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PROFESSIONE

Architetti e ingegneri: gli junior contro i nuovi Consigli di disciplina

di Rossella Calabrese

I laureati triennali contestano il Regolamento messo a punto dagli Ordini tecnici

Vedi Aggiornamento del 02/03/2016
15/11/2012 - Si va definendo la normativa per la costituzione dei Consigli di disciplina provinciali degli Ordini degli architetti e degli ingegneri.
 
Si tratta dei Regolamenti che i Consigli nazionali di tutte le professioni devono redigere in attuazione dell’articolo 8, comma 3, del Dpr 137 del 7 agosto 2012 per la riforma degli ordinamenti professionali, che affida la funzione disciplinare ai Consigli di disciplina, i nuovi organi disciplinari degli Ordini.
 
Un primo testo, diffuso qualche settimana fa, è quello elaborato dal PAT, l’organizzazione che raggruppa le Professioni dell’Area Tecnica, tra cui ingegneri, geometri, geologi, dottori agronomi e forestali, periti industriali (leggi tutto).
 
Il Regolamento del PAT, tra le diverse disposizioni, prevede che, ove l’Albo sia suddiviso in due sezioni, il numero dei componenti della sezione B dell’Albo debba essere pari a quello presente nel corrispondente Consiglio territoriale dell’Ordine/Collegio. I giudizi disciplinari riguardanti uno o più soggetti iscritti alla Sezione B dell’albo saranno assegnati d’ufficio al Collegio giudicante nel quale figuri almeno un consigliere proveniente dalla Sezione B dell’Albo.

Contro tale previsione si sono espressi i sindacati degli ingegneri e architetti iscritti alla sezione B.
 
Secondo CUP3 (Coordinamento Universitari e Professionisti Triennali) e SIND.IN.AR.3 (Sindacato Nazionale Ingegneri iuniores e Architetti iuniores), quello del PAT è un buon testo “che ha in se le basi per tutelare gli iscritti alla sezione B dei due Albi di nostro interesse anche se non esaustivo” ma che rischia di penalizzare gli ingegneri e gli architetti iuniores perché, dal momento che i consiglieri provenienti dalla sezione B sono ad oggi solo in numero di 1, in proporzione agli iscritti della sezione, il Collegio di disciplina sarà formato da due Consiglieri provenienti dalla Sezione A ed uno dalla Sezione B.
 
“Cosa potrà mai avvenire - si chiedono gli junior - e quale pensiero prevarrà (dato il rapporto di 2 a 1) quando si tratterà di giudicare un iscritto alla Sezione B, che avrà progettato e/o diretto una piccola opera in cemento armato: si valutera il suo comportamento dal punto di vista della correttezza ecc. ecc. come per un iscritto alla sezione A, oppure saranno prevenuti in quanto "lui", lo "iunior", "non è competente in materia" secondo i molti preconcetti oggi diffusi?”.
 
Quindi, per CUP3 e SIND.IN.AR.3, il testo del PAT non dà garanzie sul rispetto del principio secondo cui “nell’ipotesi di procedimento disciplinare, i relativi provvedimenti vengono adottati esclusivamente dai componenti appartenenti alla sezione cui appartiene il professionista assoggettato al procedimento” previsto dall'art. 4 comma 2 del DPR 328/2001 e non modificato dal DPR 137/2012. “Se venisse meno detto principio - afferma il SIND.IN.AR.3 - ci troveremmo con l’utilizzo improprio della deontologia, usata come grimaldello e/o deterrente per l’esercizio della professione in forma autonoma da parte di ingegneri iuniores e architetti iuniores”.
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Altri commenti
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Emanuele

Solite pagliacciate... basterebbe definire le competenze professionali in modo chiaro e preciso e non ci sarebbero preconcetti. Il problema è come limitare (e perche) l'azione di un ingegnere junior quando un semplice diplomato come un geometra svolge lavori analoghi? Hanno creato un percorso di laurea triennale che sovrappone a quello delle lauree specialistiche per aumentare il numero dei laureati e ora ci godiamo questo casino. Sarebbe bastato creare corsi più specializzati con competenze diverse da quelle delle lauree specialistiche in modo che gli junior non esercitassero nel campo dei senior e viceversa! E chiaramente che i geometri non esercitassero nel campo di entrambi!


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