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PROFESSIONE

Architetti contro il ddl 1865 sulle competenze dei geometri

di Rossella Calabrese

Il Presidente del Consiglio Nazionale Architetti Freyrie: ‘‘anacronistico estendere le competenze di una categoria a danno di un’altra’’

Vedi Aggiornamento del 12/04/2013
05/10/2012 - “Ribadiamo il nostro parere assolutamente contrario al ddl 1865 attualmente in discussione al Senato che, senza fondamento alcuno, estende indebitamente le competenze progettuali dei geometri e dei periti, consentendo loro di occuparsi anche di progettazione architettonica”.
 
È tranchant il commento di Leopoldo Freyrie, Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, sul disegno di legge 1865 relativo alle competenze professionali dei geometri, al centro della mobilitazione degli ultimi giorni (leggi tutto).
 
Nel corso dell’audizione sul ddl 1865 in Commissione Lavori Pubblici del Senato, Freyrie ha dichiarato: “Nel momento in cui la crisi ci spinge ad essere ancora più competitivi in termini di qualità dei servizi offerti ai cittadini, favorendo, tra l’altro, la cooperazione tra i professionisti, ci sembra del tutto anacronistico proporre norme che, contro le indicazioni comunitarie, estendono le competenze di una categoria a danno di un’altra”.
 
“Così come anacronistici e del tutto inutili - ha aggiunto il Presidente del Cnappc - si sono dimostrati tutti i tentativi di forzare la definizione di ‘modesta dimensione’ di una costruzione: negli ultimi 50 anni tutto ciò ha prodotto, da un lato, un enorme spreco di giurisprudenza, dall’altro non pochi scempi edilizi. Altrettanto evidente è poi la non ‘economicità legislativa’ di un intervento come quello proposto, che entra nello specifico di materie propriamente tecniche che dovrebbero, invece, essere risolte in tavoli di concertazione inter-professionali”.
 
Una netta opposizione, dunque, alla proposta di legge che è stata rimessa all’ordine del giorno della Commissione Lavori Pubblici del Senato proprio dopo la mobilitazione del geometri. E a nulla pare essere servita l’apertura dei senatori, dichiaratisi disponibili ad apportare al disegno di legge le modifiche utili per renderlo condivisibile dagli Ordini professionali di ingegneri e architetti.
 
“Le nuove competenze che si vorrebbero estendere a geometri e periti - ha proseguito Freyrie - non hanno riscontro in alcun paese dell’Unione Europea, poiché gli interventi riguardanti l’architettura e il paesaggio - e le direttive comunitarie su questo aspetto sono chiarissime - devono essere realizzati da professionisti che abbiano svolto idonei studi universitari. Ed è proprio la normativa europea ad attribuire agli architetti - formati negli specifici settori e in maniera adeguata - le attività professionali relative alla progettazione architettonica, strutturale, paesaggistica, conservativa ed urbanistica”.
 
A tutto questo, Freyrie ha aggiunto che “il recepimento e l’attuazione di nuovi titoli professionali - in contrasto con le competenze previste per la categoria professionale degli architetti - provocherebbero un aperto contrasto tra la normativa nazionale e quella europea”. La strada da percorrere, secondo gli architetti italiani, è quella indicata dal Dpr 137/2012 attuativo della Riforma delle Professioni che “supera il problema delle competenze e promuove, invece, l’integrazione professionale e interprofessionale con l’istituzione di nuove forme societarie”.
 
Per tutti questi motivi il Consiglio Nazionale degli Architetti propone di emendare il disegno di legge sostituendolo con un unico articolo che istituisca, presso il Ministero della Giustizia e di concerto con il Ministero delle Infrastrutture, un Tavolo delle Competenze a cui partecipino i rappresentanti dei Consigli Nazionali delle Professioni dell’area tecnica. Tavolo che, al 31 dicembre di ogni anno, rediga delle linee guida di interpretazione e di aggiornamento delle competenze professionali - anche sulla base delle novità legislative intervenute - nel rispetto delle Direttive e politiche comunitarie che dovrebbero poi essere emanate mediante Decreto Ministeriale.
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Altri commenti
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aronne

sono geometra e ho fatto i tecnico comunale all'urbanistica ed edilizia privata per 25 anni e vi assicuro che nessuno "è imparato" ci sono laureati ingegneri e architetti che fanno delle cose da accapponare la pelle e geometri e periti che sarebbe meglio mandare in cantiere come manovali, ma ci sono anche, in tutte le categorie tecnici diplonati o laureati che sanno veramente fare il loro mestiere. Quindi le datribe fra categorie, secondo me, nascono da quelle persone che non sono all'altezza della situazione e che si trincerano dietro pretestuore gelosie.

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Enrico

Agli Arc. dovrebbe essere lasciata la sola competenza dell'arredamento di interni, in quello sono capaci, nella progettazione vera e propria no seri dubbi dovuti a 23 anni di esperienza nel settore. Per chiarezza non sono Geom., sono Per. Ind. Capotecnico Meccanico vecchio ordinamento quindi non sono nemmeno Per. Edile, mi occupo di progettazione impiantistica, termotecnica, antincendio, risparmio energetico e progettazione strutturale energetica (calcoli trasmittanze ecc) sono quindi indipendente dai Geom., dai Per. Ed. e dagli Arch. e come detto sopra credo che gli unici veri competenti siano gli Ingegneri. La guerra tra competenze dei Geom e Arch è solo guerra tra poveri. Le "cose" le deve fare chi le sa fare e non è certo un pezzo di carta laurea o diploma che da le competenze, queste, se uno c'è portato naturalmente, con una buona base di studi, si acquisiscono sul campo, con l'esperienza.

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Ing.

La figura dell'architetto italiano potrebbe tranquillamente essere sostituita dall'ottima figura dell'Ingegnere edile-architetto, la quale comprendendo sia le potenzialità calcolo-strutturali che quelle progettuali-architettoniche riesce a completare una progettazione (impianti compresi) a 360°. Il tutto verrebbe complementato in fase topografico-catastale e direzione-cantiere dagli ottimi geometri. Fine delle liti eterne sulle competenze professionali.

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Marilena

Ma cosa c'entrano i periti industriali in questo discorso? Non mi sembra sia una categoria interessata al tema! Solo voglia di commenti gratuiti per pochezza di argomenti. Invece riprendo il commento di Nicola: lui è l'esempio emblematico di chi ha esperienza in entrambi i settori e può veramente esprimere un giudizio obiettivo! Al di là delle polemiche, credo siano parole sante le sue!

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Italo

Qua c'è chi parla di studenti svogliati e disinteressati degli ITG che non sarebbero in grado a quell'età di recepire i programmi scolastici e non sarebbero in grado di mettersi nel mondo del lavoro. Nessuno però parla di tanti, tanti laureati (specie in architettura) che stanno parcheggiati in facoltà per dieci anni e oltre, solo perchè la famigliola sta dietro le spalle a pagare le tasse universitarie per anni e anni... alla fine la laurea te la tirano dietro per forza, pur di farti uscire a 35 anni fuori a cercar lavoro. Ecco, tanti di quegli architetti che si lamentano sulla questione in oggetto sono proprio quelli. Brucia vedere geometri diplomati a 19 anni che già a 21 anni dopo il tirocinio sono dei professionisti di ottimo livello perfettamente inseriti nel mondo del lavoro, mentre laureati in architettura di oltre 35 anni ancora devono affrontare la prima esperienza professionale magari in studi di geometri! Frustrante, vero?

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beatrice

Sono architetto, e in passato ho anche insegnato come supplente all'istituto per geometri, per cui conosco benissimo i programmi di disegno, tecnologia, costruzioni, e il modo in cui vengono svolti e recepiti. L'idea che questi ragazzi, svogliati e disinteressati come quasi tutti gli studenti delle superiori (scuola dell'obbligo)salvo rare eccezioni, appena diplomati dopo solo due anni di tirocinio, possano PROGETTARE le stesse cose che possiamo fare noi, è semplicemente ASSURDA! Noi siamo abilitati a insegnare a loro (non viceversa!) Invito tutti i geometri che parlano di "qualche esame" a informarsi, personalmente ho dato 30 esami (vecchia laurea quinquennale), più la tesi con il massimo dei voti e l'esame di stato, e tutto questo è costato un bel pò di sacrifici anche economici, visto che ero fuori sede. Ma perchè non vi iscrivete anche voi? ...no eh, sono più facili le scorciatoie in Italia, vero? Vi invito anche a chiedere a vostri vecchi colleghi poi laureatisi, ne conosco parecchi sia arch. che ing., e nessuno si sogna di dire che da laureati hanno la stessa preparazione che da diplomati! Per quanto riguarda il discorso "abbiamo sempre progettato tutto, perchè non possiamo più farlo?", semplicemente perchè la formazione deve essere sempre più elevata e specializzata. Nel dopoguerra di laureati ce n'erano pochissimi, poi via via sono aumentati di numero. Anche per fare il maestro elementare bastava il diploma di istiuto magistrale, ora occorre la laurea; per fare l'infermiera c'erano corsi brevi, ora occorre una laurea triennale, e così via in molti settori. Ma questo è l'unico settore in cui invece di richiedere maggiore formazione addirittura si pensa di AUMENTARE le competenze per chi ha la formazione più bassa! Incredibile...!

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Nicola

sono geometra poi laureato architetto, è stucchevole questa diatriba e ancora di più le affermazioni di molti geometri superficiali come la loro formazione culturale! spesso i geometri che parlano non hanno neppure idea di cosa vuol dire fare più di 40 esami in 5 (o più) anni...tra progettazione...restauro..storia dell'architettura...urbanistica...scienza delle costruzione....certo all'universita (serie) oltre che nozioni che spesso si dimenticano insegnano un'approccio mentale metodologico nell'affrontare problemi legati al costruire...un geometra finchè non ci sbatte la testa non capirà neppure di cosa sto parlando!!...fidatevi di uno che è tutti e due!!...c'è spazio per tutti, le professioni si staano specializzando che a meno che non fate una bifamiliare..servono l'architetto...il geometra...l'impiantista...l'ingegnere, e spesso gli architetti sono stati formati all'università per lavorare in equipe! E corretto che i geometri faciano più topografia, catasto rilievi e lascino la progettazione agli architetti!! e per cortesia non generalizziamo ci sono architetti bravi e alcuni molto meno...siamo in Italia sappiamo che laurearsi in atenei diversi può cambiare drasticamente la qualità e la professionalità!! cosa c'è dietro la progettazione, approccio culturale, interdisciplinare, studio tipologico, storia dell'architettura...un geometra manco lo sà....poi c'è qualche volenteroso che si fa una formazione da sè ma che non potrà mai sopperire una preparazione universitaria...invito i geometri che traggono conclusioni semplicistiche ad andare ad ascoltare qualche lezione all'università...forse vedranno solo la punta dell'iceberg!!...a me i corporativismi non interessano...ma ognuno deve fare il proprio lavoro sempre al meglio e con la massima preparazione possibile...al di fuori dell'Italia è molto diverso...in Europa la qualità architettonica è decisamente superiore...primo andateci in europa...secondo chiedetevi perchè!!

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Tito Lucchina

Personalmente, ritengo che ogni presa di posizione (a favore o contro) dovrebbe basarsi, prim'ancora che sulla polemica, sulla conoscenza, ovvero su "che cosa" di cui qui si discute. Geometri e Architetti esercitano professioni molto simili, ma sostanzialmente diverse: il paradosso merita un chiarimento. Se da un lato è evidente che gli architetti debbono poter primere competenze maggiori in ragione di un backgroud universitario, comunque superiore al nostro, dall'altro dovrebbero riconoscere che, almeno per alcune peculiarità, l'esercizio di specifiche attività andrebbe lasciato in via esclusiva alla ns. categoria, sia per formazione scoltastica che post-professionale: ritengo per esempio che topografia, estimo e conservazione del catasto sottendano preparazione ed esperienza precipue dei Geometri. D'altro canto, non possiamo negare che la definizione di "progettazione architettonica" (intesa quale insieme di attività: composizione, analisi dei caratteri tipologici, approccio al sito e filosofia di progetto) sia competenza sottile e complessa che andrebbe lasciata loro. Il paesaggio urbano medio italiano è costellato, da un lato, di buone casette unifamiliari di modesta ma apprezzabile edilizia, dall'altro di casermoni alveare o costruzioni paesaggisticamente discutibili frutto più di gestualità del momento, che di ricerca formale e architettonica. Insomma, non sono i Geometri che hanno progettato il quartiere Zen di Palermo, ma nemmeno sono gli Architetti che hanno progettato casette e palazzine con forme (e colori) talvolta al limite dell'imbarazzo. Per concludere, la differenza sostanziale è che noi (Geo) ci occupiamo di EDILIZIA, loro di ARCHITETTURA: cambia la portata. Beninteso: non è possibile "normare" nè il buon senso, né la cultura del progetto né la sensibilità: ci saranno sempre Geometri buoni progettisti e Architetti pasticcioni, ma anche viceversa, indipendentemente dalle competenze che ognuna delle categorie pretende di accreditarsi.

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FRANCESCO ANTONIO

noi geometri non siamo secondi a nessuno, abbiamo progettato per anni ed ora vogliono toglierci tutte le competenze, vado fiero di essere geometra un pò meno del fatto che ci vogliono togliere tutto ma ci fanno pagare oltre 3000 € di contributi il doppio rispetto agli ingegneri e gli architetti e se vogliamo dare ad ognuno le sue competenze allora mi spiegate cosa sanno di mappe e di catasto? tra i miei clienti ho ingegneri e architetti che di rilievi topografici e accatastamenti non ne capiscono niente eppure se ne occupano rubando a noi clienti, come la mettiamo?

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Enrico

Mi sembra strano che proprio gli Arch. stiano attenti alle competenze altrui, quando sono loro i primi ad invaderle, sono un Per. Ind. mi occupo di Progettazione impiantistica, collaboro con molti studi tecnici, Ing. Arch. Geom., ovviamente non di tutta l'aerba un fascio, competenti e/o incompetenti vi sono da tutte le parti, purtroppo devo dire che la professionalità e competenza degli Arch. è molto limitata, direi piuttosto che sono degli stravaganti artisti alla ricerca di una sua collocazione, tecnicamente è molto meglio un Geom., ninte da dire sugli Ing., gli Arch sono in genere presuntuosi ed alla ricerca spasmodica dell'originalità, fanno un bel disegnino e poi tocca agli altri veri progettisti a realizzarlo, farlo stare in piedi e farlo funzionare. Per le competenze vorrei anche evidenziare che gli Arch. fino ad un po di tempo fa in sostanza NON facevano fisica tecnica, l'anno inserita solo da poco e superficialmente, se ne fa molta di più all'ITI, infatti, giustamente, NON sono abilitati agli impianti salvo che questi non siano di potenza inferiore a 35 kW e facenti parte di un conteso progettuale complessivo più ampio, (un impiantino lo possono progettare solo se progettano tutta la casa altrimenti se è una progettazione successiva o accessoria non lo possono fare), anche impianti idrici sanitari, gas, canne fumarie sono impianti, impianti fotovoltaici ecc bene gli architetti progettano tutto o per meglio dire ci provano perchè poi le canne fumarie che in realtà non hanno progettato, infatti non tirano, ecc Concludo: cari Arch. vi ammiro tantissimo per la vostra bravura volta alla creatività ed originalità, NON avete niente a che vedere con gli Arch. del passato (piramidi colosseo ecc) ma un po più di realismo imiltà rispetto deontologia e conoscenza dei vostri limiti non vi farebbe male, prima di riguardare gli altri guadratevi per voi (i Geom e Per Ind Ed hanno sempre fatto progetti architettonici !)

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Enrico

Mi sembra strano che proprio gli Arch. stiano attenti alle competenze altrui, quando sono loro i primi ad invaderle, sono un Per. Ind. mi occupo di Progettazione impiantistica, collaboro con molti studi tecnici, Ing. Arch. Geom., ovviamente non di tutta l'aerba un fascio, competenti e/o incompetenti vi sono da tutte le parti, purtroppo devo dire che la professionalità e competenza degli Arch. è molto limitata, direi piuttosto che sono degli stravaganti artisti alla ricerca di una sua collocazione, tecnicamente è molto meglio un Geom., ninte da dire sugli Ing., gli Arch sono in genere presuntuosi ed alla ricerca spasmodica dell'originalità, fanno un bel disegnino e poi tocca agli altri veri progettisti a realizzarlo, farlo stare in piedi e farlo funzionare. Per le competenze vorrei anche evidenziare che gli Arch. fino ad un po di tempo fa in sostanza NON facevano fisica tecnica, l'anno inserita solo da poco e superficialmente, se ne fa molta di più all'ITI, infatti, giustamente, NON sono abilitati agli impianti salvo che questi non siano di potenza inferiore a 35 kW e facenti parte di un conteso progettuale complessivo più ampio, (un impiantino lo possono progettare solo se progettano tutta la casa altrimenti se è una progettazione successiva o accessoria non lo possono fare), anche impianti idrici sanitari, gas, canne fumarie sono impianti, impianti fotovoltaici ecc bene gli architetti progettano tutto o per meglio dire ci provano perchè poi le canne fumarie che in realtà non hanno progettato, infatti non tirano, ecc Concludo: cari Arch. vi ammiro tantissimo per la vostra bravura volta alla creatività ed originalità, NON avete niente a che vedere con gli Arch. del passato (piramidi colosseo ecc) ma un po più di realismo imiltà rispetto deontologia e conoscenza dei vostri limiti non vi farebbe male, prima di riguardare gli altri guadratevi per voi (i Geom e Per Ind Ed hanno sempre fatto progetti architettonici !)

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marilena

Credo che ci facciamo una battaglia tra professionisti con attitudini completamente diverse, competenze completamente diverse ed una forma mentis completamente diverse. Non si può snaturare con un decreto ciò che è palese. Gli studi universitari ti formano in un certo modo, l'esperienza sul campo ti forma in modo diverso, ma chi fa il panettiere non crea prodotti artistici come il pasticcere (con il massimo rispetto per le categorie!). Dunque noi ci facciamo battaglia per accaparrarci più lavori possibili (magari siamo anche incapaci, ma li vogliamo fare lo stesso e quello che ne esce fuori è un obbrobrio!). Vedasi certi edifici che hanno una riconoscibilità palese di chi vi ha messo mano! Comunque lo stato, invece di promuovere e valorizzare lo sviluppo ed il miglioramento (anche estetico delle città), affossa e offende sempre di più le categorie professionali. E noi ci facciamo la guerra. Concludo dicendo che ad ognuno spetta il suo e le attitudini (magari guadagnate con anni di università e non acquisendo il mestriere solo dalle maestranze) sono tipiche di ogni categoria professionale e non si possono snaturare.

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Marilena

Credo che ci facciamo una battaglia tra professionisti con attitudini completamente diverse, competenze completamente diverse ed una forma mentis completamente diverse. Non si può snaturare con un decreto ciò che è palese. Gli studi universitari ti formano in un certo modo, l'esperienza sul campo ti forma in modo diverso, ma chi fa il panettiere non crea prodotti artistici come il pasticcere (con il massimo rispetto per le categorie!). Dunque noi ci facciamo battaglia per accaparrarci più lavori possibili (magari siamo anche incapaci, ma li vogliamo fare lo stesso e quello che ne esce fuori è un obbrobrio!). Vedasi certi edifici che hanno una riconoscibilità palese di chi vi ha messo mano! Comunque lo stato, invece di promuovere e valorizzare lo sviluppo ed il miglioramento (anche estetico delle città), affossa e offende sempre di più le categorie professionali. E noi ci facciamo la guerra. Concludo dicendo che ad ognuno spetta il suo e le attitudini (magari guadagnate con anni di università e non acquisendo il mestriere solo dalle maestranze) sono tipiche di ogni categoria professionale e non si possono snaturare.

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Emanuele

Ripeto: eliminiamo ogni forma di limite alla progettazione! Chi ne è capace, anche senza titoli, si faccia il progetto da solo, almeno eliminiamo questa imposizione. Che i committenti diano libero sfogo alla loro arte!

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Goffredo

Dal 1929 la professione del geometra si è evoluta, vuoi per aggiornamenti dei programmi, vuoi per la frequenza di corsi di specializzazione e qualificazione. Perchè mai non dovrebbero essere aggiornate le competenza nel 2012? Il vero problema di diversi architetti è quello di avere poco lavoro, di farlo male e quindi di accaparrarsi di taluni campi che dovrebbero essere di esclusiva competenza dei geometri (topografia, catasto, estimo agrario ecc.). Diano l'esempio, questi luminari dell'estetica e dell'arte: non si "abbassino" più a fare i lavoretti puramente tecnici di competenza del geometra, vadano a fare grandi progettazioni artistiche e monumentali, così da lasciare una buona quantità di lavoro (proprio) ai geometri e dissuaderli dal richiedere l'aggiornamento sulle proprie competenze a livello progettuale. Non è colpa dei geometri se per progettare edifici di modesta dimensione (la maggior parte delle committenze) bastano i programmi svolti nel loro corso di studi.

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max

Mi sembra una lotta tra poveri. In questi ultimi 35/40 anni la professione (mestiere?) di architetto è decaduta in modo esponenziale per eccesso di offerta sul mercato, per abbondanza di "cattivi maestri" (ex sessantottini), per carenza di "buoni maestri" spesso emigrati all'estero. Si metta un numero chiuso nella professione e soprattutto una effettiva valutazione di merito nel rilasciare una laurea: quante operazioni chirurgiche (progetti) finite con la morte del paziente (scempio edilizio) e nessuno è andato in galera. Gli ingegneri navigano in campi talmente ambigui da non rappresentare più una figura di reale responsabile tecnologico del progetto. I geometri restino a tirare il collo ai fornitori negli uffici acquisti delle imprese o stiano nei cantieri a "costruire" e far stare in piedi quello che l'architetto ha progettato alla meglio. Ingegneri, architetti e geometri lavorano ormai in gran parte nelle aziende produttrici o di servizio che offrono il loro contributo ai loro fratelli "progettisti e calcolatori" esterni e sono diventati l'effettiva forza di intervento nel processo edilizio. Meno fighette di buona famiglia negli studi e più tutori del paesaggio nostrano, per quello che si può ancora fare per tutelarlo.

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Luigi

I riferimenti ai "regi decreti" (raggruppando nella dizione anche le norme repubblicane) ed alle "consuetudini" nulla tolgono al fatto che geometri e periti e, perché no ingegneri, si occupano normalmente e sistematicamente di progettazione architettonica senza che nessuno si scandalizzi. In nessun altro paese occidentale esiste una così pacchiana sovrapposizione di ruoli che ha prodotto spreco di territorio, malforme crescita edilizia e distruzione del patrimonio edilizio storico. Sarebbe tempo che gli architetti rivendicassero le competenze che dovrebbero essere loro attribuite, quantomeno in analogia agli altri paesi europei, avendo altresì il coraggio di rendere più selettivi i percorsi di formazione... Ma temo che come al solito la grande casta dei maneggioni prevarrà a discapito del buonsenso e del bene comune.

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Alessandro

Caro Marco le situazioni si ripetono all'infinito. Se tu non stessi bene ti faresti "operare" da un farmacista o da un chirurgo?

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MARCO

MARCO GEOMETRA LIBERO PROFESSIONISTA.........MA E' POSSIBILE CHE QUESTI ARCHITETTI PENSANO DIE SSERE I DEPOSITARI DELLA VERITA' DELLA SCIENZA E DELLA FORMAZIONE ......FINITELA DI PENSARE CHE BASTA UNO O DUE ESAMI PER CONCEDERVI A VITA IL TITOLO ED IL DIRITTO DI OCCUPARVI DI UN'INTERO SETTORE CHE E' L'EDILIZIA.....LA DOVETE DINIRE....E' IL MERCATO CHE DECIDE SE UN ARCHITETTO E' PIU' COMPETENTE DI UN GEOMETRA O VICEVERSA ..LA VERITA' E' CHE TANTISSIMI GIOVANI ARCHITETTI NON RIESCONO AD ANDARE AVANTI CON IL PROPRIO LAVORO E SI ABBASSANO .SI FA PER DIRE A FARE ACCATASTAMENTI , PROGETTI DI PICCOLE ABITAZIONI..ADDIRITTURA DIA E SUPERDIA PER LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE E DI RECINZIONE.E' QUESTA LA REALTA' CARO PRESIDENTE NAZIONALE DEGLI ARCHITETTI.SI SVEGLI SE 1000 ARCHITETTI HANNO FATTURATI MILIARDARI ALTRI 100000 STANNO FACENDO LA FAME.I GEOEMTRI VOGLIONO CHE VENGANO NITIDAMENTE CHIARITE LE LORO COMPETENZE ...ED UNA VOLTA AVUTO QUESTO .STI TRANQUILLO CHE NON AVRANNO PAURA DI AFFRONTARE IL MERCATO.FIGURATEVI GLI ARCHITETTI.

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MARCO

MARCO GEOMETRA LIBERO PROFESSIONISTA.........MA E' POSSIBILE CHE QUESTI ARCHITETTI PENSANO DIE SSERE I DEPOSITARI DELLA VERITA' DELLA SCIENZA E DELLA FORMAZIONE ......FINITELA DI PENSARE CHE BASTA UNO O DUE ESAMI PER CONCEDERVI A VITA IL TITOLO ED IL DIRITTO DI OCCUPARVI DI UN'INTERO SETTORE CHE E' L'EDILIZIA.....LA DOVETE DINIRE....E' IL MERCATO CHE DECIDE SE UN ARCHITETTO E' PIU' COMPETENTE DI UN GEOMETRA O VICEVERSA .....LA VERITA' E' CHE TANTISSIMI GIOVANI ARCHITETTI NON RIESCONO AD ANDARE AVANTI CON IL PROPRIO LAVORO E SI ABBASSANO ....SI FA PER DIRE A FARE ACCATASTAMENTI , PROGETTI DI PICCOLE ABITAZIONI....ADDIRITTURA DIA E SUPERDIA PER LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE E DI RECINZIONE.....E' QUESTA LA REALTA' CARO PRESIDENTE NAZIONALE DEGLI ARCHITETTI....SI SVEGLI SE 1000 ARCHITETTI HANNO FATTURATI MILIARDARI ALTRI 100000 STANNO FACENDO LA FAME......I GEOEMTRI VOGLIONO CHE VENGANO NITIDAMENTE CHIARITE LE LORO COMPETENZE ....ED UNA VOLTA AVUTO QUESTO ...STI TRANQUILLO CHE NON AVRANNO PAURA DI AFFRONTARE IL MERCATO......FIGURATEVI GLI ARCHITETTI.....

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Giovanni

Non è possibile che Ingegneri e Architetti facciano tutto, ad esempio come mai un ingegnere elettronico vecchio ordinamento fa i calcoli strutturali? Che ne sa un architetto di strutture in acciaio ecc..., negli anni novanta e ottanta tecnica delle costruzioni in architettura era una materia facoltativa a scelta. Ma va!!! I geometri non hanno competenze nel cemento armato, gli ingegneri triennali neanche, ma di che cosa stiamo parlando di stazioni orbitali! Quattro cavolo di calcoli!!! La verità è che vogliono fagocitare tutto... Un ingegnere TRIENNALE

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Emanuele

Allora togliamo del tutto le competenze e lasciamo che siano i committenti a fare i progetti. In Europa per fare progettazione serve essere laureati (all'Università), in italia hanno risolto il problema cambiando il nome da geometri a geometri laureati! Manco a Zelig avrebbero fatto di meglio...


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