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NORMATIVA

Arbitrati possibili solo se autorizzati, ok alla legge anticorruzione

di Paola Mammarella

Semplificazioni per le imprese nelle white list, esclusione per il mancato rispetto dei protocolli di legalità

Vedi Aggiornamento del 09/04/2014
05/11/2012 – Possibile il ricorso agli arbitrati solo se espressamente autorizzati. È una delle novità contenute nella legge “anticorruzione”, per la repressione dell’illegalità nella pubblica amministrazione, approvata in via definitiva dalla Camera.
 
Arbitrati, white list e trasparenza della pubblica amministrazione sono le linee guida che inaugureranno il nuovo sistema improntato al contrasto della corruzione e delle infiltrazioni criminali.
 
Arbitrati
In base alla nuova legge, il ricorso all’arbitrato negli appalti pubblici è possibile solo se preventivamente autorizzato dall’organo di governo dell’amministrazione. In caso contrario, vengono considerati nulli sia l’arbitrato sia l’introduzione della clausola compromissoria nel bando di gara.
Viene poi circoscritta la scelta dell’arbitro, che per controversie tra pubbliche amministrazioni deve essere obbligatoriamente un dirigente pubblico. Nei litigi in cui è parte un privato, pur non sussistendo nessun obbligo, è preferibile che l’arbitro sia scelto tra i dirigenti pubblici.
È invece vietata la partecipazione ai collegi arbitrali a magistrati ordinari, amministrativi, contabili e militari, avvocati e procuratori dello Stato e  componenti delle commissioni tributarie.
 
White list
Le imprese su cui non grava il sospetto di infiltrazione della criminalità organizzata vengono inserite in apposite liste tenute dalle Prefetture e possono evitare di presentare la documentazione antimafia  prevista per lo svolgimento delle loro attività.
Ai sensi della nuova norma, i settori che presentano i maggiori rischi di infiltrazione sono il trasporto di materiali a discarica per conto di terzi, il trasporto, anche transfrontaliero, e lo smaltimento di rifiuti per conto di terzi, l’estrazione, fornitura e trasporto di terra e materiali inerti, il confezionamento, fornitura e trasporto di calcestruzzo e di bitume, i noli a freddo di macchinari, la fornitura di ferro lavorato, i noli a caldo, gli autotrasporti per conto di terzi e la guardiania dei cantieri.
L’elenco delle attività potrà essere aggiornato ogni fine anno con un decreto ministeriale secondo le modalità indicate da un dpcm da emanare entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge.
 
Esclusione dalle gare e legalità
Le Stazioni Appaltanti possono stabilire nei bandi che il mancato rispetto dei protocolli di legalità o nei patti di integrità rappresenta una causa di esclusione dalla gara.
© Riproduzione riservata

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