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NORMATIVA

Ok definitivo alla riforma del condominio

di Paola Mammarella

Via a cambi d’uso delle parti comuni, innovazione e sostegno alle rinnovabili, misure operative dopo sei mesi dalla pubblicazione

Vedi Aggiornamento del 07/10/2014
22/11/2012 – Cambi di destinazione d'uso nelle parti comuni, installazione di impianti alimentati da rinnovabili, rimozione delle barriere architettoniche e partecipazione a progetti di recupero urbano e riqualificazione del patrimonio edilizio. Sono gli ambiti d'azione della riforma del condominio, approvata definitivamente dal Senato, che diventerà operativa dopo sei mesi dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. 
 
Interventi nelle parti comuni
Secondo il testo approvato, per soddisfare esigenze di interesse condominiale, l’assemblea può modificare la destinazione d’uso delle parti comuni, con un numero di voti che rappresenti i quattro quinti dei partecipanti al condominio e i quattro quinti del valore dell’edificio.
 
Sono vietate le modificazioni delle destinazioni d’uso che possono mettere a rischio la stabilità o la sicurezza del fabbricato, ma anche alterarne il decoro architettonico.
 
Nel caso in cui le attività incidano negativamente sulle parti comuni, l’amministratore o i condomini possono diffidare l’esecutore e chiedere la convocazione dell’assemblea per far cessare la violazione. La decisione è presa secondo le modalità previste dall’articolo 1136: se sono presenti i condomini che rappresentano un terzo dei millesimi condominiali è sufficiente il 50% dei voti più uno.
 
La legge specifica anche cosa si intende per parti comuni del condominio, cioè parti dell’edificio necessarie all’uso comune, come il suolo su cui sorge l’edificio, le fondazioni, i muri maestri, i pilastri e le travi portanti, i tetti e i lastrici solari, le scale, i portoni di ingresso, i vestiboli, gli anditi, i portici, i cortili, le facciate, le aree destinate a parcheggio. Rientrano nel gruppo anche i locali per i servizi in comune, come la portineria, la lavanderia, gli stenditoi, le installazioni come gli ascensori, i pozzi, le cisterne, gli impianti idrici e fognari e i sistemi centralizzati di distribuzione e di trasmissione dell’energia.
 
Innovazioni e barriere architettoniche
Se sono presenti i condomini che rappresentano un terzo dei millesimi condominiali, con il 50% dei voti più uno si possono decidere innovazioni che incidono su diversi ambiti, come la sicurezza e la salubrità degli edifici e degli impianti, la rimozione delle barriere architettoniche, il contenimento del consumo energetico degli edifici e la realizzazione di parcheggi.
 
Impianti alimentati da fonti rinnovabili
Il testo consente l’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili destinati al servizio di singole unità del condominio sul lastrico solare, su superfici comune e sulle parti di proprietà individuale dell’interessato. Qualora si rendano necessarie modificazioni delle parti comuni, l’interessato lo comunica all’amministratore. L’assemblea può quindi decidere di ripartire l’uso del lastrico solare e delle altre superfici comuni, salvaguardando le diverse forme di utilizzo in atto e previste dal regolamento.
 
Distacco da impianti centralizzati
Il singolo condomino può decidere di staccarsi dall’impianto centralizzato di riscaldamento o
di condizionamento a patto che dal suo distacco non derivino notevoli squilibri di funzionamento
o aggravi di spesa per gli altri condomini. In tal caso dovrà continuare a contribuire al pagamento delle spese per la manutenzione straordinaria dell’impianto, per la sua conservazione e messa a norma.

Partecipazione a progetti di riqualificazione urbana
Per favorire il recupero del patrimonio edilizio esistente, la vivibilità urbana, la sicurezza e la sostenibilità ambientale della zona in cui il condominio è ubicato, l’assemblea può autorizzare l’amministratore a partecipare e collaborare a progetti, programmi e iniziative territoriali promossi dalle istituzioni locali o da soggetti privati qualificati implicanti opere di risanamento di parti comuni degli immobili, ma anche demolizione, ricostruzione e messa in sicurezza statica

Sito web
Su proposta dell’assemblea, l'amministratore è tenuto ad attivare un sito web del condominio, le cui spese sono a carico dei condomini, su cui sia possibile consultare i documenti previsti dalla delibera assembleare.

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Altri commenti
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Luigi

Eh Già!

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Michele Valentino

E dell'anagrafe condominiale non se ne parla sul sito?


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