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Superbonus 110%, ecco il Decreto Requisiti Tecnici
NORMATIVA Superbonus 110%, ecco il Decreto Requisiti Tecnici
RISPARMIO ENERGETICO

Rinnovabili termiche, in arrivo incentivi fino al 40% in 2 anni

di Rossella Calabrese

Clini e Passera presentano il nuovo ‘conto termico’: 900 milioni per impianti realizzati da privati e pubbliche amministrazioni

Vedi Aggiornamento del 15/07/2013
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12/11/2012 - Incentivi fino al 40% destinati a privati, imprese e pubbliche amministrazioni per piccoli interventi di incremento dell’efficienza energetica e produzione di energia termica da fonti rinnovabili. Sul piatto uno stanziamento da parte dello Stato di 900 milioni di euro, 700 per privati e imprese, 200 per le amministrazioni pubbliche.
 
Questi i contenuti del Decreto per le fonti rinnovabili termiche messo a punto dal Governo e presentato dai Ministri dello Sviluppo Economico Corrado Passera, dell’Ambiente Corrado Clini, e delle Politiche agricole Mario Catania, a Rimini nel corso degli Stati Generali della Green Economy.
 
L’incentivo coprirà il 40% dell’investimento, con tetti massimi diffenziati per tipo di intervento e potenza dell'impianto, e verrà erogato in 2 o 5 anni.

BENEFICIARI
Il nuovo sistema di incentivi è rivolto a:
 
* persone fisiche, condomini e imprese per interventi di piccole dimensioni di produzione di energia termica da fonti rinnovabili e di sistemi ad alta efficienza:
a) sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con nuovi impianti utilizzanti pompe di calore elettriche o a gas, anche geotermiche (incentivo erogato in 2 o 5 anni secondo la potenza dell’impianto);
b) sostituzione di impianti di climatizzazione invernale o di riscaldamento delle serre esistenti con nuovi impianti dotati di generatore di calore alimentato a biomassa (2 o 5 anni secondo la potenza dell’impianto);
c) installazione di collettori solari termici anche abbinati a sistemi di solar cooling (2 o 5 anni secondo la superficie dell’impianto);
d) sostituzione di scaldacqua elettrici con scaldacqua a pompa di calore (2 anni).
 
* amministrazioni pubbliche per:

- realizzazione degli impianti di produzione di energia termica da fonti rinnovabili di cui alle suddette lettere a), b), c) e d).

- interventi di miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici:
a) isolamento termico dell’involucro edilizio (5 anni);
b) sostituzione di finestre comprensive di infissi (5 anni);
c) sostituzione di caldaie con caldaie a condensazione (5 anni);
d) installazione di sistemi di schermatura e/o ombreggiamento (5 anni);
 
Per essere ammessi all’incentivo, gli interventi devono rispettare determinati valori: di trasmittanza massima, secondo la zona climatica, per l’involucro e le finestre; di rendimento termico per le caldaie.

LE NOVITÀ
Alcuni interventi per i quali i privati potranno avere l'incentivo del 40% (pompe di calore e solare termico) sembrano coincidere con quelli agevolati dalla detrazione del 55%, valida fino al 30 giugno 2013. Se il 'conto termico' sarà confermato nel testo attuale, il privato potrà scegliere tra le due agevolazioni (rimborso del 40% della spesa in 2 o 5 anni oppure detrazione del 55% della spesa in 10 anni).

Nel secondo gruppo di interventi agevolabili per le pubbliche amministrazioni (miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici) ritroviamo gli stessi lavori (tranne i sistemi di schermatura e ombreggiamento) agevolati dalla detrazione del 55%, che è accessibile però solo ai privati. Con il nuovo 'conto termico' anche le P.A. quindi potranno migliorare l'efficienza energetica dei propri edifici.

Le amministrazioni pubbliche possano “avvalersi dello strumento del finanziamento tramite terzi o di un contratto di rendimento energetico ovvero di un servizio energia, anche tramite un fornitore di servizi energetici.” A tal fine, il GSE entro 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto, pubblicherà sul proprio portale un elenco di fornitori di servizi energetici interessati a realizzare e finanziare gli interventi per le P.A.. L’iscrizione all’elenco è volontaria e aperta a tutti.

Il Conto termico - spiega la relazione al ddl - è rivolto quasi esclusivamente alla sostituzione di impianti meno efficienti già installati, ad eccezione del solare termico, in quanto tale tecnologia viene generalmente impiegata come integrazione di altri sistemi di generazione termica.

In generale, il nuovo Conto termico è riservato a impianti con una potenza massima di 500 kW e una superficie massima di 700 mq. L’obiettivo del Governo è infatti quello di escludere dagli incentivi i grandi impianti, per evitare le speculazioni finanziarie che hanno caratterizzato negli ultimi anni altri settori delle rinnovabili.

Potranno accedere agli incentivi gli impianti installati per ottemperare all’obbligo di integrazione delle rinnovabili negli edifici nuovi o ristrutturati (obbligo previsto dall'art. 11 del Dlgs 28/2011 e in vigore dal 31 maggio 2012 - leggi tutto), ma soltanto per la quota eccedente quella necessaria al rispetto di tale obbligo.

ENTITÀ E TETTI MASSIMI DEGLI INCENTIVI
Per tutti gli interventi, l’incentivo è pari al 40% della spesa sostenuta, ma con tetti massimi dell’incentivo differenziati. Per gli interventi sull’involucro (tetti, pavimenti, pareti perimetrali) il valore massimo dell’incentivo è di 250.000 euro (quindi la spesa massima incentivabile al 40% è di 625.000 euro; se si spende di più l’incentivo sarà comunque di 250.000 euro).
 
Per le finestre, il valore massimo dell’incentivo è di 45.000 euro per le zone climatiche A, B e C, e di 60.000 euro per le zone climatiche D, E ed F. Per le caldaie a condensazione fino a 35 kilowatt termici (kWt), il tetto dell’incentivo è di 2.300 euro, per quelle sopra i 35 kWt il tetto è di 26.000 euro.
 
Per i sistemi di schermatura e ombreggiamento fissi o mobili, il valore massimo dell’incentivo è di 20.000 euro, per i meccanismi automatici di regolazione di tali sistemi, il tetto è di 3.000 euro.

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CRITERI DI AMMISSIBILITÀ E CALCOLO DEGLI INCENTIVI
Per le pompe di calore elettriche e a gas, sono richiesti determinati requisiti prestazionali minimi, che variano in relazione al tipo di pompa e alle temperature esterna e interna. Per le caldaie a biomassa, sono incentivabili solo quelle installate in sostituzione di caldaie e di impianti per il riscaldamento delle serre preesistenti, alimentati a biomassa, gasolio o carbone. Sono escluse dall’incentivo quelle che utilizzano rifiuti biodegradabili urbani o industriali.

Per caldaie a biomassa, stufe e termocamini a pellet, termocamini a legna, solare termico e solar cooling, il decreto richiede requisiti minimi di rendimento termico e di emissioni in atmosfera e certificazioni di conformità. Per le pompe di calore elettriche e a gas, l’incentivo erogato è calcolato tenendo conto della taglia dell’impianto, della zona climatica, dell’energia prodotta e delle prestazioni dell’impianto.

Per gli scaldacqua a pompa di calore, l’incentivo è pari al 40% della spesa sostenuta per l’acquisto. L’incentivo massimo è di 400 euro per impianti fino 150 litri e di di 700 euro oltre i 150 litri. Per caldaie a biomassa, stufe e termocamini a pellet, termocamini a legna, l’incentivo è calcolato in relazione all’energia prodotta, alla potenza dell’impianto, alle ore di fuzionamento, alla zona climatica e all’emissione di polveri.

Per solare termico e solar cooling, l’incentivo si calcola per metro quadro installato: 170 euro/mq fino a 50 mq di superficie e 55 euro/mq per impianti oltre i 50 mq di superficie; l’incentivo sale rispettivamente a 255 e 83 euro/mq se si tratta di impianti di solar cooling cioè raffrescamento.

In un esempio illustrato dal Ministero dello Sviluppo economico (vedi schema) per un appartamento monofamiliare di 90 mq in zona climatica D (Roma), una pompa di calore elettrica da 24 kWt di potenza che costa 6.500 euro, riceve un incentivo di 2.772 euro in 2 anni. Nello stesso appartamento una stufa a pellet di 22 kWt di potenza, dal costo di 4.000 euro, ha diritto ad un incentivo di 1.392 euro in 2 anni; mentre un impianto solare termico composto da 4 mq di pannelli, dal costo di 3.600 euro, riceve un incentivo di 1.360 euro in 2 anni.

COME OTTENERE GLI INCENTIVI
Per ottenere gli incentivi occorrerà presentare domanda al GSE (tramite un modulo che sarà predisposto dallo strsso GSE) entro 60 giorni dalla fine dei lavori. Alla domanda occorrerà allegare, secondo il tipo di intervento, l’Attestato di Certificazione Energetica, le schede tecniche dei componenti installati, l’asseverazione del corretto dimensionamento dell’impianto, fatture e ricevute dei bonifici, diagnosi energetica se prevista, autodichiarazione di non cumulo con altri incentivi, ecc. Tutti i documenti vanno conservati per 5 anni.

Per interventi su edifici dotati di impianti di riscaldamento di potenza superiore a 100 kW, è richiesta diagnosi energetica prima dell'intervento e certificazione energetica dopo l'intervento. Entrambe sono richieste sempre per interventi di isolamento termico dell’involucro edilizio. Le spese per diagnosi energetica e certificazione energetica sono rimborsate al 100% alle P.A. e al 50% ai privati con tetti massimi di 5.000 euro per edifici residenziali, 18.000 euro per ospedali e case di cura, 13.000 euro per tutti gli altri edifici.

Gli incentivi del nuovo "Conto termico" non sono cumulabili con altri incentivi statali.


“Gli investimenti previsti - ha spiegato il Ministro Clini - sono di circa 700 milioni di euro annui per i privati, mentre per il settore della Pubblica Amministrazione l’impegno annuo cumulato è di circa 200 milioni di euro”,
 
Per il Ministro Passera, il decreto rappresenta “un passo importante” per l’efficienza energetica. Lo Stato - ha detto il Ministro - “si prende l’impegno di pagare una quota importante dell’investimento pari al 40%”. “Il ‘conto termico’ - ha spiegato Passera - fa un passo definitivo. Sono i soldi meglio spesi, qui c’è il futuro, c’è molta crescita”.
 
Il decreto passa ora all’esame della Conferenza Unificata.
 
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I COMMENTI DEGLI OPERATORI
“Siamo felici di vedere la pubblicazione del Conto Energia termico che finalmente completa il pacchetto delle misure e provvedimenti rivolti al comfort abitativo” - ha affermato Sandro Bonomi, Presidente ANIMA/Confindustria. “Misure destinate a sostenere gli investimenti per l'efficientamento delle abitazioni al fine di ridurre il peso della bolletta a beneficio delle famiglie, della dipendenza energetica dall'estero e delle emissioni di CO2, che dal 2020 potrebbero portare il nostro Paese a pagare pesanti sanzioni alla UE”.
 
“Se il testo finale che ancora non abbiamo visto non riserverà sorprese, riteniamo che questo provvedimento possa veramente rilanciare gli investimenti del settore in Italia, valorizzando un comparto industriale spesso trascurato ma pieno di potenzialità, per ammissione della stessa Strategia Energetica Nazionale” - ha continuato Bonomi - “un settore tipico della green economy, in termini di Efficienza Energetica e Fonti Rinnovabili, come ad esempio possono essere la filiera degli impianti con pompa di calore e solare termico, una grossa opportunità quindi per una filiera tipicamente italiana che viene esportata in tutto il mondo ma che fa fatica ad attecchire nel mercato interno”. “A fronte del positivo sblocco del Conto Energia Termico, permane l'incertezza relativa alle detrazioni fiscali del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici - ha concluso Bonomi. - Chiediamo che le stesse vengano rese strutturali e portate su 5 anni, anziché 10, per rilanciare in Italia il mercato dell'alta efficienza e delle caldaie a condensazione in particolare”.
 
“Il decreto ministeriale sul conto termico che porterà grandi benefici alle famiglie e alle aziende italiane, è un ottimo risultato ed è significativo che l’annuncio dell’approvazione sia stato dato nel corso degli Stati Generali della Green Economy, che rappresentano un passo avanti verso la maturazione del Paese. Così il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, ha commentato la notizia degli incentivi per il termico. “Grazie ai Ministri Passera e Clini è stato finalmente approvato il decreto sulle rinnovabili termiche che consentirà, nei prossimi anni, di far risparmiare alle famiglie nelle bollette per il riscaldamento, generalmente le più esose, e alle imprese di competere in modo più efficace - ha continuato Cogliati Dezza -, senza contare che questo provvedimento rappresenta anche una grandissima occasione per realizzare, finalmente, la riqualificazione del patrimonio edilizio scolastico. Grazie agli incentivi infatti, sarà possibile intervenire sulle strutture e gli impianti spesso vetusti delle scuole italiane”.
 


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