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NORMATIVA

Condono edilizio, salta la discussione in Senato

di Rossella Calabrese

Cancellato dal calendario dell’Aula il disegno di legge Nitto Palma per la Campania

Vedi Aggiornamento del 05/06/2013
Commenti 9505
31/10/2012 - Archiviata anche stavolta la proposta di riaprire i termini del condono edilizio.

L’Aula del Senato non esaminerà il disegno di legge 3134 presentato da Francesco Nitto Palma (PdL) che proponeva di riaprire fino al 31 dicembre 2012 i termini - scaduti il 10 dicembre 2004 - per presentare domanda di sanatoria degli abusi commessi fino al 31 dicembre 2003 e di estendere la possibilità di condono alle violazioni sui beni ambientali e paesistici, per sbloccare la situazione in Campania (leggi tutto).

Ieri i senatori PD, IdV e Lega hanno chiesto e ottenuto la cancellazione dal calendario dell’Aula della discussione del provvedimento, prevista per oggi 31 ottobre.

La decisione di accantonare il ddl 3134 segue il parere contrario del Governo sul provvedimento espresso ieri dal sottosegretario all’Ambiente, Tullio Fanelli in Commissione Territorio e Ambiente.

Secondo Fanelli non esiste alcuna disparità di trattamento nei confronti dei cittadini della Campania, poiché i “rigorosi limiti all’ambito applicativo del condono”, lamentati da chi propone la riapertura dei termini, non sono contenuti nella legge regionale 10/2004 della Campania (dichiarata illegittima dalla Consulta) ma direttamente nel DL 269/2003 che consente la sanatoria degli abusi commessi dopo l'imposizione dei vincoli solo in ipotesi limitatissime. Inoltre, ha sottolineato Fanelli, il disegno di legge si porrebbe in diretto e aperto contrasto con il principio fondamentale della tutela del paesaggio di cui all’articolo 9 della Costituzione.

Deluso il promotore del disegno di legge, Nitto Palma, che ha dichiarato: “ogni forza politica si assumerà le proprie responsabilità di fronte alla popolazione campana, già penalizzata per non aver potuto usufruire del condono edilizio applicato sul resto del territorio nazionale, a causa di due leggi regionali successivamente bocciate dalla Corte costituzionale, quando ormai erano scaduti i termini per richiedere il condono. Il Governo - ha proseguito Palma - avrebbe dovuto mantenere un atteggiamento neutrale sul provvedimento, dal momento che all’Emilia-Romagna, dopo il terremoto, è stata consentita la sanatoria dei manufatti abusivi”.

“Consideriamo la cancellazione dal calendario dell’aula del Senato del ddl Nitto Palma sul condono edilizio una grande vittoria del Partito Democratico. Con la scusa della regolarizzazione in Campania, infatti, il disegno di legge riapre di fatto, per tutto il territorio nazionale, i termini del condono del 2003 con l’estensione anche alle violazioni perpetrate ai danni dei beni ambientali e paesaggistici. Come abbiamo denunciato dal principio, si tratta per il Pdl di una vera e propria coazione a ripetere in materia di sanatoria edilizia, che pure stavolta è stata sventata grazie all’impegno nostro e a quello della società civile e dei media”. Lo dicono i senatori del Pd Francesco Ferrante e Roberto Della Seta.
 
“Vittoria di civiltà e di buon senso” è stato il commento del Presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza. “Siamo molto soddisfatti per l’esito di questa vicenda - ha continuato Cogliati Dezza - e ringraziamo tutti coloro che hanno aderito al nostro appello e sostenuto le motivazioni della legalità e della sicurezza per il bene di tutto il Paese. Certo noi continueremo a vigilare, nella speranza però che nessuno abbia il coraggio di riproporre un condono tombale per la diciassettesima volta in questa legislatura”.

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Altri commenti
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I told my grmehaotdn

I told my grmehaotdnr how you helped. She said, "bake them a cake!"

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Carlo di L'Aquila

Secondo il mio parere è giusto che si faccia una norma chiara e samplice per poter sanare tutto ciò che è rimasto sospeso, anche nei casi in cui i cittadini pur avendo regolarmente pagato tutti gli oneri dovuti non vedono legalizzata la loro posizione. Le norme vigenti non regolano il da farsi in quanto il cittadino allo stato attuale dipende dalla coscienza e dalla conoscienza degli amministratori e non dalla legge che difetta nel regolamento.