Network
Pubblica i tuoi prodotti
Vai al prossimo articolo
Sismabonus 110%, come si calcolano i limiti di spesa
RISTRUTTURAZIONE Sismabonus 110%, come si calcolano i limiti di spesa
MERCATI

FederlegnoArredo: ‘‘il sistema rischia il tracollo’’

La richiesta: estendere agli arredi la detrazione del 50% prevista per le ristrutturazioni

Vedi Aggiornamento del 21/06/2013
Commenti 7076
11/12/2012 - 51mila posti di lavoro persi, 10mila aziende in meno, -39% in termini di valore. È un calo pesantissimo quello vissuto dal macrosistema LegnoArredo che, nel quinquennio 2007/2012, ha visto i consumi passare da 33,8 a 20,6 miliardi di euro. Crollati anche i fatturati (-14 miliardi di euro, -33%), il numero di imprese -10.024, pari al -12,6% e degli addetti -51.651.
 
Numeri che hanno indotto FederlegnoArredo a chiedere con forza un intervento che consenta alle aziende del settore di prendere una boccata d’ossigeno dopo cinque anni durissimi: includere gli arredi fra le opere ammesse alla detrazione del 50%.
 
La drammatica situazione del settore è stata illustrata questa mattina nella Conferenza stampa FederlegnoArredo di fine anno 2012.
 
Principale imputato è il crollo interno degli acquisti, che quest’anno ha accusato un calo del -17,6% addirittura più accentuato di quello già drammatico del 2009. La contrazione delle vendite nazionali di prodotti legati alla casa ha investito pressoché tutti i comparti dipendenti, direttamente o indirettamente, dall’edilizia. Tra questi, in particolare sofferenza è risultato il macrosistema arredamento che ha fatto registrare un vero e proprio tracollo (-19,7%) a causa, soprattutto, della caduta dei redditi reali delle famiglie superiore al 2009 e al blocco dell’erogazione dei mutui che hanno inciso profondamente sull’indotto della casa.
 
In crisi anche le importazioni di prodotti provenienti dall’estero a dimostrazione che gli italiani non si sono indirizzati su alternative estere più economiche. Significativo il dato degli acquisti dalla Cina che, in quantità, hanno fatto registrare un pesante 20%. Nell’anno in corso l’unica nota positiva viene dall’export che, pur a fatica, ha tenuto il passo. Ma anche qui gli ultimi mesi dell’anno stanno segnando un preoccupante rallentamento nei mercati Ue 27 che rischia di compromettere il buon andamento delle vendite extra Ue (+10%) fino ad oggi l’appiglio che ha consentito al sistema LegnoArredo di non crollare.
 
Ma il tempo stringe e non si può più pensare che il sistema possa reggersi appoggiandosi esclusivamente alle esportazioni. Analizzando i fatturati delle aziende vediamo infatti che il settore LegnoArredo ha vissuto nel 2012 uno degli anni più drammatici dal dopoguerra: dopo il crollo del giro di affari del 2009 (-18%) e il timido recupero del 2010 (+1,9%), l’anno passato si è chiuso con un nuovo rallentamento (-4,2%). L’ulteriore segno meno che si sta delineando all’orizzonte costringerà quindi molte aziende alla resa dei conti.
 
E ciò non senza conseguenze, come dimostrano i numeri inerenti alle imprese che hanno chiuso nel 2012 (meno 2.400) e ai posti di lavoro persi (meno 8.200). Dall’inizio della crisi a oggi sono oltre 10mila le aziende che hanno cessato l’attività e più di 51mila gli occupati in meno. Drammatica anche l’impennata delle ore di cassa integrazione (+697%) passate dalle 5.492 del 2007 alle attuali 43.772.
 
Tenuto conto che il 2013 appare in prospettiva un anno di ulteriori difficoltà per il mercato interno e che la domanda mondiale potrebbe subire un rallentamento, è evidente la necessità di rilanciare i consumi interni per riattivare un sistema che rischia seriamente di “collassare”. Come?
 
La proposta di FederlegnoArredo è tanto semplice quanto efficace, ovvero: includere gli arredi fra le opere ammesse alla detrazione del 50%, già prevista per le ristrutturazioni edilizie.

“Tale misura, condivisa e sottoscritta per la prima volta da tutti i più importanti attori della filiera – industria, sindacati (Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil), commercio (Federmobili), construttori (Ance), Confartigianato Legno Arredo e CNA Produzione – parte dal presupposto che l’arredamento è parte integrante e sostanziale della riqualificazione edilizia e del benessere abitativo delle famiglie, oltre a non comportare nessun incremento dei costi per lo Stato già previsti da Decreto” spiega Roberto Snaidero, presidente di FederlegnoArredo.
 
“Stimiamo - continua Snaidero - che tale misura (contenuta nell’ordine del giorno presentato alla Camera il 26 luglio 2012 e finora totalmente ignorata) è in grado di generare un incremento dei consumi nazionali d’arredamento del 20% (pari a circa 1,2 miliardi di euro) consentendo un recupero del crollo registrato dal 2007 a oggi e offrendo così un po’ di ossigeno dopo 5 anni durissimi”.


Fonte: Ufficio stampa FederlegnoArredo

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui
Altri commenti
thumb profile
Ronaldo

sempre e comunque a piangere, queste associazione, si limitano a leggere quello che già sappiamo, ma non entrano in campo con decisione, contro gli organi che Negano qualsiasi strumento per accedere alle risoluzioni in parte dei problemi. vendiamo meno MOBILI ??? la CRIF è uno dei principali problemi. tutti si affidano solo alle finaziarie, le quali si informano nei cattivi pagatori sarebbe giusto se le informazioni e le regole, non fossero Barbare, con unico scopo di non dare soldi a chi vuole comprare, e questo in tutti i settori, qualche esempio ?? a) chi non ha mai richiesto un finanziamento, è cosiderato NON AFFIDABILE, vi sembra una cosa normale ??? b) chi non paga , per ritardo anche una sola rata, viene segnalato in banca dati CRIF, vi sembra una cosa normale ?? quindi , sigori delle associazioni, datevi una sveglia e cercate tutte insieme di abolire o modificare questa banca dati criminale , la quale frena il mecato, in tutti i settori commerciali. dimenticavo. il famoso DURC... è giusto inserirlo, per garantire che una impresa non utilizza manovolanza in NERO, ma non lo trovo giusto, che se non sei pari con IMPS o INAIL, non puoi lavorare e rilasciano il DURC negativo, allora niente lavoro ......questo, secondo voi aiuta l'economia ???