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PROFESSIONE

Geometri e periti edili, binario unico per ampliare le competenze

di Paola Mammarella

Accorpati i disegni di legge che estendono la loro attività alla progettazione architettonica e strutturale

Vedi Aggiornamento del 04/09/2013
Commenti 18919
23/11/2012 – Geometri e periti edili legati a filo doppio. Proseguirà insieme l’iter delle norme che potrebbe ridisegnare le competenze delle due categorie professionali nel campo edile.
 
Nella seduta di mercoledì scorso, la Commissione Lavori Pubblici del Senato ha deciso infatti l’accorpamento del ddl Vicari sulle competenze professionali di geometri, geometri laureati e periti edili, del ddl D’Alia sulle competenze dei periti industriali con specializzazione in edilizia e dei periti industriali laureati nelle classi di laurea L-7, L- 17, L-21 e L-23 e di un precedente ddl, proposto sempre dal Senatore D’Alia, sulle competenze di geometri e geometri laureati nelle classi di laurea L-7, L-17, L-21 e L-23.
 
Data la delicatezza dell’argomento, emersa sia nel corso delle audizioni che dai commenti sulle proposte di legge presentate per ridefinire il raggio d’azione di geometri e periti nella progettazione del settore costruzioni, la Commissione ha valutato la necessità di giungere a un testo condiviso che non determini né ampliamenti delle competenze né sanatorie per chi già esercita la professione.
 
Diverso l’approccio dei senatori alla materia. Per il Senatore PdL Cosimo Gallo, “non si tratta di aumentare le competenze di una categoria professionale, quanto di fornire un riconoscimento legislativo ad un'attività che viene svolta già da molto tempo e di valorizzare un prezioso rapporto con il territorio”.
 
Secondo il senatore Pd Marco Filippi, “è necessario individuare correttamente i profili tecnici che competono ad ogni professione, al fine di evitare l'attribuzione di competenze che non corrispondono al tipo di preparazione professionale”.
 
Cosa prevedono le proposte di legge
Ricordiamo che il ddl Vicari mira ad estendere a geometri, geometri laureati, periti industriali specializzati in edilizia e periti industriali laureati la possibilità di progettazione architettonica e strutturale, collaudo statico e ristrutturazioni di edifici fino a 5 mila metri cubi, fino a tre piani fuori terra in zona non sismica e fino a due piani fuori terra in zona sismica.
 
La discussione del testo, iniziata lo scorso aprile, si è subito scontrata con l’opposizione di architetti e ingegneri, che hanno accusato la proposta di legge di voler stravolgere in modo arbitrario le competenze professionali (Leggi Tutto).
 
Sulla stessa lunghezza d’onda il ddl D’Alia, presentato in Senato lo scorso ottobre, che consente ai periti la progettazione in cemento armato, già ammessa dal regio decreto del 1929 sulla regolamentazione della professione, dal momento che le procedure sono standardizzate, la presenza di laureati iscritti agli albi e l’esperienza maturata costituiscono una garanzia della sicurezza degli edifici e della tutela della pubblica indennità.
 
Allo stesso tempo, il ddl limita le possibilità operative dei periti alle zone a basso rischio sismico e vincola la progettazione alla frequenza di specifici corsi formativi e di aggiornamento organizzati in collaborazione con le università (Leggi Tutto).

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Altri commenti
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Matteo - Architetto

Sempre per l'esimio ingegner Giovanni. A fare casino nei cantieri ci andrai te........ Premesso che se uno è bravo, è bravo anche se è geometra, come è vero che ci sono tanti coglioni tra gli architetti, ci sarebbero delle leggi che circoscrivono le attività delle varie figure professionali, ma spesso i geometri fanno il cavolo che gli pare a livello di pratiche che presentano. Purtroppo nessuno dice loro niente perché il loro collegio professionale è troppo più potente degli altri e questo disegno di legge ne è una riprova.

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Matteo - Architetto

Ah giovà, ma va... vah. Ad uno che ragiona come te non farei progettare neanche la cuccia del cane. Sei proprio un coglione.

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Ing. Luca

Ma perfavore.........spiegatemi cos'è la push-over tanto per dirne una!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Fate i rilievi e le pratiche catastali che sicuramente siete più bravi di noi, infatti io non le faccio, e lasciate perdere il resto!!!

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Ing. Luca

A tutti i geometri e periti che pensano che sia giusto e che dichiarano di avere le competente e soprattutto l'esperienza adatta a progettare strutture, spiegatemi cos'è una push-over, spiegatemi come si verifica una struttura a stato limite ultimo a mano, dimostratemi di saper controllare e verificare se i dati che vi fornisce il software sono corretti utilizzando esperienza e verifiche empiriche, cantatemi le ntc 2008.........ma perfavore non ne ho mai conosciuto uno. Confido nell'intelligenza dei committenti, voi vi fareste calcolare la vostra csa da un geometra?? E magari allo stesso prezzo??? perfavore!!!!!!!!!

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Giovanni

Sono ingegnere civile e posso dire meglio un geometra scarso che un bravo architetto. Ma diciamola tutta sugli architetti: non capiscono niente fanno solo confusione nei cantieri. Toglierei a loro un po di competenze, tra le altre cose sono anche presutuosi si infilano in cose che non hanno neanche l'idea , sono laureati, come se la laurea è una garanzia di conoscenza. Meglio i geometri!

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Io

Ecco perchè anche in Italia serve l'abolizione del valore legale del titolo di studio. Così tutti questi presunti geni (taluni solo perchè hanno conseguito il pezzo di carta all'università) dovranno dimostrare sul campo, confrontandosi anche con geometri e periti edili capaci, di sapere progettare. E smetterla di sbandierare il titolo come se fosse automaticamente indice di preparazione per grazia ricevuta!

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geometra

Mi è stufato leggere del paragone con gli infermieri che operano al posto dei medici: la professione tecnica con quella sanitaria non ha niente a che vedere. Un infermiere (ancorchè oggi laureato triennale) non potrà nè dovrà mai operare un essere umano, mentre la progettazione di un manufatto entro cubatura il geometra lo deve fare, semplicemente perchè è in grado di farlo, Piaccia o no il corso di studi per geometri prepara sufficientemente a progettare (entro i propri limiti); spiace per chi, laureatosi, credeva e pretendeva di avere campo assoluto nell'arte della progettazione.

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folletto

e gli ingegneri e gli architetti che fregano il prossimo che fine fanno?

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richiesta d'informazione

Quale esame della laurea in architettura, vengono insegnati i metodi di stima immobiliare, tale da consentire agli Architetti di redigere perizie di stima? Grazie per la risposta.

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ing. con master

io lascerei le strutture ai geometri e me ne andrei in un altro paese a guardare da fuori l'italia che crolla. Nicole Minetti, Iva Zanicchi aiutateci voi che avete meritato il vostro posto!

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william.ciccarone@gmail.com

siamo arrivati alla fine...7 anni inutili di esami e sacrifici, soldi che non recupereremo mai più...che delusione questo paese.

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Enrico Salvini

C'è solo da sperare che la coscienza di ciascuno, la propria intelligenza e la deontologia guidino le nostre azioni facendoci conoscere i nostri limiti personali (più che scolastici) entro i quali operare. I Per. Ind. hanno obbligo di formazione continua dal 2004. I diplomati progettano edifici, impianti dal 1929. Gli Arch che non hanno mai avuto competenze in materia impiantistica, si avventurano ora in questo settore con i risultati catastrofici e fanno pure gli ACE che sono permessi anche ai non tecnici basta che abbiano fatto un corso di 40 ore in alcune regioni. Io progetto impianti, risparmio e riqualificazione energetica, antincendio, lavoro con tanti professionisti e incompetenti vi sono da tutt ele parti.

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Enrico Salvini

Buongiorno. Comprendo ciò che dicono Pierluigi, Francesca e tutti gli altri laureati ma condivido quello che afferma Domenico, io sono un Per. Ind. (meccanico non edile), mi occupo di impianti risparmio e riqualificazione energetica e antincenido, il mio Ordine Professionale ha recepito l'obbligo di formazione continua, appena varata la Legge e già dal 2004 per noi è stato obbligatorio frequentare corsi di aggiornamento, approfondimento ecc. Non è trascurabile il concetto dell'esperienza, per quello che è il mio lavoro, ho rapporti con molti professionisti Geom Arch Ing, credo sia molto importante, un vecchio Geom ne sa sicuramente tanto ma tanto di più di di un neo laureato ed è sicuramente vero che più o meno competenti li troviamo in tutte le categorie, es gli Arch che ammiro moltissimo per la personalità, l'estro, la cultura, l'originalità, se tolti dal mero aspetto esteriore come progettisti, in genere lasciano molto a desiderare; gli sessi Arch che non hanno mai avuto competenze in materia impiantistica, si avventurano ora in questo settore con i risultati noti e fanno pure gli ACE che sono permessi anche ai non tecnici basta che abbiano fatto un corso di 40 ore ! Concludo ricordanto che di fatto le competenze esistono già da primi del secolo passato, quando esisetvano ben pochi laurati sul territorio e la progettazione era prevalentemente dei diplomati quindi niente di nuovo e scandaloso. Per le catastrofi naturali, mi sembra che nella maggior parte dei casi, per i crolli ecc siano indagati progettisti laureati, specie quelli dei comuni, in primis gli Arch che quindi confermano la loro vocazione alla progettazione esclusivamente archiettonica intesa come esteriore. C'è solo da sperare che la coscienza di ciascuno, la propria intelligenza e la deontologia giudino le nostre azioni facendoci conoscere i nostri limiti personali (più che scolastici) entro i quali operare. Saluti. Enrico Salvini

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alberto pollice

COSA HO PRESO A FARE LA LAUREA?....A QUESTO PUNTO FACCIAMO FARE I CHIRURGHI AGI INFERMIERI!!!!!!!

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Francesco

Il corso di studi seguito da ingegneri ed architetti ne qualifica gli stessi per avere raggiunto una adeguata conoscenza della disciplina tecnica da applicare nelle zone sismiche. Aldilà delle più semplici considerazioni ma è possibile che la linea di individuazione tra una costruzione che può essere progettata dal professionista laureato, e quindi con un'adeguata preparazione tecnico/professionale sia quello legato alla dimensione della costruzione medesima?

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pasino

in effetti siccome ci sono pochi ingegneri in Italia è giusto farsi dare una mano dai geometri e dai periti edili. credo che quello che rovina il nostro paese è questo appiattimento totale che viene manifestato in ogni circostanza. il paese ha bisogno di professionalità non di qualifiche supervalutate!

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Paolo

La progettazione architettonica e strutturale non può che essere di esclusiva competenza di Ingegnerie Architetti.