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AMBIENTE

Edifici abusivi, da Legambiente un ddl per demolirli

di Rossella Calabrese

26mila abusi edilizi realizzati nel 2011, proposto lo scioglimento dei Comuni che non eseguono gli abbattimenti

Vedi Aggiornamento del 04/12/2015
Commenti 9411
20/12/2012 - Ville con piscina, seconde case costruite in riva al mare, in aree protette o in zone a rischio idrogeologico, desolanti scheletri in cemento mai terminati.
 
Così Legambiente descrive il risultato dell’abusivismo edilizio, un fenomeno illegale consolidato e diffuso in Italia, anche grazie - secondo l’associazione ambientalista - all’inerzia delle istituzioni preposte a contrastarlo, agli interessi della criminalità organizzata, ad una carente programmazione urbanistica e alla politica dei condoni che alimenta una nuova colata di cemento fuorilegge.
 
Secondo il Cresme, in Italia solo nel 2011 sono stati realizzati quasi 26mila abusi, tra nuove case o grandi ristrutturazioni, pari al 13,4% del totale delle nuove costruzioni. E dal 2003, anno dell’ultimo condono edilizio, a oggi, sono state costruite oltre 258mila case illegali, per un fatturato complessivo di 1,8 miliardi di euro. Un patrimonio che non si riesce ad abbattere - denunciano gli ambientalisti. Dal 2000 al 2011, secondo una ricerca di Legambiente su 72 comuni capoluogo di provincia, sono state emesse 46.760 ordinanze di demolizione, ma ne sono state eseguite solo 4.956 (il 10,6%).
 
Partendo da questi dati, Legambiente ha presentato un disegno di legge che mira a modificare la  normative vigenti, per superare le difficoltà emerse finora nell’attuazione delle norme e per rendere più efficace e tempestivo l’iter delle demolizioni.
 
In particolare, secondo l’associazione, servono maggiori azioni di contrasto, partendo dal potenziamento delle autorità preposte, ridefinendo disposizioni e tempi per le attività di demolizione, e prevedendo sanzioni più severe, fino alla misura estrema dello scioglimento dell’ente locale inadempiente sul fronte delle demolizioni e del completamento dell’esame delle domande di sanatoria edilizia.

Il ddl è stato presentato il 18 dicembre a Roma, nella sala stampa della Camera dei Deputati, dal presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, Enrico Fontana, responsabile ambiente e legalità di Legambiente, dai senatori Francesco Ferrante e Roberto Della Seta, e gli onorevoli Ermete Realacci e Fabio Granata, primi firmatari del disegno di legge.
 
Le novità principali del disegno di legge riguardano (art. 5) le modalità di demolizioni degli immobili abusivi e (art. 7) una sanzione esemplare per gli enti locali inadempienti, lo scioglimento del comune inosservante, in caso di mancata attuazione del piano di demolizione e di ripristino, entro un anno. E ancora, la creazione (art. 11) di un albo speciale delle imprese abilitate alla demolizione di opere edilizie abusive e al ripristino dei luoghi; lo stanziamento (art. 12) di 150 milioni di euro a partire dal 2013 a favore del Fondo per le demolizioni delle opere abusive a uso degli enti che provvedono agli abbattimenti.
 
Infine, l’istituzione (art. 4) di un Osservatorio nazionale sull’abusivismo edilizio, presieduto dal Ministro dell’Ambiente e composto da regioni, enti locali, forze dell’ordine, organi giudiziari e associazioni ambientaliste impegnate sul tema, che coordini le attività di contrasto all’abusivismo e verifichi i piani comunali di demolizione e di ripristino dei luoghi.

“Nel nostro Paese, dove il messaggio prevalente è quello dell’inviolabilità della casa anche se fuorilegge, la demolizione delle costruzioni illegali è la migliore cura preventiva contro il vecchio e nuovo abusivismo - ha detto il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza -. Il fatto che ogni anno sopravvivano alle ruspe migliaia di manufatti è un chiaro segnale che esiste una rete di complicità e di omissioni da parte delle amministrazioni comunali, che invece hanno l’obbligo e non la facoltà di abbattere l’abuso ripristinando così la legalità. Un obbligo che deve esser accompagnato da strumenti e risorse adeguate, come il Fondo di rotazione da 150 milioni di euro previsto dalla legge o l’Albo delle imprese demolitrici, a cui sarà obbligatorio iscriversi”.

“Oltre che sventare i continui tentativi di riaprire i termini della sanatoria edilizia del 2003, l’ultimo dei quali appena una settimana fa (Emendamento Giovanardi al ddl Stabilità - leggi tutto) - ha commentato Ermete Realacci, responsabile green economy del Pd e presidente onorario di Legambiente - è utile proporre strumenti in grado di monitorare e contrastare il fenomeno dell’abusivismo edilizio. Una piaga che ha già ‘regalato’ al Paese colate di cemento illegale contribuendo ad aggravare il consumo di suolo e il rischio idrogeologico. Il progetto di legge presentato questa mattina vuole rispondere proprio a questa esigenza. Purtroppo la legislatura si avvia repentinamente a conclusione, ma è comunque importante mandare al Paese un messaggio per il sostegno e il ripristino della legalità. Augurandoci che le legge possa compiere rapidamente il suo iter parlamentare nella prossima legislatura”.

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Altri commenti
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semplice cittadino campano

vergognatevi parlate bene e rozzolate male restituite alla Campania il condono negato nel 2003 e poi avrete il diritto a demolire

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semplice cittadino campano

vergognatevi parlate bene e rozzolate male restituite alla Campania il condono negato nel 2003 e poi avrete il diritto a demolire

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francesco

fate intervenire la Corte dei conti può condannare economicamente i dirigenti inadempienti

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c.e.n.c.i.o. Tecnico di Verona

Salve a tutti io dico invece di spendere 150 miglioni di € per interventi di demolizioni ormai sappiamo che non si puo piu fermare labbusivismo ,perche non impartire quella cifraad tecnici qualificati nel settore edile per verificare quelli che forse anno eseguito si abbuso ma con criteri a norma ,getti in cemento , murature valide ,e controllato da qualche tecnico abilitato ma nascosto dietro langolo ivece di dare ai Comuni l'onere, anche perche ci sara sicuramente qualche personaggio che ci mangerà sopra e non si concluderà nulla di positivo andando avanti con cause ricorsi al Tar ecc per anni VI dico io in sicilia o eseguito un fabbricato sul mio terreno con tanto di calcoli da Ing abilitato o eseguito il condono nel 2003 fine pagando piu di 19mila € tra comune e stato dopo nel 2006 mi mandano di demolirla perche non è stato accettato il condono vedete che anno voluto i soldini ma senza dire visto che ai tutti i documenti in regola sui progetti vediamo cosa fare , invece cosa stiamo combattendo da anni i ricorsi con spese a nostro carico di avvocati ecc ecco perche si devono valutare i lavori fatti in casa e di pericolo da non addetti ai lavori viva la nostra costituzione di tutto

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Antonio.

Domani c'è la fine del mondo per cui non ci sarà nessun comune inadempiente relativamente alla demolizione delle opere abusive. Comunque prima che ciò accada andate a farvi fott...e ambientalisti integralisti del cavolo.