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PROFESSIONE

Ingegneri e architetti, InArSind interviene su riforma professioni

di Rossella Calabrese

I temi del VII Congresso: funzioni degli Ordini e regole di iscrizione, aggiornamento, fabbisogno di nuovi professionisti nel mercato

Vedi Aggiornamento del 24/07/2013
Commenti 7856
30/11/2012 - Funzioni degli Ordini, regole di iscrizione, formazione permanente, numero chiuso per le Facoltà, terzietà del progettista rispetto a committenza e P.A.
 
Sono tanti e di un certo peso gli argomenti affrontati nel VII Congresso del Sindacato degli Ingegneri e Architetti Liberi Professionisti (InArSind) che si è svolto venerdì scorso a Firenze. Con la mozione approvata dall’Assemblea, il Sindacato si lancia in un’impresa non da poco: cambiare alcune fondamentali norme che regolano le professioni. InArSind promette che farà sentire la propria voce “per contribuire a una Riforma che sia il più possibile realmente utile a chi ogni giorno pratica la professione”.
 
“Relativamente alla recente Riforma degli Ordinamenti professionali - si legge nella mozione -, gli Architetti ed Ingegneri di InArSind, anche sentite le posizioni recentemente espresse dai Presidenti di CNI e CNAPPC, manifestano il loro preoccupato dissenso in merito e ritengono di formulare una proposta netta e forte”.
 
Queste le proposte di InArSind:
 
- introdurre una chiara definizione delle funzioni che gli Ordini sono chiamati ad assolvere, senza consentire sovrapposizioni di ruolo e competenze con le organizzazioni di rappresentanza;
 
- differenziare l’iscrizione agli Ordini Professionali tra liberi professionisti, dipendenti e docenti, come avviene per altre categorie, riservando ai soli liberi professionisti l’esercizio di atti di libera professione;
 
- prevedere non una formazione permanente basata su accreditamenti, bensì un aggiornamento professionale serio, fondato su reali esigenze di informazione e approfondimento direttamente applicabili alla pratica professionale;
 
- introdurre un’approfondita indagine sull’effettivo fabbisogno di nuovi professionisti nel mercato della professione, al fine di valutare l’opportunità di un contingentamento adeguato delle iscrizioni alle Facoltà universitarie e della sua periodica revisione;
 
- riaffermare il riconoscimento della terzietà del ruolo del progettista affidando alla pubblica amministrazione solo il ruolo di produzione degli obiettivi e di controllo sul conseguimento di essi.
 
Il Comitato Nazionale di InArSind si impegna dunque a sostenere in ogni sede queste posizioni e a promuovere le azioni legali necessarie per modificare l’attuale stato normativo, in funzione del riconoscimento del ruolo del libero professionista che - ricorda InArSind - è colui che sotto qualunque forma giuridica trae i mezzi del proprio sostentamento esclusivamente dall’esercizio della libera professione.
 
Il titolo del Congresso è stato: “Un grande cantiere per il futuro - Valutazioni della nuova riforma delle Professioni - Ingegneri e Architetti liberi Professionisti: Produttori di Idee o Fornitori di servizi?”. “Tutti gli interventi - si legge nel comunicato - hanno sottolineato la necessità di tornare a dare valore alla professione dell’Architetto e dell’Ingegnere, le figure che costruiscono le nostre città, i luoghi in cui viviamo, che sono portatori di un’idea di passato e di un’idea di futuro”.
 
“Avremmo voluto dedicare il nostro VII Congresso alle smart cities, perche’ le ‘città intelligenti’ rappresentano per noi un importante e interessante sviluppo della nostra professione per il futuro” - ha detto nella sua relazione Salvo Garofalo, presidente di InArSind. Ma “c’è un altro ‘grande cantiere’ che ci interessa molto da vicino, ed è quello della riforma delle professioni: una grande occasione mancata. Il sindacato, nell’anno che si sta per aprire vuole contribuire in modo attivo al dibattito sui regolamenti su cui è stato dato mandato ai Consigli nazionali”.

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Altri commenti
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Emanuele

Tanti bei discorsi...,ma poi ampliamo le competenze di geometri e periti edili e li equipariamo ad un tecnico laureato?