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NORMATIVA

Sanatoria catastale, ultimi aggiornamenti entro il 2 aprile 2013

di Paola Mammarella
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Pubblicato l’elenco degli immobili ‘fantasma’ cui applicare la rendita presunta, ricorsi entro il 30 gennaio

Vedi Aggiornamento del 10/10/2013
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04/12/2012 – Prosegue l’iter dell’emersione degli immobili fantasma. È stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale di venerdì 30 novembre l'elenco dei Comuni in cui sono stati individuati i fabbricati non dichiarati in Catasto, ai quali verrà ora applicata una rendita presunta.
 
In base al Decreto legge fiscale 16/2012, per le unità immobiliari a cui è stata attribuita la rendita presunta si deve presentare domanda di aggiornamento catastale entro 120 giorni dalla pubblicazione del comunicato in Gazzetta Ufficiale. Le istanze andrebbero quindi consegnate entro il 30 marzo 2013, ma trattandosi di un sabato il termine slitta al 2 aprile.
La mancata presentazione dell’atti di aggiornamento implica l’applicazione di sanzioni amministrative quadruplicate, come previsto dal Decreto legislativo 23/2011 sul federalismo fiscale.
 
Nel caso in cui non ci sia accordo sui dati contenuti negli atti di attribuzione della rendita presunta, è possibile presentare ricorso alla Commissione tributaria provinciale competente entro il 30 gennaio 2013, vale a dire nei 60 giorni a decorrere dalla pubblicazione del comunicato in Gazzetta Ufficiale.
 
Le procedure indicate dall’Agenzia del territorio completano la seconda fase del processo di regolarizzazione degli immobili.
 
A maggio scorso, il completamento della prima fase della sanatoria catastale ha fatto stimare un aumento del gettito pari a 472 milioni di euro, di cui 356 milioni rilevanti ai fini Imu, 110 milioni ai fini dell’imposta sui rediti, cioè Irpef e cedolare secca, e 6 milioni per l’imposta di registro sui canoni di locazione (Leggi Tutto). Una volta che gli edifici prima ignoti vengono dichiarati, questi vengono infatti tassati in base alla consistenza e alle caratteristiche emerse durante i rilievi.
 
Ricordiamo che la sanatoria catastale è stata prevista dal Decreto Legge 78/2010 per stanare gli edifici completamente sconosciuti o le modifiche edilizie che, anche se autorizzate, non sono mai state dichiarate in Catasto per evitare il pagamento di tasse maggiorate. Come già spiegato dall’Agenzia del Territorio, si tratta di una regolarizzazione diversa dal condono perché durante i rilievi i tecnici possono scoprire solo se l’immobile è accatastato, ma non se è privo dei permessi edilizi e urbanistici. Un accertamento che è invece di competenza del Comune (Leggi Tutto).
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