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Ministro Brunetta: la PA recluterà figure tecniche anche con l’aiuto degli Ordini
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NORMATIVA

Imu edifici rurali, i Geometri chiedono una proroga per le dichiarazioni

di Paola Mammarella

Proposto nel frattempo il pagamento dell’imposta sulla base dell’attribuzione di una rendita presunta

Vedi Aggiornamento del 27/06/2013
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27/11/2012 – Scade venerdì 30 novembre il termine per dichiarare gli immobili rurali, finora iscritti al Catasto terreni, al Catasto edilizio urbano. Una deadline utile per il pagamento dell’Imu, ma che sta stretta al Cng, Consiglio nazionale dei geometri, che ha infatti proposto una proroga e, nel frattempo, l’attribuzione di una rendita presunta.
 
L’obbligo di dichiarazione è previsto dalla Manovra Salva Italia, che ha anticipato al 2012 l’entrata in vigore dell’Imu, estendendola anche ad immobili rurali e abitazioni principali.
 
Gli edifici rurali saranno quindi tassati in base al proprio utilizzo. Nel caso in cui rivestano il ruolo di abitazione principale, pagheranno l’aliquota agevolata al 4 per mille, sempre che i Comuni non abbiano modificato le percentuali impositive. Se, invece, gli immobili sono strumentali all’attività agricola, l’aliquota scende al 2 per mille.
 
Secondo il Cng, i termini sono troppo esigui, soprattutto se si tiene presente che gli immobili rurali sono spesso compositi e difficili da identificare.
 
Il Cng ha inoltre sottolineato che la scadenza per l’accatastamento, che rappresenta un evento straordinario, si sovrappone all’emersione degli immobili “fantasma”, cioè sconosciuti al Catasto. Circostanze che, oltre alla complessità tecnica delle operazioni, rendono insufficiente il tempo ancora a disposizione.
 
Nel caso in cui non si riesca ad accatastare i fabbricati nei tempi previsti, il Consiglio nazionale dei geometri propone quindi lo slittamento dei termini per l’accatastamento, ma anche di far pagare l’Imu sulla base di una rendita presunta, calcolata in base alla consistenza e alla classificazione esistente di fatto.
 
In questo modo, sostengono i geometri, sarebbe raggiunta una doppia finalità: allo Stato non verrebbe a mancare il gettito previsto, ma allo stesso tempo si darebbe ai tecnici la possibilità di operare con calma e precisione.
 
Una volta presentato l’accatastamento e ottenuta la rendita catastale reale, conclude il Cng, sarebbero possibili i dovuti aggiustamenti, con conguagli o rimborsi rispetto all’imposta pagata sulla base della rendita presunta.


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