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Compensazione crediti con la PA, spiraglio per i professionisti

di Rossella Calabrese

Presentato un emendamento al ddl Stabilità. Soddisfatto il Consiglio Nazionale degli Architetti

Vedi Aggiornamento del 19/12/2012
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13/12/2012 - Potrebbe essere estesa ai professionisti la possibilità di compensare i crediti con la pubblica amministrazione. Tutto dipende dalle sorti di un emendamento presentato dal senatore Filippo Bubbico al disegno di legge di Stabilità.
 
Lo fa sapere il Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, soddisfatto per l’iniziativa di Bubbico che viene incontro alla situazione di difficoltà relativa ai crediti con la pubblica amministrazione da parte dei professionisti.
 
L’emendamento prevede che “i crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, di cui all’articolo 13 della legge 183/2011 e all’articolo 31 del DL 78/2010, maturati per somministrazione, forniture e appalti sono interpretati nel senso di includere anche le somme spettanti quale corrispettivo per prestazioni professionali eseguite da un professionista iscritto ad albo o collegio”.
 
Ricordiamo che, in sede di conversione del DL Sviluppo Bis, la Commissione Industria del Senato ha bocciato l’inclusione dei professionisti nella platea dei beneficiari della norma che consente alle imprese la compensazione dei crediti con la pubblica amministrazione (leggi tutto).
 
Alle proteste del Cnappc ha risposto il senatore Bubbico spiegando in una lettera che “la mancata estensione anche ai professionisti della norma che consente alle imprese la compensazione dei crediti con la pubblica amministrazione e non inserita in sede di conversione nel Dl Sviluppo, sia da imputare ad un giudizio di improcedibilità, opposto dalla Commissione Bilancio e Programmazione Economica, in relazione alla presunta mancata copertura degli oneri da essa derivanti”.
 
Nella lettera, il senatore Bubbico ricorda la grave situazione in cui versa il bilancio dello Stato, ma aggiunge che “non potrà esserci alcuna ripresa economica senza adeguati investimenti e senza le opportune e necessarie azioni, tese a dare regolarità e certezza di pagamento per i fornitori di beni e servizi di natura professionale”.
 
La promessa di impegnarsi “perché le lamentate discriminazioni vengano superate e perché la crescita economica possa avvalersi del contributo dei tanti valorosi professionisti che, a proprie spese, consentono alla pubblica amministrazione di accedere alle scarse risorse disponibili” si è dunque tradotta nella presentazione dell’emendamento al ddl Stabilità.

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