimato di circa 4 miliardi di euro da destinare comunque alle opere di riassetto urbanistico”. “Il testo in discussione - ha precisato il senatore IdV Aniello Di Nardo - non reca assolutamente un nuovo condono, ma mira soltanto ad assicurare la parità di trattamento dei cittadini in ordine al rilascio in sanatoria del titolo edilizio” dopo la bocciatura della Consulta.
 
Contrari al provvedimento si sono dichiarati Vincenzo De Luca e Francesco Ferrante del PD. Quest’ultimo ha rilevato che il ddl, pur essendo rivolto alla Campania, riaprirebbe fino al 31 dicembre 2012 i termini del condono edilizio su tutto il territorio nazionale. Inoltre, secondo Ferrante, essendo difficile verificare la data a cui risale il singolo abuso, il disegno di legge sanerebbe anche opere abusivamente realizzate tra il 2003 e il 2012.
 
Al ddl 3134 i senatori possono presentare emendamenti e ordini del giorno entro le ore 15 di oggi 26 ottobre 2012. Il testo tornerà all’esame della Commissione la prossima settimana.
 
LE REAZIONI
“È il sedicesimo tentativo da gennaio 2010 di riaprire i termini del condono edilizio del 2003. Una vera vergogna, che il Parlamento deve impedire”. Così il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza sul disegno di legge Nitto Palma.
 
“Il movente dei senatori campani è sempre lo stesso, commenta Cogliati Dezza: intervenire sulla legge nazionale, prorogando i termini del condono del 2003, per aggirare la legge regionale campana del 2004 che rende insanabili gli immobili abusivi in aree vincolate, e impedire le demolizioni disposte dalla magistratura”.
 
Secondo il Rapporto Ecomafia 2012 di Legambiente, sono almeno 258.000 gli immobili abusivi sorti tra il 2003 e il 2011, per un fatturato complessivo stimato in 18,3 miliardi di euro. Il Rapporto riporta, inoltre, 6.662 infrazioni nel ciclo del cemento nel 2011, cioè 18 reati accertati al giorno, e 1964 sequestri effettuati tra immobili e pertinenze. Nelle Regioni Campania, Puglia, Calabria e Sicilia si registra il 45,7% delle infrazioni complessive.
 
Legambiente chiede al Governo di contrastare questa proposta legislativa “anche per coerenza con il disegno di legge Catania sul consumo di suolo” che - ricordiamo - punta a valorizzare le aree agricole e a favorire il recupero del patrimonio esistente anziché la realizzazione di nuove costruzioni (leggi tutto).
 
Ma un condono sarebbe in contrasto anche con lo spirito delle recentissime iniziative legislative del Governo volte a riscrivere tutte le disposizioni vigenti in materia di edilizia e di urbanistica per rendere più sostenibili le trasformazioni del territorio (leggi tutto).
© Riproduzione riservata

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Altri commenti
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Carlo di L'aquila

Secondo il mio parere è giusto che si faccia una sanatoria per poter legalizzare definitivamente il vecchio condono,in quanto la normativa vigente non regola bene le domande pendenti di sanatoria che sono in essere. Bisognerebbe fare una norma che consenta al cittadino di sapere quello che può fare e quello che non può fare, evitando che gli amministratori possano decidere arbitrariamente e non per i soliti canali preferenziali della coscienza o della conoscienza.

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Carlo di L'Aquila

Secondo il mio parere è giusto che si riapre il condono per poter sanare tutto ciò che è rimasto sospeso, in quanto la normativa vigente non è molto chiara. Ci sono troppi escamotage, invece facendo una legge seria dove il cittadino sa bene quello che si può fare o meno, senza pendere alle coscienze o alle conoscienze degli amministratori.

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Cosimo Facchini

Visto che servono soldi , perche' non si estende il condono agli abusi commessi fino Dic. 2011, invece che fino al 31/12/2003 ?

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arch.ale.tribuna@awn.it

L'idea di un nuovo condono non mi entusiasma affatto, però come si fà a non tenere in considerazione un cosi gran numero di edifici "abusivi" ...direi.. dove ereano le istituzioni, a controllo del territorio, nel momento in cui vi erano cenni di iniziative edilizie non autorizzate? concludo...la soluzione certo non può essere la completa demolizione di tutto e di tutti... anche perchè difficile e riportare un territorio cementificato ha zone verdi e parchi cosi per come erano originariamente (poi dove sono i soldi)...aggiungo sarebbe opprotuno..3 fasi operative:1° un maggior controllo del territorio, evitare futuri nuovi condoni infligendo anche maggiori sanzioni a chi commette abusi e viene trovato in flagranza di reato, ed eventualmente demolire subbito l'abbuso al suo sorgere come l'erba cattiva;2° adeguare, quanto più possibile gli edifici realizzati abusivamente, alle normative vigenti soprattutto quella sismiche, di decoro etc;3° creare un sistema di rottamazzione come per le auto e/o elettrodomestici

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arch. Alessandro Tribuna

L'idea di un nuovo condono non mi entusiasma affatto, però come si fà a non tenere in considerazione un cosi gran numero di edifici "abusivi" ...direi.. dove ereano le istituzioni, a controllo del territorio, nel momento in cui vi erano cenni di iniziative edilizie non autorizzate? concludo...la soluzione certo non può essere la completa demolizione di tutto e di tutti... anche perchè difficile e riportare un territorio cementificato ha zone verdi e parchi cosi per come erano originariamente (poi dove sono i soldi)...aggiungo sarebbe opprotuno..3 fasi operative:1° un maggior controllo del territorio, evitare futuri nuovi condoni infligendo anche maggiori sanzioni a chi commette abusi e viene trovato in flagranza di reato, ed eventualmente demolire subbito l'abbuso al suo sorgere come l'erba cattiva;2° adeguare, quanto più possibile gli edifici realizzati abusivamente, alle normative vigenti soprattutto quella sismiche, di decoro etc;3° creare un sistema di rottamazzione come per le auto e/o elettrodomestici.


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