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Ecobonus e bonus ristrutturazioni, cosa accade se cambia la destinazione d’uso dell’immobile
RISTRUTTURAZIONE Ecobonus e bonus ristrutturazioni, cosa accade se cambia la destinazione d’uso dell’immobile
NORMATIVA

Spazi verdi urbani, il ddl punta al recupero del patrimonio edilizio

di Paola Mammarella

Contenimento del consumo di suolo con incentivi per il riutilizzo degli insediamenti residenziali e produttivi esistenti

Vedi Aggiornamento del 23/05/2014
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28/12/2012 – Contenimento del consumo di suolo parallelo allo sviluppo di aree verdi e alla riqualificazione degli edifici. Continua l’iter del ddl sugli spazi verdi urbani. Dopo una serie di modifiche nei due rami del Parlamento, la Commissione Ambiente della Camera ha approvato il testo, che sarà discusso in Aula a partire dai prossimi giorni.
 
Nella nuova versione spicca l’attenzione al consumo di suolo. È infatti previsto che i Comuni possano introdurre incentivi per il riutilizzo e la riorganizzazione degli insediamenti residenziali e produttivi esistenti, considerati strumenti preferibili rispetto alle concessioni su aree non urbanizzate.
 
Sono inoltre previsti accorgimenti per minimizzare l’impatto dei nuovi edifici e migliorare le condizioni del patrimonio edilizio esistente. Per le nuove costruzioni e le ristrutturazioni di significativa portata, i Comuni devono promuovere misure per il risparmio e l’efficienza energetica, l’assorbimento delle polveri sottili, la riduzione dell’effetto isola di calore estiva e la regolare raccolta delle acque piovane.

Negli edifici esistenti, gli incentivi riguardano invece la trasformazione dei lastrici solari in giardini pensili, il rinverdimento delle pareti con tecniche di verde pensile e l’incremento del patrimonio arboreo nelle aree di pertinenza.
 
Il nuovo testo riserva alla realizzazione di opere pubbliche di urbanizzazione, di recupero urbanistico e di manutenzione del patrimonio comunale il 50% delle entrate derivanti dai contributi per il rilascio dei permessi di costruire e dalle sanzioni previste dal Testo unico dell’edilizia, Dpr 380/2001.
 
In base al testo approvato, i Comuni che nella realizzazione di insediamenti residenziali e produttivi non osservano le norme del DM 1444/1968 sulle quantità minime di spazi pubblici riservati alle attività collettive, a verde pubblico o a parcheggi, devono approvare le necessarie varianti urbanistiche per il verde e i servizi entro il 31 dicembre.
 
Le aree riservate a verde pubblico urbano e gli immobili rurali utilizzati per attività collettive e culturali, ceduti al Comune, possono essere concessi in gestione con gare in forma ristretta, senza pubblicazione del bando, in cui hanno diritto di prelazione i residenti nelle aree su cui si trovano gli spazi da destinare a verde. Per la gestione delle aree possono inoltre essere previsti incentivi mediante la riduzione dei tributi locali.

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